GESU' AGONIZZANTE NELL'ORTO DEL GETSEMANI

 

Nella sua agonia dell'orto, il nostro Gesù, il Signore di tutte le virtù, permettendo che la ripugnanza alla morte lo assalisse con una violenza incomparabile, combatteva generosamente. Facendo uno sforzo di carità ardentissima, nella parte superiore del suo spirito, in atto di offrire quel sacrificio, che tanto gli costava, all'eterno suo divin Padre per la salute degli uomini, fu cosi grande la violenza che il sangue, che era affluito al cuore, come accade in chi è oppresso da estrema afflizione o da sommo timore, venne respinto dalla forza della virtù, magnanima del Signore, che voleva maggiormente soffrire privo di questo conforto; così parte per questo atto di sforzo generoso, parte per l'eccesso della pena, da cui il suo cuore era come oppresso, schiacciato ed angustiato, quasi fosse sotto un torchio, cominciò a sudare per tutto il suo innocentissimo corpo, e il sudore fu di sangue vivo, vivo, che formando dei rivi manifestava con le voci del cuore il dolore e l'amore smisurato di Gesù.

 

O, cristiano, riscattato da questo Sangue preziosissimo, fermati tutto devoto e compunto a contemplare questo mistero. Non vedi tu come questo Sangue è sparso per amore vivissimo e per eccessivo dolore...?  Non senti tu come grida, con voci dolcissime, dolore dei peccati e amore verso il divin Redentore..?  Non ti accorgi come questo Sangue immacolato e santo, con la sua infinita efficacia, può causare il dolore più penetrante e l'amore più vivo...? Considera bene ed entra nei tesori della divina sapienza e carità. Non vi sono quì i carnefici, non vi sono i flagelli, non vi sono le spine, non vi sono i chiodi a squarciare la carne, a ferire le vene, ad aprire la via al sangue. A tutto, è vero, Gesù è preparato e tutto soffriva per amore.  Ma qui è l'amore che da sè fa sforzi generosissimi, è l'amore che, facendogli sentire sensibilmente le offese arrecate al suo amabilissimo Padre e la rovina delle anime, a lui tanto care, gli fa provare dolori di morte, ed in agonia gli fa versare tanto sangue. 

 

 

Ed intanto il Signore, senza raffreddarsi nel grande amore che portava alle anime, per cui pativa, tutto tenerezza, tutto carità pregava più a lungo l'eterno suo divin Padre.  Pregava e penava, e per la gran pena sudava sangue e non per questo cessava di pregare.