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LLa guarigione del cieco nato

 

UN CIECO INCONTRA LA LUCE ; Gv 9,1-41

La storia della guarigione del cieco ci aiuta ad aprire gli occhi sull'immagine di Gesù che ognuno di noi porta in sè. Molte volte, nella nostra testa, c'è un Gesù che sembra un re glorioso, distante dalla vita del popolo! Nei Vangeli, Gesù appare come un servo dei poveri, amico dei peccatori. L'immagine del Messia -Re, che avevano in mente dei farisei, ci impedisce di riconoscere in Gesù il Messia- Servo. 

Gesù vicino ai perseguitati; Gesù non abbandona colui per cui è perseguitato. Quando viene messo al corrente dell'espulsione, e incontrandosi con l'uomo cieco, lo aiuta a fare un altro passo, invitandolo a confessare la sua fede e gli chiede;  Tu, credi nel Figlio dell'uomo ?. E lui gli risponde ; E chi è , Signore, perchè io creda in lui ? . Gli disse Gesù; Lo hai visto; è colui che parla con te . Il cieco esclama; Credo, Signore !. E gli postra dinnanzi. 

L'atteggiamento di fede del cieco davanti a Gesù è di assoluta fiducia e di totale accettazione. Accetta tutto da Gesù. Ed è questa la fede che sostentava le comunità cristiane dell'Asia verso la fine del primo secolo, e ci sostiene fino ad oggi.

Il cieco non vedeva, ora vede meglio dei farisei. I farisei che pensavano di vedere correttamente , sono più ciechi del cieco nato. Intrappolati nella vecchia osservanza, mentono quando dicono di vedere. Non c'è peggior cieco di colui che non vuole vedere.

 

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Giuseppe uomo giusto

 

 

Gesù nasce da Maria promessa sposa di giuseppe, uomo giusto. La bibbia ci rivela che Dio ama i suoi giusti  e molte volte sceglie per una missione importante, li protegge e non li accomuna con gli empi. 

Un'idea costante nella Bibbia è il * sogno * come luogo privilegiato dove Dio fa conoscere i suoi progetti e disegni, e alcune volte rivela il futuro.  Ben conosciuti sono i sogni di Giacobbe a Betel e tanti altri.... 

A Giuseppe appare * in sogno un angelo del signore * per rivelergli il disegno di Dio. Si destò dal sonno, fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore. 

Gesù nato sotto la legge, a Gesù vengono conferiti tutti i diriti ereditari della stirpe davidica, da * Giuseppe uomo giusto * figlio di Davide, per il mondo bibblico ed ebraico la paternità legale bastava a conferire tutti i diriti della stirpe in questione ( cf la legge levirato e di adozione ) . Perciò , subito dall'inizio della genelogia, Gesù viene designato come * Cristo Figlio di Davide * cioè l'unto del Signore figlio di Davide, con il quale si compiranno tutte le promesse di Dio a Davide suo servo. 

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Dammì da bere

 

L'INCONTRO DI GESU' CON LA SAMARITANA; Gv; 4, 5-42 

Il simbolismo dell'acqua; Gesù usa la parola acqua in due sensi; in senso materiale, normale, dell'acqua che disseta, e , in senso simbolico dell'acqua coem sorgente di vita e dono dello Spirito. Gesù usa un linguaggio che le persone capiscono e che, allo stesso tempo risveglia in loro la volontà di approfondire e di scoprire un senso più profondo. 

L'uso simbolico dell'acqua ha la sua radice nella tradizione dell'AT, dove è frequente la mistica dell'acqua come simbolo dell'azione dello Spirito di Dio nelle persone. Geremia per esempio, oppone l'acqua viva della sorgente all'acqua della cisterna. Gesù conoscendo le tradizioni del suo popolo e ad esse fa riferimento nella conversazione con la Samaritana. Suggerendo il senso simbolico dell'acqua, evoca in lei un insieme di episodi ed espressioni dell'AT.

DIALOGO TRA GESU' E LA SAMARITANA

Gesù trova la smaritana vicino al pozzo, luogo tradizionale per gli incontri e conversazioni. Egli parte dalla necessità molto concreta della sua propria sete e fa in modo che la donna si senta necessaria e prestì un servizio. Gesù si fa bisognoso di lei. Tramite la sua domanda egli fa sì che la Samaritana possa scoprire che Gesù dipende da lei per risolvere il problema della sua sete. Gesù risveglia in lei il gusto di aiutare e di servire.

DIALOGO PRESENTA DUE LIVELLI;

Il livello superficiale; nel senso materiale dell'acqua che disseta le persone, e del senso normale di marito come padre di famiglia. A questo livello, la conversazione è tesa e difficile, e non ha continuità. Chi ne trae vantaggio è la Samaritana. All'inizio, Gesù ha tentato un incontro con lei attraverso la porta del lavoro giornaliero * prendere acqua *, ma non vi è riuscito. Poi, ha tentato per la porta della famiglia, * chiamare il marito *, ma senza successo. Finalmente, la Samaritana ha preso l'argomento della religione * luogo dell'adorazione *. Gesù è riuscito ad entrare per la porta da lei aperta.

Livello profondo; nel senso simbolico dell'acqua come immagine della vita nuova portata da Gesù e del marito come simbolo dell'unione di Dio con il suo popolo. A questo livello, la conversazione ha una continuità perfetta. Dopo aver rivelato che lui stesso, Gesù, offre l'acqua della vita nuova, dice ; Và a chiamare tuo marito e ritorna quì. 

Gesù dichiarò la sua sete alla Samaritana, ma lui non prese l'acqua. Segno che la sua sete era simbolica ed aveva a che fare con la sua missione; la sete di realizzare la volontà del Padre. Questa sete è tuttora presente in lui e lo sarà per tutta la vita, fino alla morte. Nell'ora della morte egli dice; Ho sete. Dichiara la sua sete per l'ultima volta prima di esclamare ; Tutto è compiuto. Poi china il capo e consegna lo spirito. Così realizza la sua missione.

 

 

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Figlio mio , l'amato

 

Trasfigurazione di Gesù Matteo 17,1-9

Nel racconto della trasfigurazione Gesù è presentato come nuovo Mosè che incontra Dio * su un alto monte *, nella nube luminosa, con il volto che brilla, Anche Mosè incontra Dio sul monte Sinai, con il volto luminoso. Pure Elìa incontra il Signore sull'Horeb, il monte di Dio. 

Come per l'evento del Sinai, anche nella trasfigurazione c'è la rivelazione della nuova legge; ascoltare il Figlio prediletto, nel quale Dio Padre si compiace. Questa nuova legge, data da Dio sul Tabor per mezzo del nuovo Mosè, ci ricorda quanto disse il patriarca nel libro del Deuteronomio; Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. 

In questo testo della trasfigurazione, ancor più importante della legge, di cui Gesù è il compimento ( perciò dopo la visione gli apostoli * non videro nessuno, se non Gesù solo *, si mette in rilievo la rivelazione da parte del Padre che proclama la filiazione divina di Gesù Cristo. Tale dichiarazione del Padre rivela Gesù come il Servo del signore, preannunciato da Isaìa; Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. 

La scoperta dell'identità del figlio suscita nei tre testimoni il timore di Dio, per cui prostrano con la faccia a terra . Questa visione è strettamente legata al mistero della Pasqua , sembra una apparizione di Gesù risorto in tutta la sua gloria, è un annuncio della vita futura. per questo motivo; mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro; Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti.

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Le tentazioni

 

 

Gesù fu tentato ; Matteo 4, 1-11

La tentazione fu costante nella vita di gesù. Essa lo accompagno dall'inizio alla fine, dal battesimo fino alla morte sulla croce. Poichè, nella misura in cui l'annunzio della Buona Novella del regno si dilagava in mezzo al popolo, cresceva la pressione su Gesù perchè rispondesse alle aspettative messianiche del popolo e fosse il Messia che gli altri desideravano e volevano; * Messia glorioso e nazionalista *, * Messia guerriero *, *Messia sommo sacerdote*, * Messia giudice* ecc... Egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato ( Eb 4, 15 ). 

Ma la tentazione non è mai riuscita a deviare Gesù dalla sua missione. Egli continuava irreprensibile sul cammino della * Messia servo *, annunziato dal profeta Isaìa e atteso soprattutto dai poveri del popolo, gli anawim.  Al riguardo, Gesù non ha avuto paura di provocare conflitti, nè con le autorità, nè con le persone più care. Tutti quelli che tentavano di sviarlo dal cammino ricevevano risposte dure e reazioni inattese;

- Pietro tentò di allontanarlo dal cammino della croce , ma Gesù risponde; và dietro a me satana !

- I parenti volevano portarlo a casa; ma Gesù risponde ; mia madre, mi sorella, fratelli ecc.. sono coloro che osseravno le mie       parole e mettono in pratica.

- I genitori si lamentavano.. Figlio mio ... ma Gesù risponde; perchè mi cercavate ???

- Il popolo volevano fare di Gesù il Messia re; ma lui si rifugiò nella montagna per stare con il padre. E così al Getsemani          comando all'apostolo di rimettere la sua spada al suo posto.

Gesù era orientato dalla Parola di Dio e in essa trovava luce e nutrimento. E' soprattutto la profezia del servo, annunziata da Isaìa, che lo anima e gli dà il coraggio di proseguire. Nel battesimo e nella trasfigurazione egli riceve dal Padre la confrema del suo cammino, della sua missione. La voce dal cielo ripete le parole con le quali la profezia di Isaìa presenta il Servo di Iahvè al popolo; Questo è il Figlio mio, l'amato; ascoltatelo ! 

Gesù definì se stesso- e la sua missione - come; Il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. Gesù ha affrontato le tentazioni ascoltando la Parola di Dipo, per approfondire la coscienza della sua missione, e cercando forza nella preghiera. Solidale con i poveri, egli è unito al Padre, e , fedele ad entrambi, resiste alla seduzione e segue la strada del Messia Servo, cioè un cammino di servizio al popolo.

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State attenti...!!!!

 

In ogni persona retta brilla la luce di Dio ; Matteo 6,1-6.16-18

Guardatevi dal praticare le vostre buone opere; fate attenzione alla vostra giustizia che non sia un agire davanti agli uomini per essere da loro ammiarti, sii retta e sincera nel tuo agire, il Padre tuo , che vede nel segreto, ti ricompenserà. La giustizia, la retta intenzione, per il cristiano sono impegni per cui vivere la propria fede.  Tre azioni qualitative che un giusto * il cristiano * deve compierli; l'elemosina, la preghiera e il digiuno; sono azioni lodevoli e visibili, dispongono il prossimo alla virtù, al bene. Tuttavia possono perdere le loro qualità positive e trasformarsi in comportamenti non graditi a Dio. L'elemento discriminante che decide del loro valore è l'atteggiamento interiore con cui sono compiute. 

E' lodevole compiere il bene ( l'elemosina, il digiuno e la preghiera ), ma è altrettanto, indispensabile compierlo senza ipocrisia, con retta intenzione, con puro desiderio, con cuore sincero. Il bene lo si compie a partire dal cuore e quindi coinvolge l'intera persona; è uno movimento che esige il primato dell'interiorità rispetto all'esteriorità, degli atteggiamenti rispetto alla formalità, del sentire profondo rispetto al dire. A una tale giustizia si può accostare il termine rettitudine. Da un lato la giustizia presenta esigenze di visibilità; compiere il bene o agire il bene vuol dire che il giusto è rispettoso del diritto di tutti senza discriminazioni, difende chi è debole e fragile, rispetta la dignità umana degli altri. La giustizia è una realtà che si manifesta attraverso lo sguardo prima ancora che dà il gesto o azione concrete. 

Per Gesù coloro che compiono le buone opere per essere ammirati dagli uomini; hanno già ricevuto la loro ricompensa. Il plauso, l'ammirazione, l'essere tenuti in considerazione o rispettati, ammirati, lodati è un forte motivo per sentirsi appagati. L'invito di Gesù è di non fare il bene in vista di un prestigio personale. La ricompensa che proviene dagli uomini annula la ricompensa che trae origine da Dio. 

Compiere le buone opere nel segreto significa porle nelle mani di Dio e attendere da Lui la ricompensa, senza la pretesa di averne subito l'attuazione. Non è automatico che le buone azioni ricevano istantaneamente il premio; i tempi della ricompensa da parte di Dio non sono quelli degli uomini. 

La ricompensa di certo non mancherà. A garantirla è il Padre che è nei cieli

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Siamo più importanti degli uccelli e dei gigli

 

NON PREOCCUPATEVI DEL DOMANI ; Mt 6, 24-34 

Nessuno può servire due padroni; l'uno o l'altra. Il  cristiano deve servire e amare solo il padrone, Dio, e didecarsi solo a lui. Questo Padrone non sopprime coloro che gli si sottomettono ! Egli è Padre ed èben al corrente delle nostre necessità.  Già nella preghiera del Padre nostro, Gesù ci invita a chiedere al Padre di provederci il pane quotidiano.

Dedicarsi a Dio, allora, comporta un certo abbandono nelle sue mani paterne e provvidenziali. Dio compassionevole che ha cura dell'erba del campo e provvede il nutrimento ai passeri ha cura anche di noi, ci assicura Gesù; se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi ??. Il contrasto con le ricchezze si spiega perchè, in ebraico e aramaico, mammona si usava in riferimento alla fiducia nelle cose materiali. Al giovane ricco, infatti, Gesù chiede di abbandonarsi con fiducia, lasciando le proprie sicurezze nei beni materiali, per poter seguire liberamente il maestro.

Gesù vuol far capire che solo Dio è degno della nostra fiducia e del nostro abbandono filiale. L'affanno per le cose materiali ci fa perdere la cosa più necesaria e ci riempie di una futile inquietudine. 

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Amate i vostri nemici

 

Non opporvi al malvagio... ( Matteo 5, 38-48 )

L'esortazione di Gesù parte dalla  *legge del taglione*precetto nato dalla volontà civile di impedire le vendete sregolate, specie se iperboliche, limitandole secondo un criterio di sretta commisurazione fra il male inferto e quello * ricambiato * e, soprattutt, riservandone l'esercizio all'ambito giudiziario.

L'intento evidente di Gesù; Mt 5, 39a, non è la condanna dell'antica * legge del taglione * con tutti i suoi rigori. Egli intende suggerirci un orientamento di vita pratica, che si conformi all'infinita bontà e misericordia del Padre celeste come atteggiamento globale di vita, reso possibile dall'annuncio del regno.  I discepoli di Gesù devono regolarsi secondo un criterio che supera, in forza di un amore traboccante, l'inclinazione naturale ad esigere il rispetto assoluto dei propri diritti. Viene chiesto a chi è di Cristo di vivere secondo la generosità, il dono di sè, la dimenticanza dei propri interessi, non lasciandosi andare alla grettezza , ma mostrandosi benevoli, perdonando, dando prova di grandezza d'animo, verso che ha fatto del male.

Il cristiano è sollecitato a interpretare ogni situazione , anche di gravissima difficoltà, dal punto di vista dell'amore di Dio che ha già ricevuto, compiendo un salto di qualità radicale nel modo di affrontarle; non più la rappresaglia o la rivalsa, e nemmeno la difesa di se stesso e dei propri diritti, per quanto giusta, ma la ricerca del bene di tutti, anche di chi fa del male. 

AMATE....

E' il dono supremo che si possa fare al nemico, perchè mette in atto la massima energia interiore; la forza della fede. E' più facile offrire un gesto esterno di aiuto o di soccorso che non desiderare intimamente, nel cuore e in verità, il bene del nemico tanto da farne il tema e l'intenzione della preghiera davanti a Dio. Se si prega per lui, chiedendo per lui grazie e benedizioni, vuol dire che si desidera e si vuole il suo bene. Si è quindi sinceri nell'amore. La preghiera è la ricompensa del cristiano ai torti del nemico. 

Il cristiano verso i nemici ( i persecutori, i pagani, gli idolatri, ecc ... ) deve usare la stessa benevolenza che si ha con i fratelli nella fede. Non solo la tolleranza, l'amore in genere, ma quell'amore profondo e disinteressato di sè che il credente può attingere soltanto dal cuore di Dio e imparare del suo esempio , visto nella creazione e nella storia dell'universo.

Il cristiano deve imitare nel quotidiano la bontà del suo Padre Celeste. Amare il nemico, così lo rende figlio del Padre celeste in quanto è frutto del desiderio di amare come lui.

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Nuova legge

 

In verità io vi dico ; Mt 5, 17-37

Gesù non venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento, a darle quel * di più * che la fa superare come legge e la fa accettare come scelta interiore. Di fatto la giustizia del fariseo si limita all'osservanza degli articoli di legge. La giustizia del cristiano non dipende prima di tutto dalla semplice osservanza della legge, ma dal fatto che gli ultimi tempi sono compiuti in Gesù, e che Gesù per primo è giunto ad obbedire alla legge in comunione con il Padre. Cristo stabilisce un nuovo criterio di valutazione moarle: l'intenzione  personale. 

CRISTO -  COMPIMENTO DELLA LEGGE;

Non basta non uccidere, bisogna non adirasi. Non basta non comettere adulterio, bisogna non desiderare la donna degli altri. Non basta lavarsi le mani prima dei pasti, bisogna purificare l'nteriore dell'uomo. Non basta erigere monumenti ai profeti, bisogna non farli tacere uccidendoli. Non basta dire; Signore, Signore, ma bisogna fare la volontà del Padre che è nei cieli. Non basta dire parole senza fine nella preghiera, bisogna aver fede nella bontà di Dio. Non basta il sacrificio, non serve a niente l'atto di culto e l'osservanza dei precetti minori se non si pongono al primo posto nella propria vita morale la giustizia, la misericordia e la fede. 

Il cristiano non obbedisce soltanto a una legge, ma si mette sulla scia di cristo che lo precede e che diventa per lui modello-legge-istanza suprema-forza interiore per il dono dello Spirito.

VIVERE NELLA FRATERNITA';

Le parole di Gesù invitano il cristiano a qualcosa * di più *, a fare un passo avanti nella fraternità. Non basta non uccidere il fratello occorre rispettarlo, non prenderlo alla leggera, non sentirsi superiore a lui. Si può uccidere con le parole, con un giudizio duro, con un atteggiamento sprezzante,. Si può uccidere il fratello relegandolo nell'isolamento, spegnendo il suo entusiasmo e i suoi progetti di bene, non permettendogli di esprimersi liberamente. 

Non si può onorare Dio se il fratello è disonorato, perchè Dio è in ogni fratello che incontriamo, specialmente nei poveri, nei piccoli, negli umili, nei disprezzati, in quelli che noi, a volte, chiamiamo cretini.

L'AMORE SINCERO;

L'amore dell'uomo e della donna non è desiderio e ricerca egoistica della propria soddisfazione. L'amore è volere il bene dell'amato, è incontro libero e liberante. 

L'amore vero è un dono totale, perchè Cristo ha dato la sua vita per noi; un Amore che ha * promesso di essere presente in coloro che lo amano e con cuore retto e sincero custodiscono la sua parola. 

 

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Siete la luce del mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

SALE DELLA TERRA E LUCE DEL MONDO; MATTEO 5,13-16

Usando immagini della vita quotidiana, con parole semplici e dirette, gesù rivela qual è la missione e la ragione d'essere della comunità; essere sale ! in quel tempo, con il caldo che faceva, la gente e gli animali avevano bisogno di mangiare molto sale. Il sale veniva consegnato in grandi blocchi dal fornitore e mettevano nella piazza per poi essere consumati dalla gente. Il sale che rimaneva cadeva a terra, non serviva più a nulla ed era calpestato da tutti. 

Gesù evoca questa usanza per chiarire ai discepoli la missione che devono svolgere. Senza il sale non si poteva vivere, ma ciò che rimaneva del sale non serviva nulla. 

LA LUCE ; 

Nessuno accende una candela per collocarla sotto un moggio. Una città posta in cima a un monte non riesce a rimanere nascosta. La comunità deve essere luce, deve illuminare. Non deve aver paura di mostrare il bene che fa. Non lo fa per farsi vedere, ma ciò che fa può e deve essere visto. Il sale non esiste per sè. La luce non esiste per sè. Così deve essere una comunità; non può rinchiudersi in se stessa. 

 

 

 

 

 

 

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Argomento: Blog

lenekethoen@gmail.com

goed hoor

R: lenekethoen@gmail.com

wel goed hoor. leneke

Ecco l'agnello di Dio

Il Battista ha avuto il compito di indicare in Gesù l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. L'annuncio del Vangelo, la parola di Cristo Gesù, rimangono essenziali e indispensabili oggi come lo erano ieri. L'uomo non cessa mai di aver bisogno di liberazione e salvezza. Annunciare il Vangelo non significa comunicare delle verità teoriche e nemmeno un insieme di norme morali. Significa, invece portare gli uomini a fare esperienza di Gesù Cristo, venuto nel mondo- secondo la testimonianza di Giovanni- per salvare l'uomo dal peccato, dal male, dalla morte.
Quindi non si può trasmettere il Vangelo a prescindere dai bisogni e dalle attese odierne dell'uomo. Parlare della fede in Gesù, agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, significa parlare all'uomo del nostro tempo chiedendosi prima che cosa egli cerca nel profondo del suo cuore.

Natale

Deponi , o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perchè dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre;
* Pace della giustizia * e * Gloria della pietà *.
Sorgi, o Gerusalemme, sta in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo, come sopra un trono regale.
Poichè Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perchè Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve o ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perchè Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria.
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui
( Baruc 5, 1-9 )

Amministratore disonesto

La disonestà è una caratteristica che può intaccare l'essere, nelle cose grandi, nel molto, ma anche in quelle minime, nel poco.
L'ingiustizia è una distribuzione cattiva, non equa, non equilibrata; in essa manca l'armonia, manca un centro che attiri a sè ogni energia, ogni cura e intento;
crea fratture, ferite, dolori su dolori, accumuli da una parte e manchevolezza dall'altra.
Tutti noi veniamo a contatto, in qualche misura, con le realtà dell'ingiustizia, perchè appartengono a questo mondo. E ci sentiamo trascinati da una parte o da un'altra, perdiamo l'armonia, l'equilibrio, la bellezza; è così, non possiamo negarlo.
La parola del vangelo condanna proprio questa disarmonia cosi forte, che è l'accumulo, il mettere da parte, l'aumentare sempre più, il possesso e ci mostra la via della guarigione , che è il dono, il condividere, il dar via con cuore aperto, con misericordia.
Come fa il Padre con noi, senza mai stancarsi, senza venir meno.

Figlio prodigo

Dio mio,
quando nel cammino verso di te non ho più provviste, non ho altra possibilità che rivolgermi a te,
ritornare umile sui miei passi.
Quando la colpa mi fa temere il castigo, la speranza mi offre riparo alla tua giustizia.
Quando l'errore mi confina nel mio tormento, la fede annuncia il tuo conforto.
Quando mi lascio vincere dal sonno della debolezza, i tuoi benefici e la tua generosità mi risvegliano.'
Quando la disobbedienza e la rivolta mi allontanano da te, il tuo perdono e la tua misericordia mi riconducono all'amicizia .
E tu sei sempre lì a sbirciare il mio ritorno per stringermi in un abbraccio rigenerante, aperto ad un futuro unico d'amore.
Possa la tua parola calare proficua nel mio cuore e farmi vivere per amarti e ringraziarti ogni giorno della mia vita.

Prendi la sua croce e mi segua..

Nel tempo di Gesù la croce era la pena di morte che l'impero romano imponeva ai criminali emarginati.
Prendere la croce e caricarsela dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l'ingiustizia.
Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella lettera ai Galati; Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La croce è la conseguenza dell'impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accolti e trattati/e da fratelli e sorelle.
A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per il fratello.

Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

La testimonianza della carità è senza dubbio nella vita ecclesiale lo specchio per l'evangelizzazione. E' lo strumento che dissoda il terreno perchè quando il seme della Parola cade porti frutto abbondante. Non può la buona notizia scegliere altre vie per giungere al cuore degli uomini che quella dell'amore vicendevole, un'esperienza che conduce direttamente alla fonte; Questo è il mio comandamento; che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Tutto questo trova verifica nella prima Chiesa : In questo abbiamo conosciuto l'amore; nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi, quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
Il discepolo che ha incontrato e conosciuto Gesù, il discepolo amato, sa che non può parlare di lui e non percorrere le vie che lui ha percorso. Io sono la via, la verità e la vita. Quali parole migliori per dire che la via maestra di ogni evangelizzazione è l'amore gratuito? Cristo è la via per evangelizzare. Cristo è la verità da donare nell'evangelizzazione, Cristo è la vita evangelizzata. Ed è evangelizzazione l'amore con il quale ci ha amati, un amore consegnato senza condizioni, che non si tira indietro ma va avanti fino alla fine, fedele a se stesso, a costo di morire su una croce di maledizione, pur di mostrare il volto del Padre quale volto di Amore, un amore che rispetta la libertà dell'uomo, anche quando questa significa rifiuto, disprezzo, aggressione, morte.
La carità cristiana ha in se stessa una grande forza evangelizzatrice. Nella misura in cui sa farsi segno e trasparenza dell'amore di Dio, apre mente e cuore all'annuncio della Parola di verità. Desideroso di autenticità e di concretezza, l'uomo di oggi, come paolo VI, apprezza di più i testimoni che i maestri, e in genere solo dopo esser stato raggiunto dal segno tangibile della carità si lascia guidare a scoprire la profondità e le esigenze dell'amore di Dio.
Motivare e sostenere l'apertura agli altri nel servizio è compito di ogni azione pastorale che voglia evidenziare il rapporto profondo esistente tra fede e carità alla luce del vangelo, e quella nota caratteristica dell'amore cristiano che è la prossimità, il prendersi cura.

R: Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

Signore, comprendo che l'evangelizzazione esige una profonda spiritualità, autenticità e santità di testimoni, persone mature nella fede, capaci di ritrovarsi insieme per fare della propria esperienza di fede un luogo di incontro e di crescita in un contatto da persona a persona che costruisca relazioni profonde e aperte alla ecclesialità, al mondo, alla storia.
E io mi sento ancora inadeguato. In un contesto in cui il susseguirsi repentino di immagini, parole, proposte, progetti, cronache disorienta a quasi ubriaca il pensiero e disperde il sentire, la testimonianza si erge quale parola privilegiata per una sosta di riflessione, per un attimo di ripensamento.
Ma se io sono il primo a lasciarmi portar via da quelle immagini, parole, progetti ? Di una cosa sono certo, e questo mi conforta. Anche la più bella testimonianza si rivelerebbe a lungo andare impotente, se non fosse illuminata, giustificata, esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù.
La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, presto o tardi ha bisogno di essere annunciata dalla parola di vita. Darò ragione della mia speranza proclamando il tuo nome, il tuo insegnamento, la tua vit, le tue promesse, il tuo mistero di Gesù di Nazaret e Figlio di Dio; penso sia per me la via più semplice per suscitare l'interesse a conoscere e incontrare te, Maestro e Signore, che hai scelto di vivere come Figlio dell'uomo per narrare a noi il volto del Padre.
Ogni pastorale che oggi si trovi in catene a causa della fede potrà chiedere a te, Dio, che si riapra la porta della predicazione per annunciare il mistero di Cristo, quella predicazione che, quale parola divina, opera in chiunque crede.

Se uno mi ama....

Amore... Parola magica e antica quanto il mondo, parola familiare che nasce all'orizzonte di ogni uomo nel momento in cui è chiamato all'esistenza. parola scritta nelle sue fibre umane come origine e fine, come strumento e pace, come pane e dono, come sè, come altri, come Dio.
Parola affidata alla storia attraverso la nostra storia di quotidianità.
Amore, un patto che da sempre ha un solo nome; uomo. Si perchè l'amore coincide con l'uomo; amore è l'aria che respira, amore è il cibo che gli è dato, amore è il riposo cui si affida, amore è un vincolo che fa di lui una terra di incontro.
Quell'amore con cui Dio ha guardato la sua creazione e ha detto; * e' cosa molto buona *.
E non si è rimangiato l'impegno preso quando l'uomo ha fatto di se stesso un rifiuto più che un dono, uno schiaffo più che una carezza, una pietra lanciata più che una lacrima raccolta.
Ha amato ancora di più con gli occhi e il cuore del figlio, fino alla fine. Quest'uomo che si è reso fiaccola ardente di peccato il Padre l'ha redento, ancora e unicamente per amore, nel fuoco dello Spirito.

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