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Dov'è Colui che è nato

 

IL CAMMINO DEI MAGI; UN CAMMINO DI FEDE 

Il cammino dei Magi è un cammino autentico di fede, di coloro che, pur non appartengono al popolo eletto, hanno trovato Cristo. 

I Magi hanno scrutato il cielo, per la Bibbia sede della divinità, e da lì hanno avuto un segno; una stella. Ma per iniziare un percorso di fede non basta scrutare i segni della presenza del divino. 

Un segno ha la funzione di suscitare il desiderio che richiede per realizzarsi un cammino di ricerca, un'attesa. Un vero desiderio provoca domande. I Magi, intanto, trovano Gesù perchè hanno nel cuore degli interrogativi forti. La risposta, va trovata nella Bibbia. 

Per i Magi, l'indicazione attinta dalla Bibbia, fu illuminante per compiere l'ultima tappa del loro cammino; Betlemme. La parola di Dio permise loro di vedere nei segni umili di una casa, del bambinocon Maria, sua madre, il re dei Giudei, l'atteso d'Israele. 

I Magi lo adorano e scoprono in Gesù colui che avevano lungamente cercato. 

I Magi rappresentano tutti i cercatori della verità, pronti a vivere l'esistenza come esodo, in cammino verso l'incontro con la luce che viene dall'alto.

L'esperienza dei Magi ci insegna che in ogni cultura, in ogni uomo ci sono attese profonde che chiedono di essere colmate. 

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Vegliate...!!!!

 

Le dieci vergini ; Matteo 25,1-3

Vegliate dunque, perchè non sapete nè il giorno nè l'ora !  Dio può venire in qualunque ora della nostra vita. Tutti devono stare preparati . Come le giovani delle nozze, tutti devono essere prudenti e previdenti, portando olio sufficiente con sè. Cioè devono fare attenzione a non essere causa di deviazione per altri, anche se questi insistono su cose buone come la condivisione. 

Devono imparare a star sempre attenti nel servizio da offrire a Dio e al prossimo. 

Essere pronti per l'arrivo improvviso di Dio; Per la mancanza di saggezza e di serietà, le cinque giovani stolte mostrano chiaramente di non essere ancora pronte per l'impegno definitivo del matrimonio con Dio . Hanno bisogno di altro tempo per prepararsi. 

Le vergini sagge e stolte ci indica le condizioni necessarie per preparare la venuta del Signore . Bisogna vigilare ed essere provisti dell'olio per la lampada, la fede e la carità.

 

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L'ipocrisia

 

Matteo; 22, 15-21

E' lecito, o no, pagare il tributo a Cesare ???? Una domanda inutile.

Per ordine dei sacerdoti e degli anziani, vogliono sapere da Gesù se è a favore o contro il pagamento del tributo ai Romani. Domanda fatta apposta, piena di malizia! Con il pretesto dell'osservanza della legge di Dio, cercano motivi per accusarlo, insieme alla popolazione, di essere amico dei Romani. Se Gesù dicesse ; * Non devi pagare! * potrebbero accusarlo, con le autorità romane, di essere un sovversivo. Una strada sena uscita.

Gesù si rende conto della loro ipocrisia e dice; mostrami la moneta! Niente discussioni inutile , va direttamente al nucleo; Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono? 

La loro domanda era inutile; sapevano già la risposta, Loro che per la domanda fingevano di essere servi di Dio, stavano dimenticando la cosa più importante ; dimenticavano di dare a Dio quello che è di Dio. 

Date a Dio quello che è di Dio; praticare la giustizia e l'onestà secondo le esigenze della legge di Dio, perchè a causa della vostra ipocrisia state negando a Dio quello che gli è dovuto. 

Il cristiano devono rendere conto, che l'ipocrisia fa cecare gli occhi 

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L'invito al banchetto del Regno

 

La festa di nozze è pronta ; Matteo 22,1-14

Come mai sei entrato quì senza l'abito nuziale ?????  E' un offesa a chi ti ha invitato andare alla festa con l'abito ordinario da lavoro. E' un segno che non tieni nella dovuta considerazione l'occasione a cui sei invitato. Questa immagine, utilizzata nella parabola del banchetto del Regno, vuol significare ; che non si entra nel Regno senza essersi preparati. 

Infatti, cambiare vestito nel linguaggio biblico indica cambiare stile di vita ovvero convertirsi. 

 

 

 

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La cura attenta del padrone per la sua vigna

 

Siamo la vigna coltivato da Dio; MT 21,33-43

Il simbolo della vigna è per noi lo specchio nel quale vedere e riflettere la storia personale e comunitaria del nostro rapporto con Dio. 

Oggi questa grande vigna è la Chiesa che il Signore coltiva con cura e che affida a noi, vignaioli ( collaboratori ), con il compito di continuare la missione da lui iniziata. Siamo coscienti delle  difficoltà che esiste; la fragilità, l'infedeltà ecc.. ma nulla può fermare l'amore di Dio per gli uomini, neppure l'eliminazione di suo Figlio, anzi questo sacrificio procura a tutti la salvezza.

Siamo chiamati a stare con Gesù per continuare la sua missione , di aiutare l'uomo ad incontrarsi con lui per essere salvato; lottare ogni giorno per contenere le forze del male che tentano di sopprimere l'anelito a compiere il bene e promuovere la giustizia. 

Come Chiesa siamo chiamati a imparare, sull'esempio di Gesù a sperimentare la contestazione e a essere capaci di sopportare le difficoltà nel nostro impegno di evangelizzazione.

Le difficoltà possano essere uno strumento per misurare la nostra autenticità e la solidità della nostra fede ! 

 

 

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Un denaro al giorno......

 

Gli operai mandati nella vigna; Mt 20, 1-16

Gesù con queste sue parole del Vangelo di Matteo, vuole aprire davanti a noi le porte del regno, che è lui stesso, e si presenta quale padrone della vigna, che ha bisogno di essere lavorata.

Questi versetti del vangelo costituiscono la prima parte; Gesù racconta dell'iniziativa del padrone della vigna per assumere gli operai, discrivendo le sue quattro uscite, nelle quali ingaggia gli operai stabilendo un contratto, e l'ultima uscita, ormai alla fine della giornata.

La seconda parte comprende, la descrizione del pagamento agli operai, con la protesta e mormorazione dei primi. E infine quelli che sono considerati gli ultimi da noi, nel giudizio di Dio sono i primi. 

LA MORMORAZIONE DEI PRIMI E LA NOSTRA MORMORAZIONE 

La mormorazione è una realtà tanto presenti nella nostra vita quotidiana, non possiamo negarlo, essa abita nel nostro cuore, pensieri. Le mormorazioni ci allontanano da noi stessi dagli altri e da Dio. In mezo a quegli operai che mormorano contro il padrone , ci siamo anche noi. 

Mormorare contro il padrone significa; non ascoltare la voce del padrone ( il Signore ), non credere più al suo Amore. Ci scandalizziamo, ci irritiamo fortemente contro il Signore misericordioso e ci indigniamo contro il suo modo di agire e vorremmo cambiarlo secondo i nostri schemi. 

La mormorazione nasce dalla gelosia, dall'invidia, dal nostro occhio cattivo, come dice il padrone della vigna. Lui sa guardarci dentro, sa penetrare il nostro sguardo e raggiungerci nel cuore, nell'anima. 

Lui sa come siamo , ci conosce,  ci ama; per questo ci corregge; Amico non ti faccio torto..... Oppure tu sei invidioso perchè io sono buono???

 

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Riconciliazione

 

QUANTE VOLTE DEVO PERDONARE ??? ; MT 18,21-35

Non è facile perdonare, ci sono offese, insulti che continuano a colpire il cuore. Ma Gesù ci parla della necessità di perdonare i nostri fratelli. 

Ci domandiamo; perchè tanto difficile a perdonare ????????

Alla domanda di Pietro ; quante volte dovrò perdonare... Gesù gli rispose; fino a settanta volte sette. Va oltre misura... senza limiti, sempre... perchè non c'è proporzione tra il perdono che riceviamo da Dio e il nostro perdono verso il fartello. 

Dio ci perdona sempre, purchè noi perdoniamo gli altri, un perdono gratuito.

 

 

 

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La correzione fraterna

  

UNITI NELLA COMUNITA' ;  MATTEO 18,15-20

Il primo insegnamento di Gesù, invita ogni credente e l'intera comunità a mettere in atto tutti i mezzi per recuperare il fratello peccatore. 

Non bisogna lasciare nulla di intentato per raggiungere lo scopo. In concreto si tratta di mostrare al fratello chiuso nel suo peccato che egli sbaglia, e di convincerlo a tornare sui sui passi.

Questo esige molta riservatezza, perchè egli non sia umiliato. Se questo fratello si pente della sua cattiva condotta, nella comunità cristiana, può trovare il perdono di Dio. Infatti il potere di *legare e sciogliere* che Gesù ha dato ha Pietro. l'ha dato anche agli apostoli e a loro rappresentanti che presiedono la comunità. 

 

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Lo scandalo della croce

 

Quanto è difficile accettare la croce ; Matteo 16,21-27

Pietro è di scandalo per Gesù, perchè lo tenta a lasciare il cammino di obbedienza alla volontà del Padre per seguire un cammino più facile. Per questo Gesù lo assimila a satana che fin dall'inizio aveva cercato di distoglierlo dal seguire la propria missione, proponendogli un messianismo facile.

Chi perdrà la propria vita per causa mia, la troverà;  Chi comprende bene il mistero di Gesù e la natura della sua missione comprende anche cosa significhi essere suo discepolo. Due cose intimamente legate.

Gesù stesso impone tre condizioni a coloro che vogliono essere suoi discepoli; rinegare se stessi, prendere la propria croce, seguirlo. 

Rinegare se stesso vuol dire; non centrare la vita sul proprio egoismo ma su Dio e il suo Regno. Questo comporta l'accettazione di avversitàe la sopportazione di difficoltà. Ma Gesù stesso ci ha lasciato l'esempio di come agire in tali situazioni; basta imitarlo.

Egli non compromise la sua adesione al Padre e al suo Regno e rimase fedele finoa dare la vita. Ma fu proprio in questo modo che giunse LL pienezza della vita nella risurezione. 

 

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Chi sono io per te ??????

 

TU SEI IL CRISTO: Matteo 16,13-20

Gesù chiede l'opinione della gente nei suoi riguardi. Le risposte sono diverse; Giovanni Battista, Elìa, Geremia, ... Pietro diventa  il portavoce e dice; * Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio viovente *. 

Pietro aveva confesato ; Tu sei il Cristo... 

Immaginava un Messia glorioso, ma Gesù lo corregge; E' necessario che il Messia soffra e muoia a Gerusalemme. 

Se Pietro accetta Gesù come Messia e il Figlio di Dio, deve accettarlo anche come il Messia servo che sarà messo a morte. Non solo il trionfo della gloria, ma anche il cammino della croce!  Il discepolo deve seguire il maestro. Deve vivere in una continua conversione, come Pitero, cade e rialza, simile a noi , debole e umano, e grida : Signore salvami!  E Gesù lo aiuta ad essere pietra, gli affida la cura delle sue pecore .

Con l'aiuto di Gesù, la fermezza della pietra cresce in Pietro e si rivela nel giorno di Pentecoste. Dopo la discesa dello Spirito Santo, con coraggio comincia ad annunciare la Buona Notizia di Gesù alla gente, e non smette di farlo pur nella tribolazione. 

 

 

 

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Giornata della pace

A dire il vero non siamo molto abituati a legare il termine * pace * a concetti dinamici. Raramente sentiamo dire; * Quell'uomo si affatica in pace *, * lotta in pace *, strappa la vita coi denti in pace *. Più consuete, nel nostro linguaggio, sono invece le espressioni; * sta seduto in pace *, * legge in pace *, medita in pace * e, ovviamente * riposa in pace *.
La pace, insomma ci richiama più la vestaglia da camera che lo zaino del viandante. Più il confort del salotto che i pericoli della strada. Più caminetto che l'officina brulicante di problemi. Più il silenzio del deserto che il traffico della metropoli. Più la penombra raccolta di una chiesa che una riunione di sindacato. Più il mistero della notte che i rumori del meriggio.
Occorre forse una rivoluzione di mentalità per capire che la pace non è un dato, ma una conquista. Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno. Non un nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo. La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia. Esige alti costi d'incomprensione e di sacrificio. Rifiuta la tentazione del godimento. Non tollera atteggiamenti sedentari. Non annulla la conflittualità. Non ha molto da spartire con la banale * vita pacifica *.
Si, la pace prima che traguardo è cammino. E, per giunta, cammino in salita. Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi percorsi preferenziali e i suoi tempi tecnici, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste. Se è così occorrono attese pazienti.
E sarà beato, perchè operatori di pace, non chi pretende di trovarsi all'arrivo senza essere mai partito ma chi parte. Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista, anche se mai, su questa terra s'intende-pienamente raggiunta.
Don Tonino Bello

Cuore Immacolato di Maria

Vergine Immacolata, splendore di bellezza in cui rifulge l'eterna bellezza di Dio,
attirami nel fulgore della tua bellezza per contemplare in te il volto raggiante di colui che è il più bello tra i figli dell'uomo.
La tua bellezza, riflesso della sua bellezza,
rifulgi di umiltà e povertà, di purezza e amore,
di totale adesione al volere del Padre e abbandono nelle mani.
Insegnaci, o Vergine dell'ascolto e dal cuore nuovo,
a lasciarmi plasmare dallo Spirito di verità,
perchè anche in me si compia per grazia ciò che in te si è compiuto per grazia e per natura.
Aiutami, Madre sapiente, a preparare il mio cuore perchè il Verbo di Dio possa prendere dimora in me, affinchè rivestito di lui e trasformato completamente in lui possa radiare nel mondo la sua bellezza.

Una voce che grida...

Vieni, Signore, squarcia con la tua radiosa e straordinaria imprevedibilità, il grigiore delle nostre ordinarie prevedibilità, il silenzio che più non attende e spera con al * voce di uno che grida nel deserto * del mondo la tua presenza nuova e misteriosa.
Donaci gli occhi della mente e della fede per vedere il tuo disegno d'amore e l'ardore del cuore per conformarvi pensieri, parole ed opere in un battesimo di conversione.
Donaci la capacità di riconoscerti ed accoglierti, con cuore obbediente, nel dono della tua Parola di vita, per non restare muti e senza parola, sballottati da qualsiasi vento di dottrina, alla maniera degli uomini, bruciati a fuoco dallo scetticismo e dal relativismo dissolutore ed onnivoro.
Donaci di preparare la tua via, di raddrizzare i nostri sentieri, di metterci sulla tua stessa onda di amore per partecipare al tuo dono di salvezza.
Liberaci dalla durezza del cuore che espande deserto ed aridità, che innalza monti e crea burroni, tu via, verità e vita che raggiungi la nostra umanità vecchia e sterile, per trasformarla in giovinezza e fecondità di vita.
Possa ogni uomo vedere la tua salvezza.

Avvento

Signore Gesù, ti rendo grazie per questo nuovo anno liturgico, anno di grazia e cammino di santità. Non solo il mio corpo, ma anche la mia anima ha bisogno di mantenersi in buona salute. Aiutami ad impegnarmi con fede e coraggio in questo avvento. fà che sappia sollevare la fronte e guardare in alto, a te che sei venuto, che viene e che verrai alla fine dei tempi.
Tutti gli uomini ti cercano, l'intera creazione chiede di te, rivelati a noi, quest'oggi, vieni con noi, cammina con noi. Signore nostro Dio, noi ti aspettiamo; non per toglierci dalle responsabilità, ma per riconsegnarci all'impegno; non per farci consolare, ma per imparare a consolarci glu uni gli altri. Signore nostro Dio, noi ti aspettiamo; non per strapparti un segreto, ma per comprendere e per accogliere il tuo mistero, non per arrenderci alla morte e alla violenza, ma per credere che si possono vincere.
Gesù, tu che sei venuto nel mondo nascendo dalla Vergine Maria, tu che vieni a ogni istante nella nostra vita, tu che busserai alla nostra porta anche nel momento della morte, fà che in questo nuovo anno liturgico ci sappiamo liberare dalle troppe comodità, dai molti idoli, dai numerosi * paradisi * costruiti sull'ingiustizia e sull'inganno per il desiderare il giorno del tuo ritorno, quando la finitezza della creazione lascerà il posto a nuovi cieli e nuova terra e saremo tutti insieme nella beatitudine della Trinità santa. Per sempre.

Le mie parole non passeranno

Signore, guardo il ramo tenero del fico che è la mia vita e aspetto.
Mentre le ombre della sera si allungano sui miei passi,
ripenso alla tua parola.
Quanta pace in cuore mentre la mente si lascia andare al pensiero di te.
Nel tuo tempo la mia attesa su di te si compie. Nel mio tempo la tua attesa su di me si compie.
Il tempo, quale mistero di passato e futuro, di eterno presente.
Le onde dell'oggi si infrangono nelle esperienze brucianti della tua Presenza e mi rimandano ai giochi sulla sabbia che puntualmente il mare mi distrugge.
Eppure sono felice. Felice del mio niente, della mia sabbia che non resta in piedi, perchè ancora una volta la tua Parola scrive.
Noi cerchiamo di fermarci nel tempo, scrivendo e parlando,
realizzando opere eccelse che resistano alle intemperie nei secoli.
E tu invece ti fermi a scrivere sulla sabbia, a realizzare opere di amore che hanno il profumo di una lebbra accarezzata e non fuggita, il suono di voci straziate e senza forma come sottofondo giornaliero,
il sapore di una vendetta sfumata e di un abbraccio ridonato...
opere che non restano se non nel cuore di Dio e nella memoria di quei viventi,
attenti alle tracce di un volo di colomba nel cielo della propria esistenza.
Ogni giorno io possa guardare le nubi
e consumarmi nella nostalgia del tuo ritorno,
tenero amore dell'anima mia.

Il cammino della fede..

Fa ch'io vedo il tuo volto...

R: Il cammino della fede..

Come è bella la fede esemplare di questo mendicante Bartimèo cieco ,
Il Maestro lo chiama, getta via il mantello,
salta su e corre da Gesù; ed è illuminato.
Poi diventa suo discepolo.

R: R: Il cammino della fede..

La guarigione del cieco di Gerico diventa un segno per tutti noi; è infatti l'illuminazione del discepolo che è salvato dalla fede e che segua Gesù.
Anche noi, con il battesimo, siamo stati illuminati; ora con il dono della fede siamo capaci di vederlo nei sacramenti, nei fratelli e nella vita d'ogni giorno..

L'uomo non divida quel che Dio ha congiunto

Sulla tua parola, Signore..
comprendiamo che l'unione coniugale è tuo dono
e che l'indissolubilità è un privilegio per coloro che credono nel tuo amore.
Nessuno dei coniugi, Signore, senta come un peso il suo vincolo nuziale,
ma nel tuo Spirito che è Amore e nell'ascolto della tua parola
possa ogni coppia realizzare il dono reciproco
di eterno amore.

Chi non è contro di noi è con noi....

Vivere nel mondo di oggi bisogna essere chiari..

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