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Cristo Luce del mondo

 

 

CRISTO VIENE OGNI GIORNO COME LUCE DEL MONDO 

Cristo entra nel tempio per rischiararlo della propria luce, è lui che offre al mondo la luce mediante la sua sofferenza, dalla sua nascita fino al compimento della santa pasqua.

Lui entra nel tempio di Dio che è l'universo creato a produrre salvezza e nuovo orientamento di vita. I figli che camminano nelle tenebre ricevono la luce come guida al loro incontro con Cristo che è luce. 

Egli rischiara il cammino della nostra vita con la sua presenza, in attesa di accoglierci nella luce radiosa, abbagliante, di Dio nella Pasqua eterna. 

Dunque con le candele accese esprimiamo la nostra fede in Lui; Cristo- che ci conduce al tempio per consacrarci a cristo come suoi discepoli. Così , mentre Gesù compie la sua offerta, anche noi compiamo la nostra, offrendo al Padre l'intera esistenza al seguito di Gesù, luce del mondo. 

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Non hanno vino ...

 

QUALSIASI COSA VI DIRA', FATELA !!  ; ( GV 2, 1-11 )

Nel bel mezzo della festa, finisce il vino. La Madre di Gesù ricononsce i limiti dell'Antico Testamento prende l'iniziativa, affinchè si manifesti il Nuovo Testamento. Si avvicina a Gesù e constata; Non hanno vino ! Quì appaia la Madre di Gesù quale persona attenta ai problemi degli altri, tanto da rendersi conto che la mancanza di vino rovinerebbe la festa.  E non solo lei constata il problrma, ma prende anche iniziative efficaci per risolverlo. 

Gesù dice; Donna, che vuoi da me ? Non è ancora giunta la mia ora!. Maria non capì la risposta come un no, poichè dice ai servi; Qualsiasi cosa vi dica, fatela. L'ora di Gesù avverà con il passaggio dall'Antico Testamento al Nuovo, è la sua passione, morte e risurrezione. Il mutamento dell'acqua in vino è l'indicazione anticipata del nuovo che nascerà a partire dalla morte e dalla risurrezione di Gesù. 

Gesù chiama i servi e ordina loro di versare acqua nelle sei giare! Subito ordina di attingere e di portare al maestro di tavola. Questa iniziativa di Gesù accade senza che i padroni della festa intervengano. Nè Gesù, nè la madre , nè i servi erano ovviamente i padroni. Nessuno di loro andò a chiedere il permesso ai padroni. Il rinnovamento passa per persone che non appartengono al centro del potere.

Il maestro di tavola assaggia l'acqua trtasformata in vino e dice allo sposo; Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio... Tu, invece hai tenuto da parte il vino buono ! Il maestro di tavola, l'Antico Testamento, riconosce pubblicamente che il Nuovo è migliore! Dove prima c'era l'acqua per i riti della purificazione dei Giudei, ora c'è vino abbondante per la festa. Era molto vino! Oltre seicento litri, e la festa volgeva quasi al termine ! 

Qual è il senso di questa abbondanza ?  Cosa si fece con il vino avanzato ? Il vino avanzato, lo stiamo bevendo fino ad oggi. 

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Battezzati in Spirito e Fuoco

 

Viene Colui che è più forte di me;  LC 3,15-16.21-22

Il Battista inizia a dipingere il ritratto di cristo con l'aggettivo * forte * ; il Signore regna, si riveste di maestà, si cinge di forza. Ecco , Sion, a te viene il tuo re. Accolgo con cuore questo Re nella mia vita ?????

Io non sono degno di skegare i lacci dei sandali; Il Battista dinanzi al Messia che viene si sente servo, e per di più umile e indegno; io non sono degno... Poi presenta il battesimo che il personaggio annunciato compirà; Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Nel Salmo 104,30 lo Spirito  di Dio è definito il principio che crea e rigenera l'essere; Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. Invece il fuoco è per eccellenza un simbolo divino; riscalda e incendia, anima e distrugge, è sorgente di calore e di morte. 

La colomba è simbolo dello Spirito di Dio che invadeva i profeti, ma che ora viene effuso in pienezza sul Messia come aveva predetto Isaìa; Su di Lui si poserà lo spirito del Signore. Il simbolo della colomba sta a indicare che nella venuta di Gesù si realizza la presenza perfetta di Dio che si manifesta nell'effusione del suo Spirito.  E' questa pienezza di Spirito Santo che consacra Cristo per la sua missione salvifica e per il compito di rivelare agli uomini la parola definitiva del Padre. 

Senz'altro il segno della colomba indica al lettore del racconto del battesimo che Dio sta per incontrarsi con l'uomo. L'ntreccio di questo incontro si avvera nella persona di Gesù. Se il Battista aveva presentato Gesù come il Messia che nell'AT rimane sempre un uomo, anche se perfetto- ora Dio si accinge a definire Gesù come il Figlio * prediletto * . Titolo che indica una presenza di Dio suprema e che supera quella che si sperimentava nel culto o in altri aspetti della vita d'Israele.

TU SEI MIO FIGLIO PREDILETTO;

E'un altro segno che accompagna la manifestazione di Gesù nelle acque del Giordano; Ecco il mio eletto, di cui mi compiaccio, il mio servo che io sostengo. Dalla voce del cielo traspare la qualità trascendente, divina, unica della persona di Gesù. Tale appartenenza di Gesù al mondo di Dio sarà visibile, palpabile, sperimentabile anche nella sua umanità. nella sua presenza in mezzo agli uomini, nel suo peregrinare tra le strade della Palestina.

La Parola di Dio intende mostrarci con il racconto del battesimo la solenne presentazione di Gesù al mondo. Essa sarà completa solo nella croce e nella risurrezione . Infatti sulla croce vengono riproposti due volti di Cristo, quello umano-salvifico con la morte in croce per la nostra redenzione, quello divino tramite la professione di fede del centurione ; Veramente costuì è Figlio di Dio !. La Parola di Dio ci invita a contemplare e adorare il volto di Cristo. 

 

 

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Abbiamo visto la sua stella

 

 DOV'E' COLUI CHE E' NATO ?????  MT 2,1-12

Questo episodio ( Mt 2, 1-12 ), che racconta l'esperienza di ricerca dei Magi, che si muovono dall'Oriente e giungono fino a Betelemme per trovare il Messia, è racchiuso e come abbracciato dentro l'esperienza di Giuseppe, sposo di Maria, padre putativo di gesù. 

In Mt 1, 18-25  vediamo la sua accoglienza nei confronti del Figlio, nato dalla Vergine e allo stesso modo, in Mt 2, 13-23 egli è ancora chiamato ad aprirsi, a far spazio al Signore Gesù, perseguitato, odiato. Con lui egli fugge in Egitto e lì rimane, poi ritorna e si stabilisce a Nazareth, tutto secondo quanto è scritto, secondo il disegno d'amore di Dio.

Anche i Magi entrano in questo capolavoro, dove ogni cosa ha un suo posto presciso, un suo senso e una stupenda bellezza.

In essi sono raffigurate tutte le genti, chiamate, come i Giudei, presenti in Giuseppe, della stirpe di Davide, a cercare, trovare e riconoscere il Messia. Con i Magi anche noi entriamo dentro la Chiesa, nel popolo santo di Dio, nel numero infinito dei figli che vivono cercando il suo amore, la sua presenza nel mondo e nella storia. 

Erode, la Giudea di allora, gli scribi, i sacerdoti, tutto ci parla della nostra esperienza di vita, del nostro oggi, ancora popolato di personaggi, di uomini e donne, di tempi, date, città, paesi, nazioni. Come sta scritto in questo Vangelo, avviene ancor oggi; c'è sempre qualcuno che si alza e si mette in cammino, per andare a cercare Gesù e ripete, in mille modi diversi, quella domanda di allora; Dov'è il Signore che è nato ??

Davvero ho visto la stella di Dio nel suo sorgere; la sua grazia mi è apparsa; la sua misericordia ha bussato al mio cuore. Ora è il tempo di partire, di venire anch'io presso le sante Scritture per interrogare i profeti e sapere dove posso trovare il Signore. 

Senza di Lui, infatti, non sono felice !! E allora non voglio più perder tempo, vagare lontano da Lui, continuare a smarrirmi per strade che non conducono a niente. Faccio silenzio, dentro di me, faccio spazio alla sua venuta, al suo soffio leggero, alla sua luce che mai viene meno. Mi metto a cercarlo nel profondo del mio silenzio; Dov'è Colui.... 

Egli viene e scende sulla nostra terra e compie un percorso di salvezza in un modo tutto speciale, tutto suo, unico. 

Il cammino di ricerca del Cristo porta in sè doni di grazie; non dobbiamo averne paura, indietreggiare, o voltarci indietro. Se siamo noi a cercare, allo stesso tempo veniamo cercati, desiderati, aspettati; se ci mettiamo in viaggio e percorriamo la via fino a Betelemme, nel medesimo tempo siamo anche noi visitati, percorsi da una Presenza nuovo, che è Amore, Misericordia, Salvezza. Il Signore, infatti, è pronto a lascrae su di noi, sulla nostra terra, le sue impronte, il suo segno, come il sigillo dello sposo sulla sposa.

E' vero lui  è esigente; sentiamo la fatica, il dolore , ma è bello abbandonarci alle sue mani e permettergli di compiere nella nostra vita il suo desiderio di bene, di liberazione , di purificazione. Lì troveremo la nostra vera gioia; gioia luminosa e profonda che il mondo non potrà spegnere. 

Questo è il percorso della Stella, Gesù, verso di noi, dentro di noi. Gesù è dentro di ognuno di noi, se noi apriamo il cuore e saper ascoltare la sua voce, e vedere il segno * la Stella * come guida del nostro cammino di ricerca. Mettiamoci in cammino, e andiamo fino a Betlemme, all'incontro con lui, nella profondità del nostro cuore. Facciamo lo spazio per lui, finchè lui entra e abita dentro di noi.

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Gli esclusi sono preferiti da Dio

 

La visita dei pastori a Gesù e a sua Madre ; Lc 2, 16-21

L'angelo aveva annunciato la nascita del Salvatore, dando un segnale per riconoscerlo; Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia !. Loro aspettavano il Salvatore di tutto un popolo e dovranno riconoscerlo in un bambino appena nato, povero, che giace accanto a due animali. Grande sorpresa !

Il piano di Dio avviene in modo inaspettato, pieno di sorprese. Questo succede anche oggi. Un bambino povero sarà il Salvatore del mondo ??? 

Ma intanto i pastori vanno a Betleme, credono e raccontano la visione degli angeli. Prima vogliono vedere ; Andiamo a vedere , a verificare questa visione. La parola di Dio spinge ad andare a oltre, compie ciò che dice. 

Al racconto dei pastori Maria custodiva tutti gli avvenimenti nel cuore , meditandole nel suo cuore; cioè ruminarle ed illuminarle con la luce della Parola di Dio, per poi giungere a capire meglio tutto il significato per avvenire. 

I PRIMI INVIATI SONO I PASTORI

I pastori erano persone emarginate, poco apprezzate. Vivevano insieme agli animali, separate dal resto dell'umanità. A causa del contatto permanente con gli animali erano considerati impuri. Mai, nessuno li avrebbe invitati a visitare un neonato. Ma proprio a questi pastori appare l'Angelo del Signore per trasmettere la grande notizia della nascita di Gesù. Davanti all'apparizione degli angeli, loro si riempiono di timore. ma l'Angelo dice ; Non temete e loro andarono senza indugio, e dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. 

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Natale del Signore

 

Il Natale non è un bel ricordo, ma un avvenimento grande che torna a realizzarsi per noi.

Natale non è guardare la fotografia di un bell'avvenimento lontano. E' Gesù che rivive la sua nascita per noi, per ogni uomo, che entra ancora nella nostra vita, che inizia nuovamente con noi il cammino che ci porterà alla Pasqua. 

La sua morte e risurrezione ci daranno la salvezza, la possibilità di diventare figli di Dio. Per questo Gesù nasce; per portare il dono della salvezza, il dono di poter diventare figli di Dio. 

Gesù viene per salvare, salvare ; vuol dire liberarlo da qualcosa che lo minaccia molto seriamente; dalla disperazione, dalla morte, dal peccato e dal male. 

Gesù viene a portare la speranza, la gioia, e noi siamo invitati a gioire perchè il lieto annuncio diviene per noi realtà, perciò accogliamoLo, perchè a quanti l'hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio. Questo dono di salvezza, viene a noi attraverso gli umili segni della nostra quotidianità; * Un bambino, avvolto in fasce, che giace nella mangiatoia *. 

La nostra vita di ogni giorno ospita i segni della sua presenza che ci interpellano; le gioie, le preoccupazioni, i sogni, la sofferenza, il bisogno del fratello o della sorella accanto. 

Come i pastori che hanno accolto Gesù; anche noi dobbiamo agire; Andare senza indugio, adorare il Bambino dopo aver visto i segni, e annunciare ai fratelli la buona notizia, con la testimonianza della nostra vita di ogni giorno.

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Giuseppe , uomo giusto

 

NON TEMERE DI PRENDERE CON TE, MARIA... ( Mt 1,18-24 )

La gravidanza di Maria avviene prima che lei conviva con Giuseppe, non per una deviazione umana, bensì per volontà divina. Dio stesso si è burlato delle leggi della purezza legale in modo da far nascere il Messia in mezzo a noi. Se Giuseppe avesse agito secondo le esigenze della legge dell'epoca, avrebbe dovuto denunciare Maria e probabilmente le avrebbero lanciato pitre. La gravidanza prima del matrimonio è irregolare e, secondo la legge della purezza legale, deve essere castigata con la pena di morte.

Ma poichè Giuseppe è giusto , non obbedisce alle esigenze delle leggi della purezza. La sua giustizia è maggiore. Invece di denunciare, preferisce rispettare il mistero che non capisce e si decide ad abbandonare Maria in segreto. La giustizia maggiore di Giuseppe salva la vita sia di Maria che di Gesù. 

L'angelo del signore, aiuta a scoprire la dimensione più profonda della vita e degli eventi. Aiuta a fare la radiografia degli avvenimenti e a sintonizzarsi sull'appello di Dio che, ad occhi nudi, non si percepisce. L'angelo fa capire a Giuseppe che la gravidanza di Maria è frutto dell'azione dello Spirito santo. Dio stesso, il giorno della creazione, aleggiava sulle acque e riempiva di forza la sua parola creatrice.

In Maria avviene la nuova creazione. E' l'inizio del nuovo cielo e della nuova terra, annunciati da Isaìa. Il figlio di Maria riceve due nomi; Gesù ed Emmanuele. 

La salvezza non viene da ciò che noi facciamo per Dio, bensì da ciò che Dio fa per noi. Emmanuele significa * Dio con noi *

Svegliato dal sogno, Giuseppe fece ciò che gli disse l'angelo e portò Maria a casa sua. E continua a dire che non ha avuto rapporti con Maria, per confermare che Gesù nacque dallo Spirito Santo.

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Fra i nati da donna ....

 

Sei tu Colui che deve venire ??  ( Mt 11,2-11 )

Alla domanda di Giovanni; Gesù non risponde in modo rapido e diretto, ma mostra con chiarezza come i fatti che provengono dalla sua azione stiano cambiando la storia e realizzando le profezie antiche sul Messia. Nessuna risposta * pronto uso *, quindi, ma i dicsepoli devono tornare da Giovanni e riferirgli quello che loro stessi hanno udito e visto, perchè le guarigioni, le risurrezioni e le liberazioni sono i segni ormai inequivocabili della messianicità di gesù di Nazaret.

Dobbiamo imparare ogni giorno e annunciare la buona novella a partire da quello che noi stessi sentiamo e vediamo . La testimonianza fraterna è indispensabile per comunicare il vangelo.

Il Cristo si sottopone umilmente all'interrogatorio e risponde indicando ai discepoli di Giovanni un vero e proprio metodo di comprensione e di annuncio; Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete. 

L'annuncio vero ed efficace passa attraverso la comunicazione semplice e modesta dell'esperienza personale ; le parole senza rumore di una vita tessuta di fede. 

BEATO E' COLUI CHE NON TROVA IN ME MOTIVO DI SCANDALO

Gesù è uno che * scandalizza * i suoi concittadini per le sue origini poco * in * e poco adatte al Messia glorioso; scandalizza i farisei con le sue parole sferzanti, scandalizza i discepoli del Battista con il suo operato fuori degli schemi previsti e scandalizza i suoi discepoli con la propria morte infamante.

Lo stesso Gesù, però, non elogia chi scandalizza i piccoli o coloro che sono occasione di scandalo alla fede o alla morale, inducendo gli altri a percorrere strade sbagliate.

A nostra volta, siamo chiamati tutti a * scandalizzare * il mondo con lo scandalo del vangelo dimostrando con la vita di non assoggettarci a usi e costumi lontani dalla fede cristiana, di rifiutare compromessi che provocherebbero ingiustizie, di preoccuparci dei poveri e degli ultimi.

FRA I NATI DA DONNA....

Il contrasto tra grande e piccolo è creato appositamente per chiarire a tutti i credente che per essere grandi bisogna diventare più piccoli. Nella sua grandezza umana Giovanni viene indicato da Gesù come il più piccolo nel Regno e anche per Giovanni, quindi, si pone l'esigenza evangelica di * farsi piccolo * nelle mani di Dio. E' la stessa esigenza che si pone ogni giorno per ciascuno di noi, tentati di assimiliarci ai * grandi * e ai * potenti * . 

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Convertitevi...!!!

 

IL REGNO DI DIO E' VICINO ;  Mt; 3, 1-12

La conversione si manifesta particolarmente nell'accoglienza degli altri, secondo l'esmpio del Signore. La conversione ci porta al cambiamento di vita, con una riflessione seria, su che genere di vita stiamo conducendo.

C'è un tipo di vita che ci sta tentando ogni giorno, * il tipo di consumistico *. Finiamo per credere che la cosa più importante, quella che può darci la felicità, è possedere tante cose. la nostra vita viene dominata nel; possedere, guadagnare, mangiare, investire, consumare ecc.... 

Gesù è venuto a proporci una vita diversa, da figli di Dio. Le cose importanti, quelle che danno la serenità, le cose che ci porta all'amore verso Dio nostro Padre; un Amore che si esprime e alimenta con la preghiera. L'amore per gli altri, che si esprime nella ricerca della giustizia e della pace, 

L'atmosfera di questa vita insegnata da Gesù è formata dai valori; amicizia, generosità, semplicità, libertà, giustizia, gioia, lealtà, coerenza. Si fa il bene non solo per denaro, ma perchè siamo fratelli, e farci del bene a vicenda dà profonda soddisfazione.

 

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Cristo Re dell'universo

 

 La croce ; il trono di Cristo; Lc 23,35-37

Cristo muore sulla croce.  Non è solo. E' circondato di gente, le persone più strane, quelle ostili che riversano su di lui le loro responsabilità di non comprensione, quelle indifferenti che non si coinvolgono se non per interesse personale, quelle che non capiscono ancora ma che forse sono meglio disposte a lasciarsi interrogare visto che non hanno più nulla da perdere, come uno dei due malfattori. 

Se la morte è una caduta nel nulla, allora il tempo umano assume il colore dell'angoscia. Se invece è l'attesa della luce, allora il tempo umano si colora di speranza, e lo spazio del finito si fa varco al domani, all'alba nuova della Risurrezione. Io sono la via, la verità e la vita.. quanto vere risultano in questo giorno solenne del *Cristo Re*, le parole di Gesù, parole che illuminano l'oscurità della morte. Non si arresta la via, non si spegne la verità, non muore la vita. In quell'Io sono è racchiusa la regalità di Cristo. Si cammina verso una meta, e il raggiungerla non può essere il perderla.. Io sono la via.. Si vive della verità, e la verità non è un oggetto, ma qualcosa che esiste.  Io sono la verità.. Nessuno vuol morire, ci si sente strappati a qualcosa che ci appartiene; la vita, e allora, se la morte non fa parte di noi, non può tenerci per sè.. Io sono la vita.. Gesù lo ha detto; Chi vorrà salvare la sua vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia la troverà. 

Cristo sulla croce è oggetto dell'attenzione di tutti. Molti lo pensano o addirittura stanno accanto a lui. Ma non basta. La vicinanza che salva è quella di chi chiede umilmente di essere ricordato non nel tempo fugace ma nel regno eterno. 

CRISTO è UN RE CHE SERVE;

Riconoscendo che Gesù è Re, Noi crediamo che con lui Dio ha manifestato in modo pieno che la realizzazione dell'uomo può avvenire solo nell'obbedienza alla sua volontà. Non c'è azione dell'uomo che non sia sotto il giudizio di Dio, non c'è spazio nella storia che possa fare a meno del rapporto con Dio per mezzo di Gesù. 

La signoria di Gesù ci insegna ancora che la vita a cui siamo chiamati è la stessa vita che ha vissuto Gesù Cristo; vita di servizio ai fratelli. Vivendola noi confessiamo la sua signoria e diventiamo a nostra volta uomini di pace e di riconciliazione. 

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lenekethoen@gmail.com

goed hoor

R: lenekethoen@gmail.com

wel goed hoor. leneke

Ecco l'agnello di Dio

Il Battista ha avuto il compito di indicare in Gesù l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. L'annuncio del Vangelo, la parola di Cristo Gesù, rimangono essenziali e indispensabili oggi come lo erano ieri. L'uomo non cessa mai di aver bisogno di liberazione e salvezza. Annunciare il Vangelo non significa comunicare delle verità teoriche e nemmeno un insieme di norme morali. Significa, invece portare gli uomini a fare esperienza di Gesù Cristo, venuto nel mondo- secondo la testimonianza di Giovanni- per salvare l'uomo dal peccato, dal male, dalla morte.
Quindi non si può trasmettere il Vangelo a prescindere dai bisogni e dalle attese odierne dell'uomo. Parlare della fede in Gesù, agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, significa parlare all'uomo del nostro tempo chiedendosi prima che cosa egli cerca nel profondo del suo cuore.

Natale

Deponi , o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perchè dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre;
* Pace della giustizia * e * Gloria della pietà *.
Sorgi, o Gerusalemme, sta in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo, come sopra un trono regale.
Poichè Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perchè Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve o ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perchè Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria.
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui
( Baruc 5, 1-9 )

Amministratore disonesto

La disonestà è una caratteristica che può intaccare l'essere, nelle cose grandi, nel molto, ma anche in quelle minime, nel poco.
L'ingiustizia è una distribuzione cattiva, non equa, non equilibrata; in essa manca l'armonia, manca un centro che attiri a sè ogni energia, ogni cura e intento;
crea fratture, ferite, dolori su dolori, accumuli da una parte e manchevolezza dall'altra.
Tutti noi veniamo a contatto, in qualche misura, con le realtà dell'ingiustizia, perchè appartengono a questo mondo. E ci sentiamo trascinati da una parte o da un'altra, perdiamo l'armonia, l'equilibrio, la bellezza; è così, non possiamo negarlo.
La parola del vangelo condanna proprio questa disarmonia cosi forte, che è l'accumulo, il mettere da parte, l'aumentare sempre più, il possesso e ci mostra la via della guarigione , che è il dono, il condividere, il dar via con cuore aperto, con misericordia.
Come fa il Padre con noi, senza mai stancarsi, senza venir meno.

Figlio prodigo

Dio mio,
quando nel cammino verso di te non ho più provviste, non ho altra possibilità che rivolgermi a te,
ritornare umile sui miei passi.
Quando la colpa mi fa temere il castigo, la speranza mi offre riparo alla tua giustizia.
Quando l'errore mi confina nel mio tormento, la fede annuncia il tuo conforto.
Quando mi lascio vincere dal sonno della debolezza, i tuoi benefici e la tua generosità mi risvegliano.'
Quando la disobbedienza e la rivolta mi allontanano da te, il tuo perdono e la tua misericordia mi riconducono all'amicizia .
E tu sei sempre lì a sbirciare il mio ritorno per stringermi in un abbraccio rigenerante, aperto ad un futuro unico d'amore.
Possa la tua parola calare proficua nel mio cuore e farmi vivere per amarti e ringraziarti ogni giorno della mia vita.

Prendi la sua croce e mi segua..

Nel tempo di Gesù la croce era la pena di morte che l'impero romano imponeva ai criminali emarginati.
Prendere la croce e caricarsela dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l'ingiustizia.
Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella lettera ai Galati; Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La croce è la conseguenza dell'impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accolti e trattati/e da fratelli e sorelle.
A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per il fratello.

Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

La testimonianza della carità è senza dubbio nella vita ecclesiale lo specchio per l'evangelizzazione. E' lo strumento che dissoda il terreno perchè quando il seme della Parola cade porti frutto abbondante. Non può la buona notizia scegliere altre vie per giungere al cuore degli uomini che quella dell'amore vicendevole, un'esperienza che conduce direttamente alla fonte; Questo è il mio comandamento; che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Tutto questo trova verifica nella prima Chiesa : In questo abbiamo conosciuto l'amore; nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi, quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
Il discepolo che ha incontrato e conosciuto Gesù, il discepolo amato, sa che non può parlare di lui e non percorrere le vie che lui ha percorso. Io sono la via, la verità e la vita. Quali parole migliori per dire che la via maestra di ogni evangelizzazione è l'amore gratuito? Cristo è la via per evangelizzare. Cristo è la verità da donare nell'evangelizzazione, Cristo è la vita evangelizzata. Ed è evangelizzazione l'amore con il quale ci ha amati, un amore consegnato senza condizioni, che non si tira indietro ma va avanti fino alla fine, fedele a se stesso, a costo di morire su una croce di maledizione, pur di mostrare il volto del Padre quale volto di Amore, un amore che rispetta la libertà dell'uomo, anche quando questa significa rifiuto, disprezzo, aggressione, morte.
La carità cristiana ha in se stessa una grande forza evangelizzatrice. Nella misura in cui sa farsi segno e trasparenza dell'amore di Dio, apre mente e cuore all'annuncio della Parola di verità. Desideroso di autenticità e di concretezza, l'uomo di oggi, come paolo VI, apprezza di più i testimoni che i maestri, e in genere solo dopo esser stato raggiunto dal segno tangibile della carità si lascia guidare a scoprire la profondità e le esigenze dell'amore di Dio.
Motivare e sostenere l'apertura agli altri nel servizio è compito di ogni azione pastorale che voglia evidenziare il rapporto profondo esistente tra fede e carità alla luce del vangelo, e quella nota caratteristica dell'amore cristiano che è la prossimità, il prendersi cura.

R: Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

Signore, comprendo che l'evangelizzazione esige una profonda spiritualità, autenticità e santità di testimoni, persone mature nella fede, capaci di ritrovarsi insieme per fare della propria esperienza di fede un luogo di incontro e di crescita in un contatto da persona a persona che costruisca relazioni profonde e aperte alla ecclesialità, al mondo, alla storia.
E io mi sento ancora inadeguato. In un contesto in cui il susseguirsi repentino di immagini, parole, proposte, progetti, cronache disorienta a quasi ubriaca il pensiero e disperde il sentire, la testimonianza si erge quale parola privilegiata per una sosta di riflessione, per un attimo di ripensamento.
Ma se io sono il primo a lasciarmi portar via da quelle immagini, parole, progetti ? Di una cosa sono certo, e questo mi conforta. Anche la più bella testimonianza si rivelerebbe a lungo andare impotente, se non fosse illuminata, giustificata, esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù.
La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, presto o tardi ha bisogno di essere annunciata dalla parola di vita. Darò ragione della mia speranza proclamando il tuo nome, il tuo insegnamento, la tua vit, le tue promesse, il tuo mistero di Gesù di Nazaret e Figlio di Dio; penso sia per me la via più semplice per suscitare l'interesse a conoscere e incontrare te, Maestro e Signore, che hai scelto di vivere come Figlio dell'uomo per narrare a noi il volto del Padre.
Ogni pastorale che oggi si trovi in catene a causa della fede potrà chiedere a te, Dio, che si riapra la porta della predicazione per annunciare il mistero di Cristo, quella predicazione che, quale parola divina, opera in chiunque crede.

Se uno mi ama....

Amore... Parola magica e antica quanto il mondo, parola familiare che nasce all'orizzonte di ogni uomo nel momento in cui è chiamato all'esistenza. parola scritta nelle sue fibre umane come origine e fine, come strumento e pace, come pane e dono, come sè, come altri, come Dio.
Parola affidata alla storia attraverso la nostra storia di quotidianità.
Amore, un patto che da sempre ha un solo nome; uomo. Si perchè l'amore coincide con l'uomo; amore è l'aria che respira, amore è il cibo che gli è dato, amore è il riposo cui si affida, amore è un vincolo che fa di lui una terra di incontro.
Quell'amore con cui Dio ha guardato la sua creazione e ha detto; * e' cosa molto buona *.
E non si è rimangiato l'impegno preso quando l'uomo ha fatto di se stesso un rifiuto più che un dono, uno schiaffo più che una carezza, una pietra lanciata più che una lacrima raccolta.
Ha amato ancora di più con gli occhi e il cuore del figlio, fino alla fine. Quest'uomo che si è reso fiaccola ardente di peccato il Padre l'ha redento, ancora e unicamente per amore, nel fuoco dello Spirito.

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