SACRO CUORE DI GESU'

 

UN SOLDATO TRAFIGGE  IL  CUORE DI GESU'  ( Giovanni 19, 31-37 )

Il brano del Vangelo inizia con la menzione della Pasqua dei * guidei * e con una richiesta a Pilato. Tale episodio ha per l'evangelista un'importanza straordinaria. Il cuore del brano evangelico è trafittura del costato, da cui sgorgano sangue e acqua. Da notare nel racconto il cumulo dei simboli; il sangue che raffigura la morte, simbolo dell'amore fino all'estremo; l'acqua, da cui deriva la vita, è simbolo dell'amore dimostrato e comunicato. 

Nel contesto della Pasqu tali simboli indicano il sangue dell'Agnello che vince la morte e l'acqua la fonte che purifica. La carica simbolica del racconto vuole evidenziare che quest'amore ( sangue ) salva dando la vita definitiva ( acqua-Spirito ). Quanto l'evangelista ha visto, è il fondamento della fede. Il racconto è così articolato. Innanzitutto l'obbligo del riposo festivo del giorno dopo la Pasqua provoca la richiesta fatta a Pilato che i corpi vengano tolti, segue la scena che si svolge sulla croce, in cui un soldato trafigge il Costato di Gesù; infine la testimonianza dell'evangelista, basata sulla legge e sui profeti.

 

IL  RIPOSO  FESTIVO  E  LA  RICHIESTA  A  PILATO

I dirigenti giudei, in forza della purezza legale richiesta dalla Pasqua ormai imminente e preoccupati che l'esecuzione della morte di Gesù potesse profanare il giorno del sabato o la stessa festa di Pasqua, * chiesero a Pilato affinchè facesse spezzare loro le gambe e li facesse togliere *. Essi non pensano minimamente che la loro Pasqua è stata sostituita da quella di Gesù. Significativa è la menzione dei corpi. Non solo quello di Gesù ma anche di quelli crocifissi con lui. Come ad esprimere la solidarietà di Gesù verso quelli che sono crocifissi con lui e verso ogni uomo. 

Il corpo di Gesù sulla croce che lo rende solidale con tutti gli uomini, è per l'evangelista il santuario di Dio. I corpi dei crocifissi non potevano restare sulla croce il giorno di sabato, era in gioco la preparazione della festa più solenne della tradizione ebraica. Ma ugualmente la festa sarà privata del suo contenuto tradizionale, sostituito da quello della morte e risurrezione di Gesù.

I giudei rivolgono a Pilato delle richieste concrete; vengano spezzate le gambe ai corpi dei crocifissi perchè si acceleri la loro morte e venga tolto l'ingombro che essi rappresentano in questo particolare momento. Nessuna di queste richieste si realizza nei confronti di Gesù; i soldati non gli spezzeranno le gambe, nemmeno lo toglieranno dalla croce.

 

                                                       IL  COSTATO  TRAFITTO

Difatti, i soldati spezano le gambe a coloro che sono con Gesù, ma giunti da Gesù, vedendolo * che era già morto, non gli spezzarono le gambe *. E' significativo che i soldati spezzino le gambe ai crocifissi con Gesù. Essi che sono vivi, ora che è morto Lui, possono morire anche loro. E' come dire che Gesù precedendoli con la sua morte ha aperto loro la via verso il Pdrae, ed essi lo possono seguire. Affermando che non gli spezzarono le gambe, l'evangelista sembra dire; Nessuno può togliere la vita a Gesù, egli l'ha data di propria iniziativa . 

Uno dei soldati, con una lancia, gli trafisse il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Il lettore si trova sorpreso dal gesto del soldato, perchè se era già morto, quale la necessità di trafiggerlo ?? Evidentemente l'ostilità continua dopo la morte; la trafittura con la punta della lancia vuole distruggerlo per sempre. Questo gesto di odio permette a Gesù di dare amore che produce vita. Il fatto è di un'importanza eccezionale e possiede una grande ricchezza di significato. Il sangue che esce dal costato trafitto di Gesù simboleggia la sua morte, che egli accetta per salvare l'umanità; è espressione della sua gloria, del suo amore fino all'estremo; è la donazione del pastore che si dona per le pecore; è l'amore dell'amico che dà la vita per i suoi amici. 

Questa estrema prova d'amore, che non si arresta davanti al supplizio della morte in croce, è oggetto di contemplazione per noi. Dal suo costato trafitto sgorga l'amore, che al tempo stesso è inseparabilmente suo e del Padre. Anche l'elemento dell'acqua che sgorga rappresenta, a sua volta, lo Spirito, principio di vita. Il sangue e l'acqua evidenziano il suo amore dimostrato e il suo amore comunicato. L'allusione ai simboli dell'acqua e del vino nelle nozze di Cana è palese; è giunta l'ora in cui Gesù dà il vino del suo amore. Ora hanno avuto inizio le nozze definitive. La legge dell'amore estremo è sincero che egli manifesta sulla croce, ribadita nel suo comandamento, * come io vi ho amati, cosi amatevi anche voi gli uni gli altri *, viene infusa nel cuore dei credenti con lo Spirito. 

Il proggetto divino dell'amore viene completato in Gesù nel fluire del sangue e dell'acqua; ora si attende che si realizzi il completamento negli uomini. In tale completezza l'uomo sarà aiutato dallo Spirito che sgorga dal costato trafitto di Gesù che, trasformandolo in uomo nuovo, gli darà la capacità di amare e di diventare figlio di Dio.