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Pace a voi

LA PACE SIA CON VOI ; GV 20,19-23

Gesù si rende presente nella comunità. Nemmeno le porte chiuse gli impediscono di stare in mezzo a coloro che non lo riconoscono. 

Perfino oggi è così! Quando siamo riuniti, anche se tutte le porte sono chiuse, Gesù è in mezzo a noi! 

Egli mostra i segni della passione nelle mani e sul costato. Il risorto è il crocifisso! Il Gesù che è con noi nella comunità non è un Gesù glorioso che non ha nulla in comune con la vita della gente. Ma è lo stesso Gesù che è venuto su questa terra e che ha i segni della sua passione. Ed oggi questi stessi segni si trovano nelle sofferenze della gente. Sono i segni della fame, della trotura, delle guerre, delle malattie, della violenza, dell'ingiustizia. Tanti segni!  E nelle persone che riagiscono e lottano per la vita Gesù risuscita e si rende presente in mezzo a noi. 

COME PADRE HA MANDATO ME, ANCHE IO MANDO VOI

Da questo Gesù, crocifisso e risorto, noi riceviamo la missione, la stessa che lui ricevette dal padre. Ed anche a noi lui ripete; *Pace a voi*. La ripetizione ribadisce l'importanza della pace. Costruire la pace fa parte della missione. La pace che Gesù ci lascia significa molto di più che assenza di guerra. Significa costruire un ambiente umano armonioso, in cui le persone possano essere se stesse, con tutto il necessario per vivere, e dove possano vivere serene e in pace. In una parola, vuol dire costruire una comunità secondo la comunità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. 

GESU' COMUNICA IL DONO DELLO SPIRITO

Gesù alitò e disse; Ricevete lo Spirito Santo. Ed è quindi con l'aiuto dello Spirito Santo che noi possiamo svolgere la missione che lui ci affida.  Poi Gesù comunica il potere di perdonare i peccati. Il punto centrale della missione di pace si trova nella riconciliazione, nel tentativo di superare le barriere che ci separano. 

A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati: a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati.  Ora questo potere di riconciliare e di perdonare viene dato ai discepoli. Poi alla comunità, una comunità senza perdono e senza riconciliazione non è una comunità cristiana. 

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Si alza e va

 

LA VISITAZIONE ; LC 1,39-56

Nell'incontro di Maria con sua cugina si respira un'atmosfera di gioia.

Sottolineiamo due aspetti; un atteggiamento e un fatto,

L'atteggiamento è quello del servizio. Maria infatti, va a servire.

Questa giovane ragazza va in fretta, si mette in cammino rischiando di incontrare i briganti, ma è coraggiosa.

Si alza e va. Non trova scuse come; No, sono incinta, o anche; sono la regina del mondo, perchè il re viene da me.

Lei semplicemente si alza e va, mostrando tutto il suo coraggio di donna. 

Le due donne si incontrano con gioia, come quando si incontrano le donne che si vogliono bene; si abbracciano, si baciano, un incontro caratterizzato dalla festa.

L'incontro è un altro segno cristiano. Sia il servizio che l'incontro richiedono di uscire da se stessi per servire e per incontrare, per abbracciare un'altra persona.

Se noi imparassimo questo, come cambierebbe il mondo! 

Servire e incontrarsi; per sperimentare la gioia grande della presenza di Dio in mezzo a noi.

 

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Se mi amate

 

I COMANDAMENTI COME VIA DELL'AMORE ; GV 14, 15-21

Gesù , innanzi tutto, mette in luce, davanti ai suoi discepoli, che l'amore per lui, se è vero amore, porta infallibilmente all'osservanza dei suoi comandamenti.  Vuole dirci, insomma, che se non c'è osservanza, significa che noi non abbiamo l'amore ; essa è una conseguenza essenziale, irrinunciabile, che rivela se noi amiamo davvero o se ci illudiamo di amare. 

Gesù dice anche che il dono dello Spirito Santo da parte del Padre è frutto di questo amore e di questa osservanza, che suscitano la preghiera di Gesù, grazie alla quale noi possiamo ricevere lo Spirito. E spiega chi  esso è; il Consolatore, lo Spirito della verità, colui che il mondo non vede, non conosce, ma i discepoli sì, è colui che dimora presso di loro e che sarà dentro di loro. 

Gesù promette la sua venuta, il suo ritorno, che sta per realizzarsi nella sua risurrezione; annuncia il suo sparire nella passione, nella morte, nella sepoltura, ma anche il suo riapparire ai discepoli, che lo vedranno, perchè egli è la risurrezione e la vita. E rivela il suo rapporto col Padre, dentro il quale invita anche loro, anche noi,; dice, infatti, che conosceremo, cioè sperimenteremo nel profondo. Consolazione più grande di questa non potrebbe essere promessa, in alcun modo, da nessuno al mondo, se non da Gesù.

Nel Gv 14,21; il discorso di gesù si allarga a tutti; passa dal *voi*  dei discepoli al *chi* di chiunque cominci ad amarlo, a entrare in relazione con lui e a seguirlo. Ciò che è accaduto ai discepoli, ai primi scelti, accade a chiunque crede in lui. E quì gesù apre per noi, per ognuno, il suo rapporto d'amore col Padre, perchè rimanendo in Cristo, noi siamo conosciuti e amati anche dal Padre. Infine Gesù promette di nuovo il suo amore oer chi lo ama e la rivelazione di se stesso, cioè una manifestazione ininterrota del suo amore per voi.

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Io sono la via......

 

NON SIA TURBATO IL VOSTRO CUORE ; GV 14,1-12

Un esortazione  d'incoraggiamento nel superare il turbamento. Gesù dicae anche ; nella casa del Padre mio vi sono molte dimore! Che significa?? Non è necessario che tutti pensino allo stesso modo. Quel che importa è che tutti accettino Gesù come rivelazione del Padre e che, per amore suo, abbiano atteggiamenti di servizio e d'amore. 

Amore e servizio sono il cemento che unisce tra di loro i vari mattoni della parete e fa sì che le diverse comunità diventino una Chiesa consistente di fratelli e sorelle.

Tommaso domanda; Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via? Gesù risponde; Io sono la via, la verità e la vita!  Tre parole importanti. Senza la via, non si cammina. Senza la verità, non si ha certezza. Senza vita, c'è solo la morte! Gesù spiega il senso. Lui stesso è la via, perchè * Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me* ! Poichè lui è la porta, per la quale le pecore entrano ed escono. Gesù è la verità perchè, guardando a lui, vediamo l'immagine del Padre.  Gesù è la vita perchè, camminando come egli ha camminato, saremo uniti al Padre e avremo la vita in noi. 

Filippo chiede a Gesù: Signore, mostraci il Padre e ci basta. E Gesù gli rispose; Chi ha visto me, ha visto il Padre. 

Filippo ha espresso un desiderio che era di molte persone nelle comunità di Giovanni e continua ad essere il desiderio di tutti noi; cosa devo fare per vedere il Padre di cui Gesù tanto parla ? La risposta di Gesù è molto bella; Da tanto tempo sono con voi e tu  non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto Padre! 

Noi non dobbiamo pensare che Dio sia lontano, come qualcuno distante e sconosciuto. Chi volesse sapere come sia e chi sia Dio padre, basta che guardi a Gesù. Lui lo ha rivelato nelle parole e nei gesti della sua vita; Io sono nel Padre e il Padre è in me!  Per il suo modo di essere Gesù rivelava un volto nuovo di Dio che attirava il popolo. Tramite la sua obbedienza, egli era totalmente identificato con il Padre. Ad ogni momento faceva quello che il Padre gli mostrava di fare. Per questo, in Gesù tutto è rivelazione del Padre! 

Alla stessa maniera, noi, per il nostro modo di vivere e convivere, dobbiamo essere una rivelazione di gesù, Chi ci vede deve poter vedere e riconoscere in noi qualcosa di gesù. 

 

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Io sono il buon pastore

 

Giovanni 10, 1-10 (11-18)

Gesù inizia il discorso con la similitudine della porta; In verità, in verità io vi dico; chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale daun'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore! 

Per capire questa parola di Gesù, dobbiamo ricordare, che in quel tempo, i pastori si occupavano del gregge durante il giorno. La sera portavano le pecore in un grande recinto comunitario, ben protetto contro banditi e lupi. Tutti i pastori di una stessa regione portavano lì il loro gregge tutta la notte. Al mattino giungeva il pastore, batteva il palmo delle mani sulla porta e il guardiano apriva. Il pastore arrivava e chiamava le pecore per nome. Le pecore riconoscevano la voce del loro pastore, si alzavano e uscivano dietro di lui verso i pascoli. Le pecore degli altri pastori udivano la voce, ma rimanevano dove erano, perchè non la riconoscevano. Ogni tanto c'era il pericolo dell'assalto. I ladri entravano da una specie di feritoia, togliendo le pietre dal muro di cinta, per rubare le pecore. Non entravano dalla porta, perchè c'era il guardiano che vigilava. 

Gesù è la porta ; I farisei non capivano il significato di * entrare dalla porta*, Gesù allora spiega; Io sono la porta delle pecore! Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti. Di chi sta parlando Gesù in questa frase così dura? Probabilmente si riferiva ai capi religiosi che trascinavano la gente dietro di loro, senza rispondere, però alle loro aspettative. Non erano interessati al bene del popolo, ma piuttosto ai loro soldi e interessi. Ingannavano la gente e la abbandonavano alla loro sorte. 

Il criterio fondamentale per discernere tra il pastore e il brigante è la difesa della vita delle pecore. Gesù dice; Io sono venuto perchè abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza! 

Entrare per la porta significa; imitare l'atteggiamento di Gesù in difesa della vita delle pecore. Gesù chiede alla gente di prendere l'iniziativa di non seguire colui che si presenta come pastore, ma che non è veramente interessato alla vita della gente.

Gesù è il buon pastore; Tutti sapevano chi era un pastore, come viveva e lavorava. Ma Gesù non è un pastore qualsiasi, è il buon pastore! L'immagine del buon pastore viene dall'AT,  Gesù si presenta come colui che viene a compiere le promesse dei profeti e le speranze del popolo. Il buon pastore dà la sua vita, il falso pastore invece disprezzavano le pecore.

Il discorso sul buon pastore racchiude due importanti regole per liberare i nostri occhi dalla cecità farisaica;

- I pastori sono molto attenti alla reazione delle pecore, perchè esse riconoscono la voce del pastore.

- Le persone devono prestare molta attenzione all'atteggiamento di coloro che si dicono pastori per verificare se sono                   veramente interessati alla vita delle pecore, se sono capaci di dare la vita per le pecore.

Un solo gregge e un solo pastore; Gesù apre l'orizzonte e dice che ha altre pecore che non sono di questo ovile. Esse non odono la voce di Gesù, ma quando l'udiranno, si renderanno conto che lui è il pastore e lo seguirono. Quì appare l'atteggiamento ecumenico delle comunità del * discepolo amato*.

 

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Sulla strada di Emmaus ; Lc 24,13-35

 

Gesù incontra i due amici in una situazione di paura e di disperazione, di sfiducia e di sgomento. Stavano fuggendo. Le forze della morte, la croce, avevano ucciso in loro la speranza. Gesù si avvicina e cammina con loro, ascolta la conversazione e chiede; Che cosa sono questi discorsi??. 

L'ideologia dominante impedisce loro di capire e di avere una coscienza critica. * Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele.... Qual è oggi la conversazione del popolo che soffre? Quali sono oggi i fatti che mettono in crisi la nostra fede?

Gesù per spiegare i fatti si serve la Bibbia; per illuminare il problema che faceva soffrire i suoi due amici, chiarire la situazione in cui stavano vivendo. Con l'aiuto della Bibbia, Gesù colloca i due discepoli nel progetto di Dio e dindica loro che la storia non è sfuggita dalle mani di Dio. Gesù non usa la Bibbia come un dottore che già sa tutto, bensì come un compagno che vuole aiutare i suoi amici a ricordare ciò che loro avevano dimenticato; Mosè e i profeti. Gesù cerca di metterli in condizione di ricordare, risveglia la loro mente.

Con l'aiuto della Bibbia, illuminare la situazione e trasformare la croce, segno di morte, in segno di vita e di speranza. Così ciò che impedisce di vedere, diventa luce e forza lungo il cammino.

La Bibbia, da sola, non apre gli occhi, ma fa ardere il cuore ! Ciò che apre gli occhi e fa scoprire agli amici la presenza di Gesù è la condivisione del pane, il gesto comunitario, la celebrazione. Nel momento in cui è riconosciuto, Gesù scompare. E loro stessi sperimentano la risurrezione, rinascono e camminano da soli. 

Gesù crea un ambiente di preghiera, di fede e di fraternità, lo Spirito ci fa scoprire e sperimentare la Parola di Dio nella vita e ci porta  a capire il senso delle parole che Gesù disse a tutti noi. 

Ripartire; dopo aver riconoscere Gesù; tutto è cambiato, riprendono coraggio e ritornano a Gerusalemme, dove continuano ad agire le forze di morte che uccisero Gesù; ma proprio lì si manifesta ora anche la forza della vita nella condivisione dell'esperienza della risurrrezione, fede, speranza, libertà, in una parola ; la risurrezione ha vinto la morte.

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Alleluia

 

L'alleluia è il canto del trionfo di Cristo e della gioia. Grazie al suo trionfo, il Cristo glorioso è diventato il contemporaneo di tutte le generazioni; Signore del regno dei viventi, autore della vita. La verità è questa; la pietra angolare, il centro, il tutto della nuova economia di salvezza è Cristo, il risorto. 

Nella contemplazione della vita di Gesù, molti preferiscono guardare i fatti dolorosi; così la croce ci appare più spesso circondata da strumenti di tortura che da trofei di vittoria.

Certo, non vogliamo dire neppure lontanamente, che si possa ignorare la croce e le sofferenze del nostro Salvatore, ma la croce, senza gli splendori della risurrezione, ci renderebbe i più miserabili tra gli uomini e farebe del cristo il più colpevole degli impostori. L'alleluia deve dirci tutto questo.

Dall'alleluia riceviamo anche un'altra lezione. La sua parola d'ordine è; Lodate Dio. Dobbiamo essere degli alleluia viventi, fervidi adoratori, lode, ringraziamenti... La nostra fede dev'essere teocentrica, tutta rivolta verso Dio come quella di Suo Figlio; Padre nostro, che sei nei cieli.... 

 

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Al banchetto di nozze

 

LI AMO' FINO ALLA FINE;  GV 13,1-15

Non è ancora Pasqua, ma Gesù già inizia la celebrazione della grande festa del Passaggio, dell'attraversamento. Lui passa da questo mondo al Padre, Lui ritorna al Padre. E l'unico modo per compiere questo viaggio, questo pellegrinaggio santo, è attraverso l'amore.

Gesù amò fino alla fine; cioè fino alla pienezza, al compimento, alla totalità; la misura di amore che Gesù ci offre è piena, ben pigiata, traboccante. Non c'è nulla, nel suo amore per noi, che possa rimanere fuori, non sperimentato, non sofferto, non accettato.

Nella cena, viene in discussione; viene ferito. Il diavolo ha getato nel cuore di Giuda il veleno del tradimento. Un amore rovinato, sporcato per sempre. Ciò che lui aveva ricevuto in dono, ora lo getta via, lo disprezza! Lo consegna ad altri, e rimane vuoti e privi di tutto.

Poi Gesù si spoglia davanti ai suoi discepoli, davanti a noi. Depone le vesti, con quel gesto solenne che compivano anche i testimonoi, quando dovevano eseguire la sentenza. Gesù è il testimone fedele dell'amore del Padre, Colui che non tradisce, non abbandono, non vende per denaro. Anzi, Lui ci acquista, ci riscatta, pagando col prezzo del suo sangue.

Gesù si cinge i finachi. Esce verso i suoi discepoli per raggiungerli là dove si trovano; non importa a quale distanza, o a quale bassezza possano essere giunti. Gesù arriva, si piega, si china su di loro, in un gesto di tenerezza infinita. Come sempre, la sua unica arma è l'amore. Noi dobbiamo solo lasciarsi raggiungere.

Poi versò dell'acqua nel catino, comincia così, col gesto più semplice, più quotidiano, ma che racchiude in sè il grande segreto dell'amore più vero. 

Cominciò a lavare i piedi, è il gesto di chi accoglie un viandante, di chi lascia entrare un ospite in casa. Gesù fa proprio cosi con le nostre povere vite; ci accoglie anche dopo i percorsi più duri, o dopo gli smarrimenti più umilianti per noi. 

Gesù dice; dovete lavare i piedi gli uni agli altri. E la prima visione che si apre davanti a noi è quella dei nostri compagni di tavola, dei commensali, anch'essi come noi, invitati e amati. A volte è davvero difficile sollevare lo sguardo su queste presenze, accoglierci di chi ci sta accanto.

Gesù ha dato esempio; ci ha mostrato la via, i passi che anche noi dobbiamo percorrere. Ci ha fatto vedere cosa significa amare, non da lontano, ma facendosi accanto, mettendosi al nostro livello, diventando maestro dal basso. Il gesto dell'amore è uno solo e si compie in ginocchio, piegati davanti al fratello

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Passione di Gesù

 LA MORTE DI GESU'; Matteo 26,14-27,66

Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fa buio totale su tutta la terra. Perfino la natura sente l'effetto dell'agonia e della morte di Gesù!  Appeso alla croce, privo di tutto, esce dalla sua bocca un lamento; Elì! Elì! Lemà sabactàni? cioè; Dio mio! Dio mio, perchè mi hai abbandonato?. E' il primo versetto del Salmo 22 (21). 

Gesù entra nella morte, pregando, esprimendo l'abbandono che sente. Prega in ebraico. I soldati che erano vicini a lui, e che facevano la guardia, dicono; Costuì chiama Elia!. I soldati erano stranieri, mercenari contrattati dai Roamni. Non capivano la lingua dei Giudei. pensavano che Eli volesse dire Elìa. Appeso alla croce, Gesù si trova in un isolamento totale. Anche se avesse voluto parlare con qualcuno, non gli sarebbe stato possibile. Rimane completamente solo; Giuda lo tradì, Pietro lo rinegò, i discepoli fuggirono, le amiche stavano sicuramente lontano (v.55), le autorità lo scherrono, i passanti lo insultarono, Dio stesso lo abbandona, e neanche la parola riesce a comunicare. E' stato questo il prezzo che ha pagato per la sua fedeltà alla scelta di seguire sempre il cammino dell'amore e del servizio per redimere i suoi fratelli. Egli stesso dice; Il Figlio dell'uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. 

In mezzo all'abbandono e all'oscurità, Gesù lancia un forte grido e spira. Muore lanciando il grido dei poveri, perchè sa che Dio ascolta il grido del povero. Con questa fede, Gesù entra nella morte, sicuro di essere ascoltato. La lettera agli Ebrei commenta; Egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.

Dio ascoltò il grido di Gesù e lo esaltò. La risurrezione è la risposta di Dio alla preghiera e al dono che Gesù fa della sua vita. Con la risurrezione di Gesù, il Padre annuncia al mondo intero questa buona notizia; Chi vive la vita come Gesù, servendo i fratelli, è vittorioso e vivrà per sempre, anche se muore e anche se lo uccidono! E' questa la buona notizia del Regno che nasce dalla croce!

Costuì era Figlio di Dio;

Sul Calvario siamo davanti a un essere umano torturato, escluso dalla società, completamente isolato, condannato come eretico e sovversivo dal tribunale civile, militare e religioso.

Ai piedi della croce le autorità religiose confermano per l'ultima volta che si tratta veramente di un ribelle fallito e lo rinnegano pubblicamente. E in questa ora di morte rinasce un significato nuovo. L'identità di Gesù viene rivelata da un pagano; * Davvero costuì era Figlio di Dio *. 

D'ora in poi, se vuoi incontrare veramente il Figlio di Dio, non cercarlo in alto, nel cielo lontano, nè nel tempio il cui velo si squarciò, ma cercarlo accanto a te, nell'essere umano escluso, sfigurato, senza bellezza. Cercarlo in coloro che, come Gesù, danno la loro vita per i fratelli. E' lì che Dio si nasconde e si rivela, ed è lì che possimao incontrarlo. Lì si trova l'immagine sfigurata di Dio, del Figlio di Dio, dei figli di Dio; " Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per i fratelli".

 

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Io sono la risurrezione e la vita

 

La risurrezione di Lazzaro; Gv 11,1-45

Tutto avviene a Betània, un piccolo paese ai pidi del Monte degli ulivi, vicino a Gerusalemme. In questa narrazione, la famiglia di Lazzaro, dalla quale Gesù volentieri cercava accoglienza, è lo specchio delle comunità del discepolo amato della fine del primo secolo. Specchio anche delle nostre comunità. Betània vuol dire " Casa dei Poveri". Marta vuol dire "Signora" ( coordinatrice); una donna coordinava la comunità. Lazzaro significa "Dio aiuta": la comunità povera che tutto attendeva da Dio. Maria Significa "amata di Iahvè" ; immagine della comunità. La narrazione della risurezzione di Lazzaro vuole comunicare questa certezza; Gesù porta la vita alla comunità dei poveri; egli è sorgente di vita per coloro che credono in lui.

Tra la vita e la morte

Lazzaro è morto. Molti Giudei sono a casa di Marta e Maria a consolarle per la perdita del fratello. I rappresentanti dell'Antica Alleanza non portano la vita nuova! solo consolare. Gesù è colui che porterà la vita nuova! In questo Vangelo i Giudei sono gli avversari che vogliono uccidere Gesù. Ma da parte di Gesù, lui è il vincitore della morte! Con la risurrezione di Lazzaro Gesù porta il segno della vittoria sulla morte. 

La professione di fede; Gesù sfida Marta ; 

 Credi !!  Si , Signore io credo, che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo. Dopo la professione di fede, Marta va a chiamare Maria sua sorella.Maria va incontro a Gesù; Ella ripete la stessa frase di Marta; Signore, se tu fossi stato qu', mio fratello non sarebbe morto. Maria piange, tutti piangono, e Gesù si comuove. 

Gesù ordina di togliere la pietra: 

Marta riagisce; Signore, manda già cattivo odore; è lì da quattro giorni!. Ancora una volta Gesù sfida richiamandola alla fede nella risurrezione, quì e adesso, come un segno della gloria di dio: " Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?". Rimossero la pietra. Dinanzi al sepolcro aperto e dinanzi all'incredulità delle persone, Gesù si rivolge al Padre. Poi dice Lazzaro vieni fuori!. E lazzaro viene fuori. E' il trionfo della vita sulla morte, della fede sull'incredulità! E cos' Dio risuscita la comunità. C'è gente che non vuole rimuovere la pietra, per questo nella loro comunità non c'è vita! 

 

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lenekethoen@gmail.com

goed hoor

R: lenekethoen@gmail.com

wel goed hoor. leneke

Ecco l'agnello di Dio

Il Battista ha avuto il compito di indicare in Gesù l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. L'annuncio del Vangelo, la parola di Cristo Gesù, rimangono essenziali e indispensabili oggi come lo erano ieri. L'uomo non cessa mai di aver bisogno di liberazione e salvezza. Annunciare il Vangelo non significa comunicare delle verità teoriche e nemmeno un insieme di norme morali. Significa, invece portare gli uomini a fare esperienza di Gesù Cristo, venuto nel mondo- secondo la testimonianza di Giovanni- per salvare l'uomo dal peccato, dal male, dalla morte.
Quindi non si può trasmettere il Vangelo a prescindere dai bisogni e dalle attese odierne dell'uomo. Parlare della fede in Gesù, agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, significa parlare all'uomo del nostro tempo chiedendosi prima che cosa egli cerca nel profondo del suo cuore.

Natale

Deponi , o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perchè dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre;
* Pace della giustizia * e * Gloria della pietà *.
Sorgi, o Gerusalemme, sta in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo, come sopra un trono regale.
Poichè Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perchè Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve o ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perchè Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria.
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui
( Baruc 5, 1-9 )

Amministratore disonesto

La disonestà è una caratteristica che può intaccare l'essere, nelle cose grandi, nel molto, ma anche in quelle minime, nel poco.
L'ingiustizia è una distribuzione cattiva, non equa, non equilibrata; in essa manca l'armonia, manca un centro che attiri a sè ogni energia, ogni cura e intento;
crea fratture, ferite, dolori su dolori, accumuli da una parte e manchevolezza dall'altra.
Tutti noi veniamo a contatto, in qualche misura, con le realtà dell'ingiustizia, perchè appartengono a questo mondo. E ci sentiamo trascinati da una parte o da un'altra, perdiamo l'armonia, l'equilibrio, la bellezza; è così, non possiamo negarlo.
La parola del vangelo condanna proprio questa disarmonia cosi forte, che è l'accumulo, il mettere da parte, l'aumentare sempre più, il possesso e ci mostra la via della guarigione , che è il dono, il condividere, il dar via con cuore aperto, con misericordia.
Come fa il Padre con noi, senza mai stancarsi, senza venir meno.

Figlio prodigo

Dio mio,
quando nel cammino verso di te non ho più provviste, non ho altra possibilità che rivolgermi a te,
ritornare umile sui miei passi.
Quando la colpa mi fa temere il castigo, la speranza mi offre riparo alla tua giustizia.
Quando l'errore mi confina nel mio tormento, la fede annuncia il tuo conforto.
Quando mi lascio vincere dal sonno della debolezza, i tuoi benefici e la tua generosità mi risvegliano.'
Quando la disobbedienza e la rivolta mi allontanano da te, il tuo perdono e la tua misericordia mi riconducono all'amicizia .
E tu sei sempre lì a sbirciare il mio ritorno per stringermi in un abbraccio rigenerante, aperto ad un futuro unico d'amore.
Possa la tua parola calare proficua nel mio cuore e farmi vivere per amarti e ringraziarti ogni giorno della mia vita.

Prendi la sua croce e mi segua..

Nel tempo di Gesù la croce era la pena di morte che l'impero romano imponeva ai criminali emarginati.
Prendere la croce e caricarsela dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l'ingiustizia.
Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella lettera ai Galati; Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La croce è la conseguenza dell'impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accolti e trattati/e da fratelli e sorelle.
A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per il fratello.

Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

La testimonianza della carità è senza dubbio nella vita ecclesiale lo specchio per l'evangelizzazione. E' lo strumento che dissoda il terreno perchè quando il seme della Parola cade porti frutto abbondante. Non può la buona notizia scegliere altre vie per giungere al cuore degli uomini che quella dell'amore vicendevole, un'esperienza che conduce direttamente alla fonte; Questo è il mio comandamento; che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Tutto questo trova verifica nella prima Chiesa : In questo abbiamo conosciuto l'amore; nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi, quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
Il discepolo che ha incontrato e conosciuto Gesù, il discepolo amato, sa che non può parlare di lui e non percorrere le vie che lui ha percorso. Io sono la via, la verità e la vita. Quali parole migliori per dire che la via maestra di ogni evangelizzazione è l'amore gratuito? Cristo è la via per evangelizzare. Cristo è la verità da donare nell'evangelizzazione, Cristo è la vita evangelizzata. Ed è evangelizzazione l'amore con il quale ci ha amati, un amore consegnato senza condizioni, che non si tira indietro ma va avanti fino alla fine, fedele a se stesso, a costo di morire su una croce di maledizione, pur di mostrare il volto del Padre quale volto di Amore, un amore che rispetta la libertà dell'uomo, anche quando questa significa rifiuto, disprezzo, aggressione, morte.
La carità cristiana ha in se stessa una grande forza evangelizzatrice. Nella misura in cui sa farsi segno e trasparenza dell'amore di Dio, apre mente e cuore all'annuncio della Parola di verità. Desideroso di autenticità e di concretezza, l'uomo di oggi, come paolo VI, apprezza di più i testimoni che i maestri, e in genere solo dopo esser stato raggiunto dal segno tangibile della carità si lascia guidare a scoprire la profondità e le esigenze dell'amore di Dio.
Motivare e sostenere l'apertura agli altri nel servizio è compito di ogni azione pastorale che voglia evidenziare il rapporto profondo esistente tra fede e carità alla luce del vangelo, e quella nota caratteristica dell'amore cristiano che è la prossimità, il prendersi cura.

R: Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

Signore, comprendo che l'evangelizzazione esige una profonda spiritualità, autenticità e santità di testimoni, persone mature nella fede, capaci di ritrovarsi insieme per fare della propria esperienza di fede un luogo di incontro e di crescita in un contatto da persona a persona che costruisca relazioni profonde e aperte alla ecclesialità, al mondo, alla storia.
E io mi sento ancora inadeguato. In un contesto in cui il susseguirsi repentino di immagini, parole, proposte, progetti, cronache disorienta a quasi ubriaca il pensiero e disperde il sentire, la testimonianza si erge quale parola privilegiata per una sosta di riflessione, per un attimo di ripensamento.
Ma se io sono il primo a lasciarmi portar via da quelle immagini, parole, progetti ? Di una cosa sono certo, e questo mi conforta. Anche la più bella testimonianza si rivelerebbe a lungo andare impotente, se non fosse illuminata, giustificata, esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù.
La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, presto o tardi ha bisogno di essere annunciata dalla parola di vita. Darò ragione della mia speranza proclamando il tuo nome, il tuo insegnamento, la tua vit, le tue promesse, il tuo mistero di Gesù di Nazaret e Figlio di Dio; penso sia per me la via più semplice per suscitare l'interesse a conoscere e incontrare te, Maestro e Signore, che hai scelto di vivere come Figlio dell'uomo per narrare a noi il volto del Padre.
Ogni pastorale che oggi si trovi in catene a causa della fede potrà chiedere a te, Dio, che si riapra la porta della predicazione per annunciare il mistero di Cristo, quella predicazione che, quale parola divina, opera in chiunque crede.

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