LAVANDA DEI PIEDI

Gesù si trova in una cena con i suoi. Ha piena coscienza della missione che il Padre gli ha affidato; da lui dipende la salvezza dell'umanità. Con tale consapevolezza vuole mostrare ai suoi, mediante la lavanda dei piedi, come si porta a compimento l'opera salvifica del Padre e indicare in tale gesto la donazione della sua vita per la salvezza dell'uomo. E' volontà di Gesù che l'uomo si salvi e uno struggente desiderio lo guida a dare la sua vita e a consegnarsi. E' consapevole che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, tale espressione lascia intravedere che il Padre lascia a Gesù la completa libertà di azione.

Gesù, inoltre, sa che la sua vera provenienza e la meta del suo itinerario è Dio. sa che la sua morte in croce, espressione massima del suo amore, è l'ultimo momento del suo cammino salvifico. La sua morte è un esodo, è l'apice della sua vittoria sulla morte, nel suo donarsi ( dare la vita ) Gesù ci rivela la presenza di Dio come vita piena ed esente dalla morte. 

Con questa piena consapevolezza della sua identità e della sua completa libertà Gesù si accinge a compiere il grande e umile gesto della lavanda dei piedi. Tale gesto d'amore viene descritto con un accumulo di verbi 8 ( otto ) che rendono la scena coinvolgente e pregna di significato. L'evangelista nel presentare l'ultima azione di Gesù verso i suoi, usa questa figura retorica dell'accumulo dei verbi senza ripetersi perchè tale gesto rimanga impresso nel cuore e nella mente dei suoi discepoli e di ogni lettore e perchè venga ritenuto un comandamento da non dimenticare. Il gesto compiuto da Gesù intende mostrare che il vero amore si traduce in azione tangibile di servizio. Gesù si spoglia delle sue vesti e si cinge di un grembiule, simbolo del servizio. Più precisamente Gesù che depone le sue vesti è un'espressione che ha la funzione di esprimere il significato del dono della vita. Quale insegnamento Gesù vuole trasmettere ai suoi discepoli con questo gesto ?? Mostra loro che l'amore si esprime nel servizio, nel dare la vita all'altro come lui ha fatto. 

Al tempo di Gesù la lavanda dei piedi era un gesto che esprimeva ospitalità e accoglienza nei confronti degli ositi. In via ordinaria era svolto da uno schiavo oppure dalla moglie, nei confronti della moglie e anche dalle figlie verso il loro padre. Inoltre era consuetudine che tale rito della lavanda dei piedi avvenisse sempre prima di mettersi a mensa e non durante. Tale inciso dell'azione di Gesù intende sottolineare la singolarità del suo gesto.

E cosi Gesù si mette a lavare i piedi ai suoi discepoli. Il reiterato uso del grembiule con cui Gesù si è cinto sottolinea che l'atteggiamento del servizio è un attributo permanente della persona di Gesù. Difatti quando avrà terminato la lavanda Gesù non si toglie il panno che funge da grembiule. Tale particolare intende sottolineare che il servizio-amore non termina con la sua morte. La minuziosità di tali dettagli mostra l'intento dell'evagelista a voler sottolineare la singolarità e l'importanza del gesto di Gesù. Lavando i piedi dei suoi discepoli Gesù intende mostrare ad essi il suo amore, che è un tutt'uno con quello del Padre. E' davvero sconvolgente questa immagine che Gesù ci rivela di Dio; non è un sovrano che risiede esclusivamente nel cielo, ma si presenta come servo dell'umanità per innalzarla a livello divino. Da questo servizio divino scaturisce per la comunità dei credenti quella libertà che nasce dall'amore e che rende tutti i suoi membri  liberi perchè servi.  E' come dire che solo la libertà crea vero amore. D'ora in poi il servizio che i credenti renderanno all'uomo avrà come scopo quello di instaurare rapporti tra gli uomini in cui l'ugualianza e la libertà siano una conseguenza della pratica del servizio reciproco.  Gesù con il suo gesto intende mostrare che qualsiasi dominio o tentativo di sopravvento sull'uomo è contrario all'atteggiamento di Dio che, invece, serve l'uomo per elevarlo a sè. Inoltre non hanno più senso le pretese di superiorità di un uomo sull'altro, perchè la comunità fondata da Gesù non ha caratteristiche piramidali, ma dimensioni orizzontali, in cui ciascuno è a servizio degli altri, sullesempio di Dio e di Gesù.

In sintesi, il gesto che Gesù compie esprime i seguenti valori; l'amore verso i fratelli chiede di tradursi in accoglienza fraterna, ospitalità, cioè in servizio permanente. 

RESISTENZA  DI  PIETRO ;

La reazione di Pietro al gesto di Gesù si esprime in atteggiamenti di stupore e protesta. Anche nel modo di rapportarsi a Gesù avviene un cambiamento; Pietro lo chiama * Signore * . Tale titolo riconoscere a Gesù un livello di superiorità che stride con il * lavare * i piedi, un'azione che compete, invece, a un soggetto inferiore. La protesta è energicamente espressa dalle parole ; * tu lavi i piedi a me ?? * Agli occhi di Pietro questo umiliante gesto della lavanda dei piedi è sembrato come un'inversione dei valori che regolano le relazioni tra Gesù e gli uomini; il primo è il Messia, Pitero è un sudito. Pietro disapprova l'uguaglianza che Gesù vuole creare tra gli uomini. 

A tale incomprensione Gesù risponde invitando Pietro ad accogliere il senso del lavargli i piedi come una testimonianza del suo affetto verso di lui. Più precisamente gli vuole offrire una prova concreta di come lui e il Padre lo ama. 

Ma la reazione Pietro non desiste; rifiuta categoricamente che Gesù si metta ai suoi piedi. Per Pietro ognuno deve ricoprire il suo ruolo, non è possibile una comunità o una società basata sull'uguaglianza. Non è accettabile che Gesù abbandoni la sua posizione di superiorità per rendersi uguale ai suoi discepoli. Tale idea del Maestro disorienta Pietro e lo porta a protestare. Non accettando il servizio d'amore del suo Maestro, non accetta neanche che muoia in croce per lui. E', come dire, che Pietro è lontano dalla comprensione di cosa sia il vero amore, e tale ostacolo è di impedimento perchè Gesù glielo mostri con l'azione.

Intanto se Pietro non è disposto a condividere la dinamica dell'amore che si manifesta nel servizio reciproco non può condividere l'amicizia con Gesù e rischia, davvero, di autoescludersi.

In seguito all'ammonimento di Gesù * se non ti laverò, non avrai parte con me * , Pietro aderisce alle minacciose parole del Maestro, ma senza, però, accettare il significato profondo dell'azione di Gesù. Si mostra aperto, disposto a farsi lavare da Gesù, non solo i piedi, ma anche le mani e la testa. Sembra che a Pietro sia più facile accettare il gesto di Gesù come un'azione di purificazione o abluzione piuttosto che come servizio. Ma Gesù gli risponde che i discepoli sono diventati puri nel momento in cui hanno accettato di lasciarsi guidare dalla Parola del Maestro, rifiutando quela del mondo. Pietro e i discepoli non hanno più bisogno del rito giudaico della purificazione ma di lasciarsi lavare i piedi da Gesù, ovvero di lasciarsi amare da lui, gesto che conferisce loro dignità e liberta.

 

IL  MEMORIALE  DELL'AMORE

Al termine della lavanda dei piedi Gesù intende dare alla sua azione una validità permanente per la sua comunità e nello stesso tempo lasciare ad essa un memoriale o comandamento che dovrà regolare per sempre le relazioni fraterne.

Gesù è il Signore, non nella dimensione del domino, ma in quanto comunica l'amore del Padre ( il suo Spirito ) che ci rende figli di Dio e idonei a imitare Gesù che liberamente dona l'amore ai suoi. Tale atteggiamento interiore Gesù ha inteso comunicarlo ai suoi, un amore che non esclude nessuno, neppure Giuda che sta per tradirlo. Quindi se i discepoli lo chiamano Signore, devono imitarlo; se lo considerano Maestro devono ascoltarlo.