Argomento: GIUBILEO

Ammonire i peccatori

Fra le opere di misericordia, quella che chiede di ammonire i peccatori risulta forse la più delicata e difficile da compiere; un falso rispetto umano porta sovente a rendere lo sbaglio altrui più oggetto di derisione o di pettegolezzo, che occasione di correzione fraterna. Eppure il cristiano è chiamato a vivere il secondo atteggiamento, escludendo totalmente il primo. E' segno di responsabilità e di mutuo aiuto per camminare sulla strada del bene e della verità.
Gesù, nel Vangelo, ha più volte richiamato questo dovere e ha indicato in un'occasione la strada maestra; quando un fratello sbaglia, anzitutto l'ammonimento deve avvenire di due o tre persone perchè insieme si possa maggiormente discernere il bene dell'altro; se non ascolta ancora, si convochi la comunità, perchè tutti si facciano carico di quel peccatore e gli tendano la mano perchè cambi vita; se non ascolta nemmeno così, sia- dice Gesù- * come un pagano e un pubblicano *
Così sembrerebbe che alla fin fine, dopo aver provato diverse volte, la persona deve essere abbandonata a se stessa. Ma non è proprio Gesù che sedeva a mensa con pubblicani e peccatori ?
Ciò allora significa che a volte la correzione non può avvenire con la parola, ma deve essere mediata dalla condivisione della vita, dallo stare accanto, perchè la conversione avvenga più per assunzione di un atteggiamento che per comprensione iniziale di un valore.

Tiberio Cantaboni









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