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Io sono mite e umile di cuore

 

VENITE A ME ...... MT 11,25-30

Gesù invita tutti coloro che sono *stanchi e oppressi* ad andare da lui per trovare ristoro. Gli indifesi, i piccoli, i vulnerabili sono come Israele nell'esilio!  Essi trovano ristoro in Dio e sperano solo in Lui.  

Gesù dice ; prendete il mio giogo sopra di voi.... è un riferimento alla fatica e all'oppressione della legge sovraccaricata da osservanze inutili ed esteriori mondana. Gesù , il Maestro per eccellenza, invita perciò a lasciare questo carico e ad *imparare* da lui, portando il suo giogo che è dolce e leggero. 

Portare il giogo di Gesù, infatti, significa portare il giogo del Regno dei cieli, come Gesù è venuto non per sopprimere la legge ma per portarla a compimento. 

Il carico di Gesù non è leggero perchè meno esigente ma perchè Gesù stesso porta questo fardello con i piccoli e non come i maestri sapienti e i capi del mondo, che si siedono sulla cattedra e legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente ... 

Questi capi chiudono il Regno dei cieli davanti agli uomini a differenza di Gesù,* mite e umile di cuore*, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. 

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Io sono il pane della vita

 

Chi mangia di questo pane vivrà in eterno; GV 6,51-58

Gesù cerca di di aprire gli occhi della gente , facendo loro capire che non basta lottare per il pane materiale. La lotta quotidiana per il pane materiale non va alla radice se non è accompagnata da quella spirituale. L'essere umano non vive solo di pane. 

La gente reagisce per le parole di Gesù; io sono il pane della vita ..... e molti lo abbandonano, ma Gesù non cambia le sue esigenze.

Fino ad oggi succede la stessa cosa quando il vangelo comincia ad esigere un impegno, molta gente lo abbandona. Nella misura in cui il discorso di gesù va avanti sempre meno gente rimane accanto a lui, e alla fine rimangono solo i Dodici . 

Il pane che io vi darò è la mia carne;

Gesù ci dona un cibo capace di sazaire la nostra fame più profonda, anzi, è lui stesso il pane vivo che dà la vita al mondo. Il suo corpo è il vero cibo sotto la specie del pane, il suo sangue è la vera bevanda sotto la specie del vino. 

Non è un semplice alimento con cui saziare i nostri corpi, come la manna; il corpo di Cristo è il pane degli ultimi tempi, capace di dare vita, e vita eterna, perchè la sostanza di questo pane è l'Amore. 

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Padre , Figlio, e lo Spirito Santo

 

DIO HA TANTO AMATO IL MONDO; GV 3,16-18

La fede nella Santissima trinità è la fonte e la pienezza del nostro credo. 

PADRE ; Dio è all'inizio e alla fine della storia; Alfa e Omega, non c'è posto per un altro Dio!  Il nostro Dio non è un Dio distante.  E' stato con noi nel passato, è con noi nel presente, sarà con noi nel futuro. Egli conduce la storia, è dentro la storia, cammina con il popolo. La storia di Dio è la storia del suo popolo. 

Dio è onnipotente; Era uno dei titoli imperiali attribuiti ai re dopo Alessandro Magno. per i cristiani, il vero re è Dio. Questo titolo esprime il potere creatore con cui Dio conduce il suo popolo. Il titolo raffoza la certezza della vittoria e ci spinge a cantare, * cielo nuovo e terra nuova*.

FIGLIO;

Il Figlio è testimone fedele; testimone equivale a martire. Gesù ebbe il coraggio di testimoniare la Buona Novella di Dio padre. Fu fedele fino alla morte, e la risposta di Dio fu la risurrezione. Gesù è il primogenito è come dire fratello maggiore. Gesù è il primo che risuscita. La sua vittoria sulla morte avverrà con tutti noi, suoi fratelli e sorelle. 

Gesù è Principe dei re della terra; Era un titolo che la propaganda ufficiale dava all'imperatore di Roma. I cristiani davano questo titolo a Gesù. Credere in Gesù era un atto di rebellione contro l'impero e la sua ideologia.

Questi tre titoli vengono dal Salmo messianico 89, dove il Messia è chiamato testimone fedele, Primogenito, il più alto tra i re della terra. I primi cristiani si ispiravano alla Bibbia per formulare la dottrina.

IL NOME DELLO SPIRITO SANTO; Sette lampade, sette occhi, Sette spiriti 

Sette lampade; In Ap 4,5, si dice che i sette spiriti sono le sette lampade di fuoco che ardono davanti al Trono di Dio. Sono sette perchè rappresentano la pienezza dell'azione di Dio nel mondo. Sono lampade di fuoco, perchè simboleggiano l'azione dello Spirito che illumina, disseta e purifica. Stano davanti al Trono, perchè sempre pronte a rispondere a qualsiasi richiesta di Dio.

Sette occhi; In Ap 5,6, si dice che l'Agnello ha * sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra*. 

Sette spiriti; Questi sette evocano i sette doni dello Spirito di cui parla il profeta Isaìa e che andranno a riposare sul Messia ( Is 11, 2-3). Questa profezia si realizza in Gesù. I sette spiriti sono, nello stesso tempo, di Dio e di Ges

 

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Pace a voi

LA PACE SIA CON VOI ; GV 20,19-23

Gesù si rende presente nella comunità. Nemmeno le porte chiuse gli impediscono di stare in mezzo a coloro che non lo riconoscono. 

Perfino oggi è così! Quando siamo riuniti, anche se tutte le porte sono chiuse, Gesù è in mezzo a noi! 

Egli mostra i segni della passione nelle mani e sul costato. Il risorto è il crocifisso! Il Gesù che è con noi nella comunità non è un Gesù glorioso che non ha nulla in comune con la vita della gente. Ma è lo stesso Gesù che è venuto su questa terra e che ha i segni della sua passione. Ed oggi questi stessi segni si trovano nelle sofferenze della gente. Sono i segni della fame, della trotura, delle guerre, delle malattie, della violenza, dell'ingiustizia. Tanti segni!  E nelle persone che riagiscono e lottano per la vita Gesù risuscita e si rende presente in mezzo a noi. 

COME PADRE HA MANDATO ME, ANCHE IO MANDO VOI

Da questo Gesù, crocifisso e risorto, noi riceviamo la missione, la stessa che lui ricevette dal padre. Ed anche a noi lui ripete; *Pace a voi*. La ripetizione ribadisce l'importanza della pace. Costruire la pace fa parte della missione. La pace che Gesù ci lascia significa molto di più che assenza di guerra. Significa costruire un ambiente umano armonioso, in cui le persone possano essere se stesse, con tutto il necessario per vivere, e dove possano vivere serene e in pace. In una parola, vuol dire costruire una comunità secondo la comunità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

GESU' COMUNICA IL DONO DELLO SPIRITO

Gesù alitò e disse; Ricevete lo Spirito Santo. Ed è quindi con l'aiuto dello Spirito Santo che noi possiamo svolgere la missione che lui ci affida.  Poi Gesù comunica il potere di perdonare i peccati. Il punto centrale della missione di pace si trova nella riconciliazione, nel tentativo di superare le barriere che ci separano. 

A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati: a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati.  Ora questo potere di riconciliare e di perdonare viene dato ai discepoli. Poi alla comunità, una comunità senza perdono e senza riconciliazione non è una comunità cristiana. 

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Si alza e va

 

LA VISITAZIONE ; LC 1,39-56

Nell'incontro di Maria con sua cugina si respira un'atmosfera di gioia.

Sottolineiamo due aspetti; un atteggiamento e un fatto,

L'atteggiamento è quello del servizio. Maria infatti, va a servire.

Questa giovane ragazza va in fretta, si mette in cammino rischiando di incontrare i briganti, ma è coraggiosa.

Si alza e va. Non trova scuse come; No, sono incinta, o anche; sono la regina del mondo, perchè il re viene da me.

Lei semplicemente si alza e va, mostrando tutto il suo coraggio di donna. 

Le due donne si incontrano con gioia, come quando si incontrano le donne che si vogliono bene; si abbracciano, si baciano, un incontro caratterizzato dalla festa.

L'incontro è un altro segno cristiano. Sia il servizio che l'incontro richiedono di uscire da se stessi per servire e per incontrare, per abbracciare un'altra persona.

Se noi imparassimo questo, come cambierebbe il mondo! 

Servire e incontrarsi; per sperimentare la gioia grande della presenza di Dio in mezzo a noi.

 

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Se mi amate

 

I COMANDAMENTI COME VIA DELL'AMORE ; GV 14, 15-21

Gesù , innanzi tutto, mette in luce, davanti ai suoi discepoli, che l'amore per lui, se è vero amore, porta infallibilmente all'osservanza dei suoi comandamenti.  Vuole dirci, insomma, che se non c'è osservanza, significa che noi non abbiamo l'amore ; essa è una conseguenza essenziale, irrinunciabile, che rivela se noi amiamo davvero o se ci illudiamo di amare. 

Gesù dice anche che il dono dello Spirito Santo da parte del Padre è frutto di questo amore e di questa osservanza, che suscitano la preghiera di Gesù, grazie alla quale noi possiamo ricevere lo Spirito. E spiega chi  esso è; il Consolatore, lo Spirito della verità, colui che il mondo non vede, non conosce, ma i discepoli sì, è colui che dimora presso di loro e che sarà dentro di loro. 

Gesù promette la sua venuta, il suo ritorno, che sta per realizzarsi nella sua risurrezione; annuncia il suo sparire nella passione, nella morte, nella sepoltura, ma anche il suo riapparire ai discepoli, che lo vedranno, perchè egli è la risurrezione e la vita. E rivela il suo rapporto col Padre, dentro il quale invita anche loro, anche noi,; dice, infatti, che conosceremo, cioè sperimenteremo nel profondo. Consolazione più grande di questa non potrebbe essere promessa, in alcun modo, da nessuno al mondo, se non da Gesù.

Nel Gv 14,21; il discorso di gesù si allarga a tutti; passa dal *voi*  dei discepoli al *chi* di chiunque cominci ad amarlo, a entrare in relazione con lui e a seguirlo. Ciò che è accaduto ai discepoli, ai primi scelti, accade a chiunque crede in lui. E quì gesù apre per noi, per ognuno, il suo rapporto d'amore col Padre, perchè rimanendo in Cristo, noi siamo conosciuti e amati anche dal Padre. Infine Gesù promette di nuovo il suo amore oer chi lo ama e la rivelazione di se stesso, cioè una manifestazione ininterrota del suo amore per voi.

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Io sono la via......

 

NON SIA TURBATO IL VOSTRO CUORE ; GV 14,1-12

Un esortazione  d'incoraggiamento nel superare il turbamento. Gesù dicae anche ; nella casa del Padre mio vi sono molte dimore! Che significa?? Non è necessario che tutti pensino allo stesso modo. Quel che importa è che tutti accettino Gesù come rivelazione del Padre e che, per amore suo, abbiano atteggiamenti di servizio e d'amore. 

Amore e servizio sono il cemento che unisce tra di loro i vari mattoni della parete e fa sì che le diverse comunità diventino una Chiesa consistente di fratelli e sorelle.

Tommaso domanda; Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via? Gesù risponde; Io sono la via, la verità e la vita!  Tre parole importanti. Senza la via, non si cammina. Senza la verità, non si ha certezza. Senza vita, c'è solo la morte! Gesù spiega il senso. Lui stesso è la via, perchè * Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me* ! Poichè lui è la porta, per la quale le pecore entrano ed escono. Gesù è la verità perchè, guardando a lui, vediamo l'immagine del Padre.  Gesù è la vita perchè, camminando come egli ha camminato, saremo uniti al Padre e avremo la vita in noi. 

Filippo chiede a Gesù: Signore, mostraci il Padre e ci basta. E Gesù gli rispose; Chi ha visto me, ha visto il Padre. 

Filippo ha espresso un desiderio che era di molte persone nelle comunità di Giovanni e continua ad essere il desiderio di tutti noi; cosa devo fare per vedere il Padre di cui Gesù tanto parla ? La risposta di Gesù è molto bella; Da tanto tempo sono con voi e tu  non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto Padre! 

Noi non dobbiamo pensare che Dio sia lontano, come qualcuno distante e sconosciuto. Chi volesse sapere come sia e chi sia Dio padre, basta che guardi a Gesù. Lui lo ha rivelato nelle parole e nei gesti della sua vita; Io sono nel Padre e il Padre è in me!  Per il suo modo di essere Gesù rivelava un volto nuovo di Dio che attirava il popolo. Tramite la sua obbedienza, egli era totalmente identificato con il Padre. Ad ogni momento faceva quello che il Padre gli mostrava di fare. Per questo, in Gesù tutto è rivelazione del Padre! 

Alla stessa maniera, noi, per il nostro modo di vivere e convivere, dobbiamo essere una rivelazione di gesù, Chi ci vede deve poter vedere e riconoscere in noi qualcosa di gesù. 

 

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Io sono il buon pastore

 

Giovanni 10, 1-10 (11-18)

Gesù inizia il discorso con la similitudine della porta; In verità, in verità io vi dico; chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale daun'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore! 

Per capire questa parola di Gesù, dobbiamo ricordare, che in quel tempo, i pastori si occupavano del gregge durante il giorno. La sera portavano le pecore in un grande recinto comunitario, ben protetto contro banditi e lupi. Tutti i pastori di una stessa regione portavano lì il loro gregge tutta la notte. Al mattino giungeva il pastore, batteva il palmo delle mani sulla porta e il guardiano apriva. Il pastore arrivava e chiamava le pecore per nome. Le pecore riconoscevano la voce del loro pastore, si alzavano e uscivano dietro di lui verso i pascoli. Le pecore degli altri pastori udivano la voce, ma rimanevano dove erano, perchè non la riconoscevano. Ogni tanto c'era il pericolo dell'assalto. I ladri entravano da una specie di feritoia, togliendo le pietre dal muro di cinta, per rubare le pecore. Non entravano dalla porta, perchè c'era il guardiano che vigilava. 

Gesù è la porta ; I farisei non capivano il significato di * entrare dalla porta*, Gesù allora spiega; Io sono la porta delle pecore! Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti. Di chi sta parlando Gesù in questa frase così dura? Probabilmente si riferiva ai capi religiosi che trascinavano la gente dietro di loro, senza rispondere, però alle loro aspettative. Non erano interessati al bene del popolo, ma piuttosto ai loro soldi e interessi. Ingannavano la gente e la abbandonavano alla loro sorte. 

Il criterio fondamentale per discernere tra il pastore e il brigante è la difesa della vita delle pecore. Gesù dice; Io sono venuto perchè abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza! 

Entrare per la porta significa; imitare l'atteggiamento di Gesù in difesa della vita delle pecore. Gesù chiede alla gente di prendere l'iniziativa di non seguire colui che si presenta come pastore, ma che non è veramente interessato alla vita della gente.

Gesù è il buon pastore; Tutti sapevano chi era un pastore, come viveva e lavorava. Ma Gesù non è un pastore qualsiasi, è il buon pastore! L'immagine del buon pastore viene dall'AT,  Gesù si presenta come colui che viene a compiere le promesse dei profeti e le speranze del popolo. Il buon pastore dà la sua vita, il falso pastore invece disprezzavano le pecore.

Il discorso sul buon pastore racchiude due importanti regole per liberare i nostri occhi dalla cecità farisaica;

- I pastori sono molto attenti alla reazione delle pecore, perchè esse riconoscono la voce del pastore.

- Le persone devono prestare molta attenzione all'atteggiamento di coloro che si dicono pastori per verificare se sono                   veramente interessati alla vita delle pecore, se sono capaci di dare la vita per le pecore.

Un solo gregge e un solo pastore; Gesù apre l'orizzonte e dice che ha altre pecore che non sono di questo ovile. Esse non odono la voce di Gesù, ma quando l'udiranno, si renderanno conto che lui è il pastore e lo seguirono. Quì appare l'atteggiamento ecumenico delle comunità del * discepolo amato*.

 

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Sulla strada di Emmaus ; Lc 24,13-35

 

Gesù incontra i due amici in una situazione di paura e di disperazione, di sfiducia e di sgomento. Stavano fuggendo. Le forze della morte, la croce, avevano ucciso in loro la speranza. Gesù si avvicina e cammina con loro, ascolta la conversazione e chiede; Che cosa sono questi discorsi??. 

L'ideologia dominante impedisce loro di capire e di avere una coscienza critica. * Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele.... Qual è oggi la conversazione del popolo che soffre? Quali sono oggi i fatti che mettono in crisi la nostra fede?

Gesù per spiegare i fatti si serve la Bibbia; per illuminare il problema che faceva soffrire i suoi due amici, chiarire la situazione in cui stavano vivendo. Con l'aiuto della Bibbia, Gesù colloca i due discepoli nel progetto di Dio e dindica loro che la storia non è sfuggita dalle mani di Dio. Gesù non usa la Bibbia come un dottore che già sa tutto, bensì come un compagno che vuole aiutare i suoi amici a ricordare ciò che loro avevano dimenticato; Mosè e i profeti. Gesù cerca di metterli in condizione di ricordare, risveglia la loro mente.

Con l'aiuto della Bibbia, illuminare la situazione e trasformare la croce, segno di morte, in segno di vita e di speranza. Così ciò che impedisce di vedere, diventa luce e forza lungo il cammino.

La Bibbia, da sola, non apre gli occhi, ma fa ardere il cuore ! Ciò che apre gli occhi e fa scoprire agli amici la presenza di Gesù è la condivisione del pane, il gesto comunitario, la celebrazione. Nel momento in cui è riconosciuto, Gesù scompare. E loro stessi sperimentano la risurrezione, rinascono e camminano da soli. 

Gesù crea un ambiente di preghiera, di fede e di fraternità, lo Spirito ci fa scoprire e sperimentare la Parola di Dio nella vita e ci porta  a capire il senso delle parole che Gesù disse a tutti noi. 

Ripartire; dopo aver riconoscere Gesù; tutto è cambiato, riprendono coraggio e ritornano a Gerusalemme, dove continuano ad agire le forze di morte che uccisero Gesù; ma proprio lì si manifesta ora anche la forza della vita nella condivisione dell'esperienza della risurrrezione, fede, speranza, libertà, in una parola ; la risurrezione ha vinto la morte.

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Alleluia

 

L'alleluia è il canto del trionfo di Cristo e della gioia. Grazie al suo trionfo, il Cristo glorioso è diventato il contemporaneo di tutte le generazioni; Signore del regno dei viventi, autore della vita. La verità è questa; la pietra angolare, il centro, il tutto della nuova economia di salvezza è Cristo, il risorto. 

Nella contemplazione della vita di Gesù, molti preferiscono guardare i fatti dolorosi; così la croce ci appare più spesso circondata da strumenti di tortura che da trofei di vittoria.

Certo, non vogliamo dire neppure lontanamente, che si possa ignorare la croce e le sofferenze del nostro Salvatore, ma la croce, senza gli splendori della risurrezione, ci renderebbe i più miserabili tra gli uomini e farebe del cristo il più colpevole degli impostori. L'alleluia deve dirci tutto questo.

Dall'alleluia riceviamo anche un'altra lezione. La sua parola d'ordine è; Lodate Dio. Dobbiamo essere degli alleluia viventi, fervidi adoratori, lode, ringraziamenti... La nostra fede dev'essere teocentrica, tutta rivolta verso Dio come quella di Suo Figlio; Padre nostro, che sei nei cieli.... 

 

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Argomento: Blog

Ecco l'agnello di Dio

Il Battista ha avuto il compito di indicare in Gesù l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. L'annuncio del Vangelo, la parola di Cristo Gesù, rimangono essenziali e indispensabili oggi come lo erano ieri. L'uomo non cessa mai di aver bisogno di liberazione e salvezza. Annunciare il Vangelo non significa comunicare delle verità teoriche e nemmeno un insieme di norme morali. Significa, invece portare gli uomini a fare esperienza di Gesù Cristo, venuto nel mondo- secondo la testimonianza di Giovanni- per salvare l'uomo dal peccato, dal male, dalla morte.
Quindi non si può trasmettere il Vangelo a prescindere dai bisogni e dalle attese odierne dell'uomo. Parlare della fede in Gesù, agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, significa parlare all'uomo del nostro tempo chiedendosi prima che cosa egli cerca nel profondo del suo cuore.

Natale

Deponi , o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perchè dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre;
* Pace della giustizia * e * Gloria della pietà *.
Sorgi, o Gerusalemme, sta in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo, come sopra un trono regale.
Poichè Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perchè Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve o ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perchè Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria.
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui
( Baruc 5, 1-9 )

Amministratore disonesto

La disonestà è una caratteristica che può intaccare l'essere, nelle cose grandi, nel molto, ma anche in quelle minime, nel poco.
L'ingiustizia è una distribuzione cattiva, non equa, non equilibrata; in essa manca l'armonia, manca un centro che attiri a sè ogni energia, ogni cura e intento;
crea fratture, ferite, dolori su dolori, accumuli da una parte e manchevolezza dall'altra.
Tutti noi veniamo a contatto, in qualche misura, con le realtà dell'ingiustizia, perchè appartengono a questo mondo. E ci sentiamo trascinati da una parte o da un'altra, perdiamo l'armonia, l'equilibrio, la bellezza; è così, non possiamo negarlo.
La parola del vangelo condanna proprio questa disarmonia cosi forte, che è l'accumulo, il mettere da parte, l'aumentare sempre più, il possesso e ci mostra la via della guarigione , che è il dono, il condividere, il dar via con cuore aperto, con misericordia.
Come fa il Padre con noi, senza mai stancarsi, senza venir meno.

Figlio prodigo

Dio mio,
quando nel cammino verso di te non ho più provviste, non ho altra possibilità che rivolgermi a te,
ritornare umile sui miei passi.
Quando la colpa mi fa temere il castigo, la speranza mi offre riparo alla tua giustizia.
Quando l'errore mi confina nel mio tormento, la fede annuncia il tuo conforto.
Quando mi lascio vincere dal sonno della debolezza, i tuoi benefici e la tua generosità mi risvegliano.'
Quando la disobbedienza e la rivolta mi allontanano da te, il tuo perdono e la tua misericordia mi riconducono all'amicizia .
E tu sei sempre lì a sbirciare il mio ritorno per stringermi in un abbraccio rigenerante, aperto ad un futuro unico d'amore.
Possa la tua parola calare proficua nel mio cuore e farmi vivere per amarti e ringraziarti ogni giorno della mia vita.

Prendi la sua croce e mi segua..

Nel tempo di Gesù la croce era la pena di morte che l'impero romano imponeva ai criminali emarginati.
Prendere la croce e caricarsela dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l'ingiustizia.
Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella lettera ai Galati; Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La croce è la conseguenza dell'impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accolti e trattati/e da fratelli e sorelle.
A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per il fratello.

Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

La testimonianza della carità è senza dubbio nella vita ecclesiale lo specchio per l'evangelizzazione. E' lo strumento che dissoda il terreno perchè quando il seme della Parola cade porti frutto abbondante. Non può la buona notizia scegliere altre vie per giungere al cuore degli uomini che quella dell'amore vicendevole, un'esperienza che conduce direttamente alla fonte; Questo è il mio comandamento; che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Tutto questo trova verifica nella prima Chiesa : In questo abbiamo conosciuto l'amore; nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi, quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
Il discepolo che ha incontrato e conosciuto Gesù, il discepolo amato, sa che non può parlare di lui e non percorrere le vie che lui ha percorso. Io sono la via, la verità e la vita. Quali parole migliori per dire che la via maestra di ogni evangelizzazione è l'amore gratuito? Cristo è la via per evangelizzare. Cristo è la verità da donare nell'evangelizzazione, Cristo è la vita evangelizzata. Ed è evangelizzazione l'amore con il quale ci ha amati, un amore consegnato senza condizioni, che non si tira indietro ma va avanti fino alla fine, fedele a se stesso, a costo di morire su una croce di maledizione, pur di mostrare il volto del Padre quale volto di Amore, un amore che rispetta la libertà dell'uomo, anche quando questa significa rifiuto, disprezzo, aggressione, morte.
La carità cristiana ha in se stessa una grande forza evangelizzatrice. Nella misura in cui sa farsi segno e trasparenza dell'amore di Dio, apre mente e cuore all'annuncio della Parola di verità. Desideroso di autenticità e di concretezza, l'uomo di oggi, come paolo VI, apprezza di più i testimoni che i maestri, e in genere solo dopo esser stato raggiunto dal segno tangibile della carità si lascia guidare a scoprire la profondità e le esigenze dell'amore di Dio.
Motivare e sostenere l'apertura agli altri nel servizio è compito di ogni azione pastorale che voglia evidenziare il rapporto profondo esistente tra fede e carità alla luce del vangelo, e quella nota caratteristica dell'amore cristiano che è la prossimità, il prendersi cura.

R: Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

Signore, comprendo che l'evangelizzazione esige una profonda spiritualità, autenticità e santità di testimoni, persone mature nella fede, capaci di ritrovarsi insieme per fare della propria esperienza di fede un luogo di incontro e di crescita in un contatto da persona a persona che costruisca relazioni profonde e aperte alla ecclesialità, al mondo, alla storia.
E io mi sento ancora inadeguato. In un contesto in cui il susseguirsi repentino di immagini, parole, proposte, progetti, cronache disorienta a quasi ubriaca il pensiero e disperde il sentire, la testimonianza si erge quale parola privilegiata per una sosta di riflessione, per un attimo di ripensamento.
Ma se io sono il primo a lasciarmi portar via da quelle immagini, parole, progetti ? Di una cosa sono certo, e questo mi conforta. Anche la più bella testimonianza si rivelerebbe a lungo andare impotente, se non fosse illuminata, giustificata, esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù.
La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, presto o tardi ha bisogno di essere annunciata dalla parola di vita. Darò ragione della mia speranza proclamando il tuo nome, il tuo insegnamento, la tua vit, le tue promesse, il tuo mistero di Gesù di Nazaret e Figlio di Dio; penso sia per me la via più semplice per suscitare l'interesse a conoscere e incontrare te, Maestro e Signore, che hai scelto di vivere come Figlio dell'uomo per narrare a noi il volto del Padre.
Ogni pastorale che oggi si trovi in catene a causa della fede potrà chiedere a te, Dio, che si riapra la porta della predicazione per annunciare il mistero di Cristo, quella predicazione che, quale parola divina, opera in chiunque crede.

Se uno mi ama....

Amore... Parola magica e antica quanto il mondo, parola familiare che nasce all'orizzonte di ogni uomo nel momento in cui è chiamato all'esistenza. parola scritta nelle sue fibre umane come origine e fine, come strumento e pace, come pane e dono, come sè, come altri, come Dio.
Parola affidata alla storia attraverso la nostra storia di quotidianità.
Amore, un patto che da sempre ha un solo nome; uomo. Si perchè l'amore coincide con l'uomo; amore è l'aria che respira, amore è il cibo che gli è dato, amore è il riposo cui si affida, amore è un vincolo che fa di lui una terra di incontro.
Quell'amore con cui Dio ha guardato la sua creazione e ha detto; * e' cosa molto buona *.
E non si è rimangiato l'impegno preso quando l'uomo ha fatto di se stesso un rifiuto più che un dono, uno schiaffo più che una carezza, una pietra lanciata più che una lacrima raccolta.
Ha amato ancora di più con gli occhi e il cuore del figlio, fino alla fine. Quest'uomo che si è reso fiaccola ardente di peccato il Padre l'ha redento, ancora e unicamente per amore, nel fuoco dello Spirito.

R: Se uno mi ama....

Ti vedo, Signore, dimorare nei miei giorni attraverso la tua parola che accompagna i miei momenti più forti, quando il mio amore per te si fa ardito e non mi tiro indietro di fronte a ciò che sento non mi appartiene. Quello Spirito che è come il vento; spira dove vuole e non senti la sua voce, quello Spirito si è fatto spazio in me, e ora posso dirti che è come un caro amico con cui fare memoria.
Riandare con il ricordo alle parole dette, agli eventi vissuti, alla presenza percepita strada facendo, fa bene al cuore. Mi sento abitato più in profondità ogni volta che nel silenzio balza alla mente una tua frase, un tuo invito, una tua parola di compassione, un tuo silenzio.
le notti della tua preghiera mi consentono di pregare il Padre e di trovare pace. Signore, tenerezza celata nelle pieghe dei miei gesti, concedimi di far tesoro di tutto ciò che sei; un rotolo spiegato in cui è facile capire il senso del mio vivere. Che le mie parole siano dimora delle tue parole, che la mia fame sia dimora di te, pane di vita, che il mio dolore sia una tomba vuota e un sudario ripiegato perchè tutto ciò che vuoi sia compiuto, fino all'ultimo respiro.

Amare come ama Gesù

Signore Gesù, aiutaci a capire il mistero della Chiesa come comunità d'amore.
Dandoci il comandamento nuovo dell'amore come costitutivo della Chiesa ci indichi che esso è in cima alla gerarchia dei valori.
Quando stavi per dare l'addio ai tuoi discepoli hai voluto offrire il memoriale del comandamento nuovo, lo statuto nuovo della comunità cristiana.
Non è stata una pia esortazione, ma appunto, un comandamento nuovo, che è l'amore.
In questa * relativa assenza * siamo invitati a riconoscerti presente nella persona del fratello.
In questo periodo della Pasqua, Signore Gesù, tu ci ricordi che il tempo della Chiesa è il tempo della carità, è il tempo dell'incontro con te attraverso i fratelli.
Sappiamo che alla fine della nostra vita saremo giudicati sull'amore.
Aiutaci a incontrarti in ogni fratello e sorella, cogliendo le piccole occasioni di ogni giorno.

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