SE CRISTO NON E' RISORTO E' VANA LA NOSTRA PREDICAZIONE....

 

LA MISSIONE DEI DISCEPOLI E LA TESTIMONIANZA DELL'APOSTOLO TOMMASO ( Gv 20, 19-31 )

Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi.

Gesù è il primo missionario, * l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo. Dopo l'esperienza della croce e della risurrezione si attualizza la preghiera di Gesù al Padre. Non si tratta di una nuova missione, ma della stessa missione di Gesù che si estende a coloro che sono suoi discepoli, legati a lui come il tralcio alla vite, cosi anche alla sua Chiesa. Il Figlio eterno di Dio è stato inviato perchè il mondo si salvi per mezzo di lui, e tutta la sua esistenza terrena, di piena identificazione con la volontà salvifica del Padre, è una costante manifestazione di quella volontà divina che tutti si salvino. Questo progetto storico lo lascia in consegna ed eredità a tutta la Chiesa e, in maniera particolare, all'interno di essa, ai ministri ordinati

Abbiamo visto il Signore , ma Tommaso non crede.

Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo. Tommaso non riesce a credere attraverso i testimoni oculari. Vuole fare lui l'esperienza. Tommaso è disposto a credere, ma vuole risolvere di persona ogni dubbio, per il timore di uno sbaglio. Gesù non vede in Tommaso uno scettico indifferente, ma un uomo in cerca della verità e lo accontenta pienamente. E' comunque l'occasione per lanciare l'apprezzamento verso i credenti futuri. 

Metti quì il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente. Gesù ripete le parole di Tommaso, entra in dialogo con lui, capisce i suoi dubbi e vuole aiutarlo. Gesù sa che Tommaso lo ama e ne ha compassione perchè ancora non gode della pace che viene dalla fede. Lo aiuta a progredire nella fede. 

MIO SIGNORE E MIO DIO

E' la professione di fede nel Risorto e nella sua divinità come è  proclamato anche all'inizio del vangelo di Giovanni ( 1,1 ). Nell'Antico Testamento * Signore * e * Dio * corrispondono rispettivamente a * Jahvè * e ad * Elohim * . E' la professione di fede pasquale nella divinità di Gesù più esplicità e diretta. In ambiente giudaico acquistava ancora più valore in quanto si applicavano a Gesù i testi che riguardavano Dio. Gesù non corregge le parole di Tommaso come corresse quelle dei Giudei che lo accusavano di volersi fare * uguale a Dio * approvando così il riconoscimento della sua divinità. 

Perchè mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto !! Gesù mal sopporta coloro che sono alla ricerca di segni e prodigi per credere e sembra rimproverare Tommaso. Scorgiamo quì anche un passaggio verso una fede più autentica, un cammino di perfezione verso una fede cui si deve arrivare anche senza le pretese di Tommaso, la fede accolta come dono e atto di fiducia. Come quella esemplare degli antenati e come quella di Maria. A noi che siamo più di duemila anni distanti dalla venuta di Gesù, viene detto che, benchè non lo abbiamo veduto, lo possiamo amare e credendo in lui possiamo esultare di gioia indicibile e gloriosa.

Quasti segni sono stati scritti, perchè crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perchè credendo, abbiate la vita nel suo nome.