GESU' TRIONFA DAL SEPOLCRO

 

CRISTO  E'  RISORTO  ;  RISORGEREMO  ANCHE  NOI.

Cristo, sapienza di Dio, essendo Dio. mai sarebbe potuto morire. E siccome egli non avrebbe potuto risuscitare se stesso senza morire, assunse un corpo, soggetto alla morte, perchè, morendo come uomo, potesse risuscitare ciò che era morto. 

Cristo quindi risuscitò come uomo, perchè come uomo era morto; risuscitò come uomo, ma fu Dio a risuscitarlo. Allora uomo nella carne, ora Dio in tutto. Ora non vediamo più Cristo presente in mezzo a noi nella sua carne, ma possediamo la grazia, ricevuta mediante la sua umanità, perchè lo abbiamo conosciuto primizia di coloro che sono morti e primogenito dei morti. I primi frutti sono certamente dello stesso genere e natura degli altri frutti, dei quali, per un raccolto più abbomdante, vengono presentate in dono a Dio le primeizie, come offerta sacra per tutti e quasi omaggio votivo della natura rinnovata. Cristo quindi è primizia di coloro che muoiono. Ma, solo dei suoi fedeli, che quasi incapaci di morire, cadono in un dolce sonno; oppure  di tutti i morti, indistintamente...? Rispondo; Come tutti muoiono in Cristo, cosi tutti riceveranno la vita in Cristo. Pertanto come in Adamo furono le primizie della morte, così in Cristo sono le primizie della risurrezione. 

Come tutti nasciamo, così tutti risorgeremo; ma come nella vita c'è disparità di meriti, così nella risurrezione ci sarà diversità di grado. Infatti; In un istante, in una batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba, i morti risorgeranno incorroti e noi saremo trasformati ( 1 Cor 15, 52 ). 

Occore far notare ora quanto sia grave il peccato di chi non crede nella risurrezione. Se noi infatti non risorgiamo, Cristo è morto invano ( Gal 2, 21). Infatti se non è risuscitato per noi, certamente non è risuscitato, perchè egli non aveva alcun motivo di risorgere per se stesso. In lui invece è risorto il mondo, è risorto il cielo, è risorta la terra, come sta scritto; Vi sarà un nuovo cielo e una nuova terra ( cf. Ap 21,1 ).

 

                                                                                              ( Dal libro sulla morte di sant'Ambrogio, vescovo ).