Blog

FELICITA' , GIOIA , TRISTEZZA

 

FELICITA;

Dio ti creato per comunicarti la sua felicità. Solo Dio può riempire il tuo cuore; non illuderti che lo possano fare le creature. Esse sono come il cibo nei sogni, simile in tutto a quelle della veglia, ma che non nutre i dormienti. Le promesse del mondo sono fallaci e piene di inganni. 

Gli uomini attendono alle occupazioni più disperate, ma tutti aspirano a una sola cosa; la felicità. Molti però si perdono, pur perseguendo la felicità, perche la cercano dove impossibile trovarla. 

Dio è l'unica felicitàdella vita, chi la cerca fuori di lui in realtà non la vuole. Gli uomini sono infelici percgè cercano di spremere un sorso di felicità dall'istante che passa. Per parte tua anteponi la ricerca della felicità celeste alla scoperta dei tesori . Troverai la tua felicità dopo aver cominciato a dimenticarti, lasciando al buon Dio la cura di te. Dopo aver girato il mondo cercando la felicita, ti accorgerai che essa stava alla porta di casa.

 

 

 

La felicità non consiste nell'avere ciò che vuoi, ma nel volere ciò che hai. La felicità è una ricchezza inesauribile, più ne dispensi, più ne avrai. E' la sola cosa che sei sicuro di possedere appena la partecipi. Se troverai la gioia in quella dell'altro, avrai scoperto il segreto della felicità. Sarai felice se temerai il Signore e troverai la tua gioia nell'osservanza dei suoi comandamenti. Solo in Dio è riposta la garanzia della tua felicità. 

Se vedi la felicità dei cattivi non perdere la solidità della tua fede, poichè la loro felicità è fondata su cose transitorie che tendono al nulla.  Non valutare le cose secondo la sofferenza o la gioia immediata e transitoria, ma secondo quella futura ed eterna. Non rallegraanno mai meno. Rallegrati perchè il tuo nome è scritto nel cielo.  Dio nel tuo spirito alterna con sapienza infinita la gioia allo sconforto perchè non ti esalti la soavità dei suoi doni nè ti deprima l'asprezza della prova.  Non anteporre agli incolti felici la tua vasta cultura se nonostante quella sei un colto infelici. 

 

Se crederai in Gesù, nulla potrà scalfire la tua gioia, nè separarti dall'amore di Dio. Come discepolo di Gesu sarai apparentemente triste, ma in realtà sempre lieto . Pur percorrendo le vie della terra, conoscerai la gioia celeste, quella che riempie gli eletti con i quali Dio rimarrà per sempre, asciugando ogni lacrime. 

La vera gioia non è riposta nelle cose che ti circondano, ma risiede nel più intimo della tua anima; potrai trovarla tanto nel fondo di uan prigione, quanto in uno splendido palazzo. 

La gioia che dà il mondo è un'ombra fugace. Anche dalle lacrime del pentimento può nascere e fiorire la pianta della tua gioia. Essa sia riposta nella certezza che Dio ti ama fino al punto di abitare in te, di farsi il compagno del tuo esilio, il confidente e l'amico di tutti i momenti.  L'intima gioia che Gesù ti dona, nessuno te la potrà togliere. Pe rgodere veramente la gioia non chiedergli di scendere dalla croce ma di salirvi con lui.  Beato sarai quando gli uomini ti perseguiteranno per causa  di Gesù, gioisci in quel giorno perchè la tua ricompenza sarà grande nei cieli. La gioia nel Signore è tale che neppure le tribolazioni esteriori te la possono togliere. San Paolo scriveva ai cristiani di Corinto; Sono pieno di consolazione pervaso di gioia in ogni nostra tribolazion, siamo afflitti, ma sempre lieti.

E' la carità come servizio al prossimo che ti procura una gioia costante e che nella durezza della prova ti conduce a una delizia perfetta, alla gioia della croce; alla letizia anche nelle sofferenze che sopporti per i fratelli.  Il pensiero di essere trasferito nel Regno diletto del Figlio di Dio, ti deve riempire di gioia. La gioia spirituale è un frutto dello Spirito. Se vuoi condividere la gioia del Cristo risorto devi amare come egli ha amato. Scaccia dal tuo animo la tristezza che è il peggiore di tutti gli spiriti; la tristezza del mondo produce la morte. Rivestiti invece di giocondità. La persona allegra ha dei buini pensieri

 

Il gran male che ti può capitare, dopo il peccato, è la tristezza. Essa ti ferisce dolorosamente, ti rode il cuore come il tarlo i vestiti, inaridisce la sorgente della devozione, ti rende pusillanime e inetto alle battaglie spirituali.

Ci sia in te una sola tristezza; quella di non essere santo. Fuori dell'ordine regna l'inquietudine, nell'ordine la quiete. L'inquietudine è madre della tristezza e la tristezza è la paralisi dell'anima. Non c'è cosa più dell'inquietudine che peggiori il male e allontani il bene. Quando hai l'inquietudine nel cuore non tenerla per te, confidala a chi ti puo aiutare.

 

Continua...

PECCATO E CONVERSIONE

Se il peccato è rifiuto dell'amicizia con Dio, la possibilità della resipescenza è offerta solo dalla sua iniziativa, anteriore ad ogni sforzo e tentativo della creatura.

Ora, come la prima infusione della grazia si deve alla causalità del Cristo, fonte e tipo d'ogni santità, angelica ed umana; così il ricupero della medesima può attribuirsi solo ai meriti della sua Passione.

 

A questa, infatti, risale-e in essa si ritrova e acquista un senso - il processo di quella conversione che si svolge come trapasso dalla negazione alla ri-affermazione di Dio, dal rifiuto alla sua intimità, dalla rottura alla riconciliazione. 

E' per quie meriti che la grazia del Cristo Cricifisso- risorto investe l'anima, ne irradia la coscienza, ne stimola il cuore cedendo alle sue sollecitazioni, il peccatore è straziato dal rimorso dell'offesa di Dio. 

 

Il dramma ritrae l'Agonia del Getsemani in ciò che di salutare esso significa per una creatura colpevole e pentita. Il suo * rimorso * è condanna del proprio operato, disgusto di sè, confusione e tristezza tanto più profonda quanto più l'amore, purificandosi, fa intuire la gravità del peccato come folle ripudio di Dio assai più che come danno personale che ne segue nell'ineluttabile sanzione dell'apostasia dal Bene... 

 

Siamo a quella penitenza che, capovolgendo le disposizioni dell'anima, le fa sperimentare le sublimi angosce di uan morte che rigenera alla nuova vita del Cristo; umliato come personificazione del peccato; ed esaltato nel trionfo della sua innocenza di Vittima. 

Egli perciò emerge come il Penitente- tipo, criterio universale del ravvedimento, che partecipa ad ogni peccatore la sua vittoria su tutto il male del mondo; ogni conversione celebra il mistero pasquale come ineffabile passaggio dalla morte alla vita, dalla Giustizia che espia alla Misericordia che salva.

 

Continua...

LA PACE SIA CON TUTTI NOI

BEATO  CHI  AMA  LA  PACE;

Beato chi invoca la pace da Dio, riconoscendo che è dono suo,

promesso da Gesù Cristo, mediante lo Spirito Santo. 

 

Beato chi ama la pace, e la assume come stile di vita.

 

Beato chi costruisce la pace, iniziando da se stesso, 

dalla propria famiglia e dalla comunità in cui vive, 

per irradiarla nel mondo intero.

Beato chi non si accontenta di parlare di pace, ma ne compie le opere,

Dove c'è odio porta amore,

Dove c'è offesa porta perdono,

Dove c'è discordia porta unione,

Dove c'è vuoto di ideali porta progetti di vita,

Dove c'è ingiustizia porta giustizia,

Dove c'è povertà porta solidarietà,

Dove c'è razzismo porta fraternità 

Dove c'è incomprensione porta dialogo ,

Dove c'è sottosvilupo porta promozione umana,

Dove c'è egoismo porta apertura verso gli altri,

Dove c'è intolleranza porta benevolenza,

Dove c'è ira porta dolcezza ,

Dove c'è violenza porta mitezza,

Dove c'è guerra porta la pace, 

Dove c'è carenza di amore porta tenerezza,

Dove c'è morte porta la vita.

 

Beato chi, attuando anche una sola di queste dimensioni della pace 

diventa * contruttore di pace * ,

perchè Gesù lo chiamerà  * figlio di Dio * .

Continua...

LA FIDUCIA IN DIO

 

 

Avventùrati a vele spiegate nel mare della speranza in Dio, Non ha forse detto Gesù che Dio è nostro Padre e noi siamo suoi figli...? 

Dio direge la tua vita come se tu fossi il centro dell'universo e tutto fosse ordinato unicamente a tuo vantaggio. Egli ti porta lungo il cammino della vita  come un padre porta il proprio figlio. 

Se confiderai nel Signore sarai come il monte Sion; non vacillerai, sarai stabile per sempre. Il Signore sarà la tua forza in proporzione della tua speranza in Lui. Ciò che ti tratiene nella vita spirituale è la mancanza di confidenza.  Se avrai conoscenza della tua miseria, potrai avere fiducia in Dio. Se cadi in qualche mancanza ti inquieti e ti ratristi, è segno che confidavi troppo in te stesso e non in Dio. Dio ti accetta come sei con tutte le tue debolezze e peccati, sempre pronto a perdonarti. Egli è sempre disposto a rifare al suo disegno, purchè tu sappia sperarlo. 

Pur essendo dolente per le tue inevitabile miserie, abbi un'assoluta speranza in Dio. Forse pensi che le tue colpe passate ti rendano incapace di giungere alla perfezione...? Dio non serba rancore per il passato. Con la sua grazia in poco tempo potari fare grandi progressi. 

Non ti esalti la protezione degli uomini nè ti deprima la loro inimicizia ; Dio sarà la tua difesa . Anche se tutti abbandonassero, egli non ti tradirà. Non c'è delusione per coloro che sperano in Dio. E' meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Se commetterai degli sbagli gli uomini perderanno la stima di te e ti abbandoneranno. Non così Dio .  Egli è paziente e fedele e tutto governa secondo misericordia. 

Se sei staccato da tutto e vivi nelle braccia di Dio, creatore del mondo, cosa ti importa che tutto il mondo ti condanni...? Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrà timore...?  Non confidare neppure nelle tue forze, e non appoggiarti alla tua intelligenza, poichè quando sei agitato dalla tentazione scompaiono tutti i buoni propositi. I tuoi propositi saranno tanto più validi quanto più saranno fondati nella confidenza in Dio e nella diffidenza di te stesso. 

Cerca nel Signore la tua gioia, poichè se crederai in te stesso perderai la speranza. Se pretenderai di avere in te la forza di fare il bene disprezzerai la grazia di Dio e non ricorrerai al suo aiuto.  Se vuoi conquistare la vera stabilità non abbandonare colui che sempre sta salto. Se riconoscerai il tuo nulla, Dio si porrà al timore della tua vita; ma se avrai fiducia in te stesso, egli gli l'affiderà a te. Lasciati guidare da Dio. Non perderti nella tua goccia. Dio può concederti un oceano sterminato di beni.

In ogni tua impresa metti tutta la tua fiducia in Dio, convinto che la riuscita sarà sempre il meglio per te. Nell'abbandono confidente in Dio sta la tua forza. Sarai piccolo nella misura in cui confiderai in te stesso, e grande nella misura in cui confiderai in Dio. Riconosci in ogni circostanza della vita l'attuazione di un piano divino, anche se resta avvolto nel mistero. Al di là delle vicende terrene vedi la mano di Dio che ordina e guida ogni cosa per la tua santificazione. Abbi fiducia nel disegno di Dio sopra di te, e cerca nella sua parola il senso della vita. Ciò che più ferisce il cuore di Dio è la mancanza di fiducia in Lui. 

La fiducia, l'avvilimento, l'ansia provengono dagli spiriti cattivi. Fidati di Dio il quale altro non vuole che il tuo bene. Senza tua colpa non permetterà mai che tu perisca. Tutto potrai se, diffidando di te stesso, porrai la tua fiducia e la tua speranza unicamente in Dio. Egli possiede il futuro come il presente; ciò che promette non è meno di ciò che mantiene. 

Continua...

GRAZIE

 feed RSS.

 

 

A tutti voi  ben venuti nel nostro sito;

e il nostro grazie di cuore a voi che avete visitato questo blog.

 

Continua...

Argomento: Blog

lenekethoen@gmail.com

goed hoor

R: lenekethoen@gmail.com

wel goed hoor. leneke

Ecco l'agnello di Dio

Il Battista ha avuto il compito di indicare in Gesù l'agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. L'annuncio del Vangelo, la parola di Cristo Gesù, rimangono essenziali e indispensabili oggi come lo erano ieri. L'uomo non cessa mai di aver bisogno di liberazione e salvezza. Annunciare il Vangelo non significa comunicare delle verità teoriche e nemmeno un insieme di norme morali. Significa, invece portare gli uomini a fare esperienza di Gesù Cristo, venuto nel mondo- secondo la testimonianza di Giovanni- per salvare l'uomo dal peccato, dal male, dalla morte.
Quindi non si può trasmettere il Vangelo a prescindere dai bisogni e dalle attese odierne dell'uomo. Parlare della fede in Gesù, agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, significa parlare all'uomo del nostro tempo chiedendosi prima che cosa egli cerca nel profondo del suo cuore.

Natale

Deponi , o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perchè dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre;
* Pace della giustizia * e * Gloria della pietà *.
Sorgi, o Gerusalemme, sta in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo, come sopra un trono regale.
Poichè Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perchè Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve o ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perchè Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria.
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui
( Baruc 5, 1-9 )

Amministratore disonesto

La disonestà è una caratteristica che può intaccare l'essere, nelle cose grandi, nel molto, ma anche in quelle minime, nel poco.
L'ingiustizia è una distribuzione cattiva, non equa, non equilibrata; in essa manca l'armonia, manca un centro che attiri a sè ogni energia, ogni cura e intento;
crea fratture, ferite, dolori su dolori, accumuli da una parte e manchevolezza dall'altra.
Tutti noi veniamo a contatto, in qualche misura, con le realtà dell'ingiustizia, perchè appartengono a questo mondo. E ci sentiamo trascinati da una parte o da un'altra, perdiamo l'armonia, l'equilibrio, la bellezza; è così, non possiamo negarlo.
La parola del vangelo condanna proprio questa disarmonia cosi forte, che è l'accumulo, il mettere da parte, l'aumentare sempre più, il possesso e ci mostra la via della guarigione , che è il dono, il condividere, il dar via con cuore aperto, con misericordia.
Come fa il Padre con noi, senza mai stancarsi, senza venir meno.

Figlio prodigo

Dio mio,
quando nel cammino verso di te non ho più provviste, non ho altra possibilità che rivolgermi a te,
ritornare umile sui miei passi.
Quando la colpa mi fa temere il castigo, la speranza mi offre riparo alla tua giustizia.
Quando l'errore mi confina nel mio tormento, la fede annuncia il tuo conforto.
Quando mi lascio vincere dal sonno della debolezza, i tuoi benefici e la tua generosità mi risvegliano.'
Quando la disobbedienza e la rivolta mi allontanano da te, il tuo perdono e la tua misericordia mi riconducono all'amicizia .
E tu sei sempre lì a sbirciare il mio ritorno per stringermi in un abbraccio rigenerante, aperto ad un futuro unico d'amore.
Possa la tua parola calare proficua nel mio cuore e farmi vivere per amarti e ringraziarti ogni giorno della mia vita.

Prendi la sua croce e mi segua..

Nel tempo di Gesù la croce era la pena di morte che l'impero romano imponeva ai criminali emarginati.
Prendere la croce e caricarsela dietro Gesù era lo stesso che accettare di essere emarginato dal sistema ingiusto che legittimava l'ingiustizia.
Era lo stesso che rompere con il sistema. Come dice Paolo nella lettera ai Galati; Il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
La croce non è fatalismo, nemmeno è esigenza del Padre. La croce è la conseguenza dell'impegno liberamente assunto da Gesù di rivelare la Buona Novella che Dio è Padre, e che quindi tutti e tutte dobbiamo essere accolti e trattati/e da fratelli e sorelle.
A causa di questo annuncio rivoluzionario, lui fu perseguitato e non ebbe paura di dare la propria vita. Non c'è prova d'amore più grande che dare la vita per il fratello.

Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

La testimonianza della carità è senza dubbio nella vita ecclesiale lo specchio per l'evangelizzazione. E' lo strumento che dissoda il terreno perchè quando il seme della Parola cade porti frutto abbondante. Non può la buona notizia scegliere altre vie per giungere al cuore degli uomini che quella dell'amore vicendevole, un'esperienza che conduce direttamente alla fonte; Questo è il mio comandamento; che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Tutto questo trova verifica nella prima Chiesa : In questo abbiamo conosciuto l'amore; nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi, quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.
Il discepolo che ha incontrato e conosciuto Gesù, il discepolo amato, sa che non può parlare di lui e non percorrere le vie che lui ha percorso. Io sono la via, la verità e la vita. Quali parole migliori per dire che la via maestra di ogni evangelizzazione è l'amore gratuito? Cristo è la via per evangelizzare. Cristo è la verità da donare nell'evangelizzazione, Cristo è la vita evangelizzata. Ed è evangelizzazione l'amore con il quale ci ha amati, un amore consegnato senza condizioni, che non si tira indietro ma va avanti fino alla fine, fedele a se stesso, a costo di morire su una croce di maledizione, pur di mostrare il volto del Padre quale volto di Amore, un amore che rispetta la libertà dell'uomo, anche quando questa significa rifiuto, disprezzo, aggressione, morte.
La carità cristiana ha in se stessa una grande forza evangelizzatrice. Nella misura in cui sa farsi segno e trasparenza dell'amore di Dio, apre mente e cuore all'annuncio della Parola di verità. Desideroso di autenticità e di concretezza, l'uomo di oggi, come paolo VI, apprezza di più i testimoni che i maestri, e in genere solo dopo esser stato raggiunto dal segno tangibile della carità si lascia guidare a scoprire la profondità e le esigenze dell'amore di Dio.
Motivare e sostenere l'apertura agli altri nel servizio è compito di ogni azione pastorale che voglia evidenziare il rapporto profondo esistente tra fede e carità alla luce del vangelo, e quella nota caratteristica dell'amore cristiano che è la prossimità, il prendersi cura.

R: Ascensione di Gesù ( siete testimoni )

Signore, comprendo che l'evangelizzazione esige una profonda spiritualità, autenticità e santità di testimoni, persone mature nella fede, capaci di ritrovarsi insieme per fare della propria esperienza di fede un luogo di incontro e di crescita in un contatto da persona a persona che costruisca relazioni profonde e aperte alla ecclesialità, al mondo, alla storia.
E io mi sento ancora inadeguato. In un contesto in cui il susseguirsi repentino di immagini, parole, proposte, progetti, cronache disorienta a quasi ubriaca il pensiero e disperde il sentire, la testimonianza si erge quale parola privilegiata per una sosta di riflessione, per un attimo di ripensamento.
Ma se io sono il primo a lasciarmi portar via da quelle immagini, parole, progetti ? Di una cosa sono certo, e questo mi conforta. Anche la più bella testimonianza si rivelerebbe a lungo andare impotente, se non fosse illuminata, giustificata, esplicitata da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù.
La Buona Novella, proclamata dalla testimonianza di vita, presto o tardi ha bisogno di essere annunciata dalla parola di vita. Darò ragione della mia speranza proclamando il tuo nome, il tuo insegnamento, la tua vit, le tue promesse, il tuo mistero di Gesù di Nazaret e Figlio di Dio; penso sia per me la via più semplice per suscitare l'interesse a conoscere e incontrare te, Maestro e Signore, che hai scelto di vivere come Figlio dell'uomo per narrare a noi il volto del Padre.
Ogni pastorale che oggi si trovi in catene a causa della fede potrà chiedere a te, Dio, che si riapra la porta della predicazione per annunciare il mistero di Cristo, quella predicazione che, quale parola divina, opera in chiunque crede.

Se uno mi ama....

Amore... Parola magica e antica quanto il mondo, parola familiare che nasce all'orizzonte di ogni uomo nel momento in cui è chiamato all'esistenza. parola scritta nelle sue fibre umane come origine e fine, come strumento e pace, come pane e dono, come sè, come altri, come Dio.
Parola affidata alla storia attraverso la nostra storia di quotidianità.
Amore, un patto che da sempre ha un solo nome; uomo. Si perchè l'amore coincide con l'uomo; amore è l'aria che respira, amore è il cibo che gli è dato, amore è il riposo cui si affida, amore è un vincolo che fa di lui una terra di incontro.
Quell'amore con cui Dio ha guardato la sua creazione e ha detto; * e' cosa molto buona *.
E non si è rimangiato l'impegno preso quando l'uomo ha fatto di se stesso un rifiuto più che un dono, uno schiaffo più che una carezza, una pietra lanciata più che una lacrima raccolta.
Ha amato ancora di più con gli occhi e il cuore del figlio, fino alla fine. Quest'uomo che si è reso fiaccola ardente di peccato il Padre l'ha redento, ancora e unicamente per amore, nel fuoco dello Spirito.

Nuovo commento

Contattaci