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Maria si alzò.......

 

L'anima mia magnifica il Signore; 

Maria inizia il suo canto di lode; offre le note di un grazie, che dura nei secoli. E' modello di ogni nostro canto, di ogni preghiera e ogni lode. 

Quando parliamo con Dio, dovremmo ricordare queste parole di Maria , il suo magnificat. Parte dall'anima, dal cuore, dal più profondo di sè, non ha paura di presentarsi al Signore con la parte più vera, non si nasconde, non rimane a distanza.  Maria parla solo da anima ad anima, perchè è lì che la persona è veramente sè stessa, lì che l'esistenza trova il suo senso.

L'anima è quella parte dell'uomo che vive di Dio, che lo cerca, che ha sete di Lui. 

Maria ci svela il segreto dell'umiltà, dell'abbassamento , ci apre la strada per essere anche noi raccolti fra le braccia del Padre. 

La vera umiltà è la nostra risposta al Signore, quella che nasce dall'ascolto profondo delle cose che lui dice a noi, delle cose che Lui fa per noi. 

Maria ascolta, poi si alzò , rimane e tornò a casa sua. Maria; prima è donata, è spesa per amore dell'altro, poi viene resa, restituita al rapporto con Dio. Dalla terra essa ritorna al cielo, in anima e corpo, Assunta, ripresa in quell'abbraccio infinito che, al principio, ce l'aveva donata.

E così dovremmo essere noi, seguire esempio di Maria; prima donati ai nostri fratelli, poi resi al rapporto con Dio. Noi dobbiamo tornare , trasformati, dopo l'incontro con la Parola, con gli altri. 

 

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Davvero tu sei Figlio di Dio

 

Signore salvami; Matteo 14,22-33

I discepoli lottavano con il vento contrario, avevano trascorso una giornata emozionante, e ora una notte insonne. 

Nella notte, in mezzo al mare, sono proprio spaventati al vedere uno che va loro incontro. Non pensano alla possibilità che possa essere Gesù. Hanno una visione troppo umana, credono ai fantasmi. 

Il Risorto ha vinto invece le forze del caos rappresentato dai flutti del mare.

Gesù parlò loro dicendo; Coraggio!! , sono io , non abbiate paura! ; La presenza di Gesù allontana ogni paura. Dicendo; * sono io * evoca la sua identità e manifesta il potere di Dio. La paura si vince con la fede. 

Pietro chiede segno, e Gesù dice; Vieni! E Pietro cammina sulle acque e andò verso Gesù, disposto a rischiare uscendo dalla barca e cercando di camminare su quelle onde agitate, in mezzo al vento impetuoso. Egli affronta il rischio di credere alla Parola; vieni!  Ma vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò; Signore, salvami! 

Nel credere occorre anche la perseveranza ; le forze contrarie ( il vento) sono tanti , c'è il rischio di soccombere . La preghiera di supplica ci salva. Dio non ci abbandona anche se apparentemente è assente ....!!!

 

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La pazienza di Dio

LA REALTA' DEL REGNO DI DIO ; MT 13,24-43

La realtà del regno di Dio è resa presente e anticipata in Gesù e nella comunità da Lui fondata. Esso cresce misteriosamente e gradualmente  fino a raggiungere la sua pienezza; alla fine dei tempi.

Dio è Re e regna sempre, il suo regno si stabilirà quando tutto sarà di nuovo sottomesso al suo dominio cioè. quando l'umanità accetta la sua sovranità. 

La realtà del Regno e la sua crescita, come vengono descritti da Gesù, ci mettono di fronte al mistero di Dio i cui pensieri non sono i nostri pensieri.

Noi confondiamo regalità con forza, con imposizioni, con trionfalismo. Ci piacciono le cose fatte alla grande. Consideriamo riuscita un'impresa che viene acclamata e a cui aderiscono molte persone. Queste purtroppo, sono tentazioni da cui anche la comunità cristiana si lascia sedurre e invece di essere a servizio del Regno si trova spesso in contrapposiione ad esso.

Dio, da parte sua, preferisce portare avanti il suo progetto con le cose piccole, povere, insignificante, e mentre noi abbiamo sempre fretta di portare a termine i nostri progetti, Dio sa attendere con molta pazienza e longanimità.

 

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La parabola del seme

 

CHI HA ORECCHI , ASCOLTI ; MT 13,1-23

Gesù, dopo aver espresso i motivi del suo parlare in parabole, illustra la sorte della parola del regno nei singoli ascoltatori.

Sebbene vengano elencati quattro tipi di terreni, due sono le tipologie di ascoltatori che vengono messe a confronto; chi ascolta la parola e non comprende  e chi ascolta la parola e comprende. 

La prima categoria di ascoltatori, pur ascoltando la parola, non la comprende. La comprensione della parola è quì da intendere non a livello intellettuale, ma sapienziale; è necessario, cioè, entrare nel suo significato profondo e salvifico.

Nella seconda categoria di ascoltatori la parola, oltre che essere ascoltata, è accolta con gioia. Tale accoglienza ; per la mancanza di radici, diventa instabile quando all'entusiasmo dell'inizio segue la discontinuità della scelta, dovuta sicuramente a esperienze di sofferenza e persecuzione, inevitabili in ogni cammino di fedeltà all'ascolto di Dio. 

La terza possibilità evoca le preoccupazioni materiali che possono soffocare la parola. 

Infine, l'esito positivo; il seme perduto nel triplice terreno viene compensato dal risultato fruttuoso. In sintesi, vengono evocate nella parabola tre aspetti che segnano l'atto del credere, attivo e perseverante; l'ascoltare, il comprendere e il portare frutto. 

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Imparate da me...!!!

 

Lo stile di gesù nell'annuncio della buona notizia del regno; Mt 11,25-30

Nel suo modo di annunciare la buona novella del regno, Gesù rivela una grande passione per il Padre e per il popolo umiliato. Diversamente dai dottori del tempo, Gesù annuncia la buona novella di Dio in qualunque luogo in cui incontra gente che lo ascolta. 

Nelle sinagoghe durante la celebrazione della parola. Nelle case degli amici. Camminando per strada con i discepoli. Lungo il mare, sulla riva della spiaggia, seduto in barca e in tanti altri luoghi.

Gesù invita tutti coloro che soffrono il peso della vita a trovare in lui riposo e sollievo; venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Questo invito è in relazione con la Sapienza divina, che convoca attorno a sè le persone, affermando che * le sue vie sono vie deliziose e tutti i suoi sentieri conducono al benessere. Questo invito di gesù, rivela la tenerezza e l'accoglienza che consola rivitalizza le persone e le fa star bene. Gesù è il sollievo che Dio offre al popolo affaticato. Chiede a tutti, a prendere il suo giogo, a imparare dalla sua dolcezza e mitezza. 

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Prendi la propria croce e mi segue.

 

Chi ama suo padre e sua madre più di me non è degno di me; Matteo 10,37-42

Una delle cose su cui Gesù insiste di più, con coloro che vogliono seguirlo, è quella di abbandonare il padre, la madre , la moglie, i figli, le sorelle, la casa, la terra, abbandonare tutto per amore di lui e del Vangelo. 

Queste esigenze non sono solo per alcuni, ma per tutti coloro che vogliono seguerLo. 

Gesù stesso dà l'esempio. Quando la sua famiglia cerca di appropriarsi di lui, reagisce e dice; Chi è mia madre e chi  sono i miei fratelli? Poi volgendo lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, esclama; Ecco mia madre e i miei fratelli!  Chi fa la volontà di Dio, costuì per me è fratello, sorella e madre. 

Gesù allarga la famiglia, crea la comunità. Accoglie gli esclusi ecc.. e a tutti coloro vogliono seguirlo chiedeva  la stessa cosa; fare come lui fa, per cambiare il mondo, con i piccoli gesti di carità, di condivisione; un bicchiere d'acqua data a un povero con amore, sara gradita  al Signore. 

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Io sono mite e umile di cuore

 

VENITE A ME ...... MT 11,25-30

Gesù invita tutti coloro che sono *stanchi e oppressi* ad andare da lui per trovare ristoro. Gli indifesi, i piccoli, i vulnerabili sono come Israele nell'esilio!  Essi trovano ristoro in Dio e sperano solo in Lui.  

Gesù dice ; prendete il mio giogo sopra di voi.... è un riferimento alla fatica e all'oppressione della legge sovraccaricata da osservanze inutili ed esteriori mondana. Gesù , il Maestro per eccellenza, invita perciò a lasciare questo carico e ad *imparare* da lui, portando il suo giogo che è dolce e leggero. 

Portare il giogo di Gesù, infatti, significa portare il giogo del Regno dei cieli, come Gesù è venuto non per sopprimere la legge ma per portarla a compimento. 

Il carico di Gesù non è leggero perchè meno esigente ma perchè Gesù stesso porta questo fardello con i piccoli e non come i maestri sapienti e i capi del mondo, che si siedono sulla cattedra e legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente ... 

Questi capi chiudono il Regno dei cieli davanti agli uomini a differenza di Gesù,* mite e umile di cuore*, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. 

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Io sono il pane della vita

 

Chi mangia di questo pane vivrà in eterno; GV 6,51-58

Gesù cerca di di aprire gli occhi della gente , facendo loro capire che non basta lottare per il pane materiale. La lotta quotidiana per il pane materiale non va alla radice se non è accompagnata da quella spirituale. L'essere umano non vive solo di pane. 

La gente reagisce per le parole di Gesù; io sono il pane della vita ..... e molti lo abbandonano, ma Gesù non cambia le sue esigenze.

Fino ad oggi succede la stessa cosa quando il vangelo comincia ad esigere un impegno, molta gente lo abbandona. Nella misura in cui il discorso di gesù va avanti sempre meno gente rimane accanto a lui, e alla fine rimangono solo i Dodici . 

Il pane che io vi darò è la mia carne;

Gesù ci dona un cibo capace di sazaire la nostra fame più profonda, anzi, è lui stesso il pane vivo che dà la vita al mondo. Il suo corpo è il vero cibo sotto la specie del pane, il suo sangue è la vera bevanda sotto la specie del vino. 

Non è un semplice alimento con cui saziare i nostri corpi, come la manna; il corpo di Cristo è il pane degli ultimi tempi, capace di dare vita, e vita eterna, perchè la sostanza di questo pane è l'Amore. 

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Padre , Figlio, e lo Spirito Santo

 

DIO HA TANTO AMATO IL MONDO; GV 3,16-18

La fede nella Santissima trinità è la fonte e la pienezza del nostro credo. 

PADRE ; Dio è all'inizio e alla fine della storia; Alfa e Omega, non c'è posto per un altro Dio!  Il nostro Dio non è un Dio distante.  E' stato con noi nel passato, è con noi nel presente, sarà con noi nel futuro. Egli conduce la storia, è dentro la storia, cammina con il popolo. La storia di Dio è la storia del suo popolo. 

Dio è onnipotente; Era uno dei titoli imperiali attribuiti ai re dopo Alessandro Magno. per i cristiani, il vero re è Dio. Questo titolo esprime il potere creatore con cui Dio conduce il suo popolo. Il titolo raffoza la certezza della vittoria e ci spinge a cantare, * cielo nuovo e terra nuova*.

FIGLIO;

Il Figlio è testimone fedele; testimone equivale a martire. Gesù ebbe il coraggio di testimoniare la Buona Novella di Dio padre. Fu fedele fino alla morte, e la risposta di Dio fu la risurrezione. Gesù è il primogenito è come dire fratello maggiore. Gesù è il primo che risuscita. La sua vittoria sulla morte avverrà con tutti noi, suoi fratelli e sorelle. 

Gesù è Principe dei re della terra; Era un titolo che la propaganda ufficiale dava all'imperatore di Roma. I cristiani davano questo titolo a Gesù. Credere in Gesù era un atto di rebellione contro l'impero e la sua ideologia.

Questi tre titoli vengono dal Salmo messianico 89, dove il Messia è chiamato testimone fedele, Primogenito, il più alto tra i re della terra. I primi cristiani si ispiravano alla Bibbia per formulare la dottrina.

IL NOME DELLO SPIRITO SANTO; Sette lampade, sette occhi, Sette spiriti 

Sette lampade; In Ap 4,5, si dice che i sette spiriti sono le sette lampade di fuoco che ardono davanti al Trono di Dio. Sono sette perchè rappresentano la pienezza dell'azione di Dio nel mondo. Sono lampade di fuoco, perchè simboleggiano l'azione dello Spirito che illumina, disseta e purifica. Stano davanti al Trono, perchè sempre pronte a rispondere a qualsiasi richiesta di Dio.

Sette occhi; In Ap 5,6, si dice che l'Agnello ha * sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra*. 

Sette spiriti; Questi sette evocano i sette doni dello Spirito di cui parla il profeta Isaìa e che andranno a riposare sul Messia ( Is 11, 2-3). Questa profezia si realizza in Gesù. I sette spiriti sono, nello stesso tempo, di Dio e di Ges

 

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Pace a voi

LA PACE SIA CON VOI ; GV 20,19-23

Gesù si rende presente nella comunità. Nemmeno le porte chiuse gli impediscono di stare in mezzo a coloro che non lo riconoscono. 

Perfino oggi è così! Quando siamo riuniti, anche se tutte le porte sono chiuse, Gesù è in mezzo a noi! 

Egli mostra i segni della passione nelle mani e sul costato. Il risorto è il crocifisso! Il Gesù che è con noi nella comunità non è un Gesù glorioso che non ha nulla in comune con la vita della gente. Ma è lo stesso Gesù che è venuto su questa terra e che ha i segni della sua passione. Ed oggi questi stessi segni si trovano nelle sofferenze della gente. Sono i segni della fame, della trotura, delle guerre, delle malattie, della violenza, dell'ingiustizia. Tanti segni!  E nelle persone che riagiscono e lottano per la vita Gesù risuscita e si rende presente in mezzo a noi. 

COME PADRE HA MANDATO ME, ANCHE IO MANDO VOI

Da questo Gesù, crocifisso e risorto, noi riceviamo la missione, la stessa che lui ricevette dal padre. Ed anche a noi lui ripete; *Pace a voi*. La ripetizione ribadisce l'importanza della pace. Costruire la pace fa parte della missione. La pace che Gesù ci lascia significa molto di più che assenza di guerra. Significa costruire un ambiente umano armonioso, in cui le persone possano essere se stesse, con tutto il necessario per vivere, e dove possano vivere serene e in pace. In una parola, vuol dire costruire una comunità secondo la comunità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

GESU' COMUNICA IL DONO DELLO SPIRITO

Gesù alitò e disse; Ricevete lo Spirito Santo. Ed è quindi con l'aiuto dello Spirito Santo che noi possiamo svolgere la missione che lui ci affida.  Poi Gesù comunica il potere di perdonare i peccati. Il punto centrale della missione di pace si trova nella riconciliazione, nel tentativo di superare le barriere che ci separano. 

A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati: a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati.  Ora questo potere di riconciliare e di perdonare viene dato ai discepoli. Poi alla comunità, una comunità senza perdono e senza riconciliazione non è una comunità cristiana. 

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Argomento: Blog

Ecco l'agnello di Dio

Il Battista ha avuto il compito di indicare in Gesù l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. L'annuncio del Vangelo, la parola di Cristo Gesù, rimangono essenziali e indispensabili oggi come lo erano ieri. L'uomo non cessa mai di aver bisogno di liberazione e salvezza. Annunciare il Vangelo non significa comunicare delle verità teoriche e nemmeno un insieme di norme morali. Significa, invece portare gli uomini a fare esperienza di Gesù Cristo, venuto nel mondo- secondo la testimonianza di Giovanni- per salvare l'uomo dal peccato, dal male, dalla morte.
Quindi non si può trasmettere il Vangelo a prescindere dai bisogni e dalle attese odierne dell'uomo. Parlare della fede in Gesù, agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, significa parlare all'uomo del nostro tempo chiedendosi prima che cosa egli cerca nel profondo del suo cuore.

Natale

Deponi , o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perchè dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre;
* Pace della giustizia * e * Gloria della pietà *.
Sorgi, o Gerusalemme, sta in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo, come sopra un trono regale.
Poichè Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perchè Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve o ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perchè Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria.
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui
( Baruc 5, 1-9 )

Amministratore disonesto

La disonestà è una caratteristica che può intaccare l'essere, nelle cose grandi, nel molto, ma anche in quelle minime, nel poco.
L'ingiustizia è una distribuzione cattiva, non equa, non equilibrata; in essa manca l'armonia, manca un centro che attiri a sè ogni energia, ogni cura e intento;
crea fratture, ferite, dolori su dolori, accumuli da una parte e manchevolezza dall'altra.
Tutti noi veniamo a contatto, in qualche misura, con le realtà dell'ingiustizia, perchè appartengono a questo mondo. E ci sentiamo trascinati da una parte o da un'altra, perdiamo l'armonia, l'equilibrio, la bellezza; è così, non possiamo negarlo.
La parola del vangelo condanna proprio questa disarmonia cosi forte, che è l'accumulo, il mettere da parte, l'aumentare sempre più, il possesso e ci mostra la via della guarigione , che è il dono, il condividere, il dar via con cuore aperto, con misericordia.
Come fa il Padre con noi, senza mai stancarsi, senza venir meno.

Figlio prodigo

Dio mio,
quando nel cammino verso di te non ho più provviste, non ho altra possibilità che rivolgermi a te,
ritornare umile sui miei passi.
Quando la colpa mi fa temere il castigo, la speranza mi offre riparo alla tua giustizia.
Quando l'errore mi confina nel mio tormento, la fede annuncia il tuo conforto.
Quando mi lascio vincere dal sonno della debolezza, i tuoi benefici e la tua generosità mi risvegliano.'
Quando la disobbedienza e la rivolta mi allontanano da te, il tuo perdono e la tua misericordia mi riconducono all'amicizia .
E tu sei sempre lì a sbirciare il mio ritorno per stringermi in un abbraccio rigenerante, aperto ad un futuro unico d'amore.
Possa la tua parola calare proficua nel mio cuore e farmi vivere per amarti e ringraziarti ogni giorno della mia vita.

Prendi la sua croce e mi segua..

Nel tempo di Gesù la croce era la pena di morte che l'impero romano imponeva ai criminali emarginati.
Prendere la croce e caricarsela dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l'ingiustizia.
Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella lettera ai Galati; Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La croce è la conseguenza dell'impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accolti e trattati/e da fratelli e sorelle.
A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per il fratello.

Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

La testimonianza della carità è senza dubbio nella vita ecclesiale lo specchio per l'evangelizzazione. E' lo strumento che dissoda il terreno perchè quando il seme della Parola cade porti frutto abbondante. Non può la buona notizia scegliere altre vie per giungere al cuore degli uomini che quella dell'amore vicendevole, un'esperienza che conduce direttamente alla fonte; Questo è il mio comandamento; che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Tutto questo trova verifica nella prima Chiesa : In questo abbiamo conosciuto l'amore; nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi, quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
Il discepolo che ha incontrato e conosciuto Gesù, il discepolo amato, sa che non può parlare di lui e non percorrere le vie che lui ha percorso. Io sono la via, la verità e la vita. Quali parole migliori per dire che la via maestra di ogni evangelizzazione è l'amore gratuito? Cristo è la via per evangelizzare. Cristo è la verità da donare nell'evangelizzazione, Cristo è la vita evangelizzata. Ed è evangelizzazione l'amore con il quale ci ha amati, un amore consegnato senza condizioni, che non si tira indietro ma va avanti fino alla fine, fedele a se stesso, a costo di morire su una croce di maledizione, pur di mostrare il volto del Padre quale volto di Amore, un amore che rispetta la libertà dell'uomo, anche quando questa significa rifiuto, disprezzo, aggressione, morte.
La carità cristiana ha in se stessa una grande forza evangelizzatrice. Nella misura in cui sa farsi segno e trasparenza dell'amore di Dio, apre mente e cuore all'annuncio della Parola di verità. Desideroso di autenticità e di concretezza, l'uomo di oggi, come paolo VI, apprezza di più i testimoni che i maestri, e in genere solo dopo esser stato raggiunto dal segno tangibile della carità si lascia guidare a scoprire la profondità e le esigenze dell'amore di Dio.
Motivare e sostenere l'apertura agli altri nel servizio è compito di ogni azione pastorale che voglia evidenziare il rapporto profondo esistente tra fede e carità alla luce del vangelo, e quella nota caratteristica dell'amore cristiano che è la prossimità, il prendersi cura.

R: Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

Signore, comprendo che l'evangelizzazione esige una profonda spiritualità, autenticità e santità di testimoni, persone mature nella fede, capaci di ritrovarsi insieme per fare della propria esperienza di fede un luogo di incontro e di crescita in un contatto da persona a persona che costruisca relazioni profonde e aperte alla ecclesialità, al mondo, alla storia.
E io mi sento ancora inadeguato. In un contesto in cui il susseguirsi repentino di immagini, parole, proposte, progetti, cronache disorienta a quasi ubriaca il pensiero e disperde il sentire, la testimonianza si erge quale parola privilegiata per una sosta di riflessione, per un attimo di ripensamento.
Ma se io sono il primo a lasciarmi portar via da quelle immagini, parole, progetti ? Di una cosa sono certo, e questo mi conforta. Anche la più bella testimonianza si rivelerebbe a lungo andare impotente, se non fosse illuminata, giustificata, esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù.
La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, presto o tardi ha bisogno di essere annunciata dalla parola di vita. Darò ragione della mia speranza proclamando il tuo nome, il tuo insegnamento, la tua vit, le tue promesse, il tuo mistero di Gesù di Nazaret e Figlio di Dio; penso sia per me la via più semplice per suscitare l'interesse a conoscere e incontrare te, Maestro e Signore, che hai scelto di vivere come Figlio dell'uomo per narrare a noi il volto del Padre.
Ogni pastorale che oggi si trovi in catene a causa della fede potrà chiedere a te, Dio, che si riapra la porta della predicazione per annunciare il mistero di Cristo, quella predicazione che, quale parola divina, opera in chiunque crede.

Se uno mi ama....

Amore... Parola magica e antica quanto il mondo, parola familiare che nasce all'orizzonte di ogni uomo nel momento in cui è chiamato all'esistenza. parola scritta nelle sue fibre umane come origine e fine, come strumento e pace, come pane e dono, come sè, come altri, come Dio.
Parola affidata alla storia attraverso la nostra storia di quotidianità.
Amore, un patto che da sempre ha un solo nome; uomo. Si perchè l'amore coincide con l'uomo; amore è l'aria che respira, amore è il cibo che gli è dato, amore è il riposo cui si affida, amore è un vincolo che fa di lui una terra di incontro.
Quell'amore con cui Dio ha guardato la sua creazione e ha detto; * e' cosa molto buona *.
E non si è rimangiato l'impegno preso quando l'uomo ha fatto di se stesso un rifiuto più che un dono, uno schiaffo più che una carezza, una pietra lanciata più che una lacrima raccolta.
Ha amato ancora di più con gli occhi e il cuore del figlio, fino alla fine. Quest'uomo che si è reso fiaccola ardente di peccato il Padre l'ha redento, ancora e unicamente per amore, nel fuoco dello Spirito.

R: Se uno mi ama....

Ti vedo, Signore, dimorare nei miei giorni attraverso la tua parola che accompagna i miei momenti più forti, quando il mio amore per te si fa ardito e non mi tiro indietro di fronte a ciò che sento non mi appartiene. Quello Spirito che è come il vento; spira dove vuole e non senti la sua voce, quello Spirito si è fatto spazio in me, e ora posso dirti che è come un caro amico con cui fare memoria.
Riandare con il ricordo alle parole dette, agli eventi vissuti, alla presenza percepita strada facendo, fa bene al cuore. Mi sento abitato più in profondità ogni volta che nel silenzio balza alla mente una tua frase, un tuo invito, una tua parola di compassione, un tuo silenzio.
le notti della tua preghiera mi consentono di pregare il Padre e di trovare pace. Signore, tenerezza celata nelle pieghe dei miei gesti, concedimi di far tesoro di tutto ciò che sei; un rotolo spiegato in cui è facile capire il senso del mio vivere. Che le mie parole siano dimora delle tue parole, che la mia fame sia dimora di te, pane di vita, che il mio dolore sia una tomba vuota e un sudario ripiegato perchè tutto ciò che vuoi sia compiuto, fino all'ultimo respiro.

Amare come ama Gesù

Signore Gesù, aiutaci a capire il mistero della Chiesa come comunità d'amore.
Dandoci il comandamento nuovo dell'amore come costitutivo della Chiesa ci indichi che esso è in cima alla gerarchia dei valori.
Quando stavi per dare l'addio ai tuoi discepoli hai voluto offrire il memoriale del comandamento nuovo, lo statuto nuovo della comunità cristiana.
Non è stata una pia esortazione, ma appunto, un comandamento nuovo, che è l'amore.
In questa * relativa assenza * siamo invitati a riconoscerti presente nella persona del fratello.
In questo periodo della Pasqua, Signore Gesù, tu ci ricordi che il tempo della Chiesa è il tempo della carità, è il tempo dell'incontro con te attraverso i fratelli.
Sappiamo che alla fine della nostra vita saremo giudicati sull'amore.
Aiutaci a incontrarti in ogni fratello e sorella, cogliendo le piccole occasioni di ogni giorno.

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