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Dov'è Colui che è nato

 

IL CAMMINO DEI MAGI; UN CAMMINO DI FEDE 

Il cammino dei Magi è un cammino autentico di fede, di coloro che, pur non appartengono al popolo eletto, hanno trovato Cristo. 

I Magi hanno scrutato il cielo, per la Bibbia sede della divinità, e da lì hanno avuto un segno; una stella. Ma per iniziare un percorso di fede non basta scrutare i segni della presenza del divino. 

Un segno ha la funzione di suscitare il desiderio che richiede per realizzarsi un cammino di ricerca, un'attesa. Un vero desiderio provoca domande. I Magi, intanto, trovano Gesù perchè hanno nel cuore degli interrogativi forti. La risposta, va trovata nella Bibbia. 

Per i Magi, l'indicazione attinta dalla Bibbia, fu illuminante per compiere l'ultima tappa del loro cammino; Betlemme. La parola di Dio permise loro di vedere nei segni umili di una casa, del bambinocon Maria, sua madre, il re dei Giudei, l'atteso d'Israele. 

I Magi lo adorano e scoprono in Gesù colui che avevano lungamente cercato. 

I Magi rappresentano tutti i cercatori della verità, pronti a vivere l'esistenza come esodo, in cammino verso l'incontro con la luce che viene dall'alto.

L'esperienza dei Magi ci insegna che in ogni cultura, in ogni uomo ci sono attese profonde che chiedono di essere colmate. 

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Vegliate...!!!!

 

Le dieci vergini ; Matteo 25,1-3

Vegliate dunque, perchè non sapete nè il giorno nè l'ora !  Dio può venire in qualunque ora della nostra vita. Tutti devono stare preparati . Come le giovani delle nozze, tutti devono essere prudenti e previdenti, portando olio sufficiente con sè. Cioè devono fare attenzione a non essere causa di deviazione per altri, anche se questi insistono su cose buone come la condivisione. 

Devono imparare a star sempre attenti nel servizio da offrire a Dio e al prossimo. 

Essere pronti per l'arrivo improvviso di Dio; Per la mancanza di saggezza e di serietà, le cinque giovani stolte mostrano chiaramente di non essere ancora pronte per l'impegno definitivo del matrimonio con Dio . Hanno bisogno di altro tempo per prepararsi. 

Le vergini sagge e stolte ci indica le condizioni necessarie per preparare la venuta del Signore . Bisogna vigilare ed essere provisti dell'olio per la lampada, la fede e la carità.

 

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L'ipocrisia

 

Matteo; 22, 15-21

E' lecito, o no, pagare il tributo a Cesare ???? Una domanda inutile.

Per ordine dei sacerdoti e degli anziani, vogliono sapere da Gesù se è a favore o contro il pagamento del tributo ai Romani. Domanda fatta apposta, piena di malizia! Con il pretesto dell'osservanza della legge di Dio, cercano motivi per accusarlo, insieme alla popolazione, di essere amico dei Romani. Se Gesù dicesse ; * Non devi pagare! * potrebbero accusarlo, con le autorità romane, di essere un sovversivo. Una strada sena uscita.

Gesù si rende conto della loro ipocrisia e dice; mostrami la moneta! Niente discussioni inutile , va direttamente al nucleo; Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono? 

La loro domanda era inutile; sapevano già la risposta, Loro che per la domanda fingevano di essere servi di Dio, stavano dimenticando la cosa più importante ; dimenticavano di dare a Dio quello che è di Dio. 

Date a Dio quello che è di Dio; praticare la giustizia e l'onestà secondo le esigenze della legge di Dio, perchè a causa della vostra ipocrisia state negando a Dio quello che gli è dovuto. 

Il cristiano devono rendere conto, che l'ipocrisia fa cecare gli occhi 

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L'invito al banchetto del Regno

 

La festa di nozze è pronta ; Matteo 22,1-14

Come mai sei entrato quì senza l'abito nuziale ?????  E' un offesa a chi ti ha invitato andare alla festa con l'abito ordinario da lavoro. E' un segno che non tieni nella dovuta considerazione l'occasione a cui sei invitato. Questa immagine, utilizzata nella parabola del banchetto del Regno, vuol significare ; che non si entra nel Regno senza essersi preparati. 

Infatti, cambiare vestito nel linguaggio biblico indica cambiare stile di vita ovvero convertirsi. 

 

 

 

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La cura attenta del padrone per la sua vigna

 

Siamo la vigna coltivato da Dio; MT 21,33-43

Il simbolo della vigna è per noi lo specchio nel quale vedere e riflettere la storia personale e comunitaria del nostro rapporto con Dio. 

Oggi questa grande vigna è la Chiesa che il Signore coltiva con cura e che affida a noi, vignaioli ( collaboratori ), con il compito di continuare la missione da lui iniziata. Siamo coscienti delle  difficoltà che esiste; la fragilità, l'infedeltà ecc.. ma nulla può fermare l'amore di Dio per gli uomini, neppure l'eliminazione di suo Figlio, anzi questo sacrificio procura a tutti la salvezza.

Siamo chiamati a stare con Gesù per continuare la sua missione , di aiutare l'uomo ad incontrarsi con lui per essere salvato; lottare ogni giorno per contenere le forze del male che tentano di sopprimere l'anelito a compiere il bene e promuovere la giustizia. 

Come Chiesa siamo chiamati a imparare, sull'esempio di Gesù a sperimentare la contestazione e a essere capaci di sopportare le difficoltà nel nostro impegno di evangelizzazione.

Le difficoltà possano essere uno strumento per misurare la nostra autenticità e la solidità della nostra fede ! 

 

 

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Un denaro al giorno......

 

Gli operai mandati nella vigna; Mt 20, 1-16

Gesù con queste sue parole del Vangelo di Matteo, vuole aprire davanti a noi le porte del regno, che è lui stesso, e si presenta quale padrone della vigna, che ha bisogno di essere lavorata.

Questi versetti del vangelo costituiscono la prima parte; Gesù racconta dell'iniziativa del padrone della vigna per assumere gli operai, discrivendo le sue quattro uscite, nelle quali ingaggia gli operai stabilendo un contratto, e l'ultima uscita, ormai alla fine della giornata.

La seconda parte comprende, la descrizione del pagamento agli operai, con la protesta e mormorazione dei primi. E infine quelli che sono considerati gli ultimi da noi, nel giudizio di Dio sono i primi. 

LA MORMORAZIONE DEI PRIMI E LA NOSTRA MORMORAZIONE 

La mormorazione è una realtà tanto presenti nella nostra vita quotidiana, non possiamo negarlo, essa abita nel nostro cuore, pensieri. Le mormorazioni ci allontanano da noi stessi dagli altri e da Dio. In mezo a quegli operai che mormorano contro il padrone , ci siamo anche noi. 

Mormorare contro il padrone significa; non ascoltare la voce del padrone ( il Signore ), non credere più al suo Amore. Ci scandalizziamo, ci irritiamo fortemente contro il Signore misericordioso e ci indigniamo contro il suo modo di agire e vorremmo cambiarlo secondo i nostri schemi. 

La mormorazione nasce dalla gelosia, dall'invidia, dal nostro occhio cattivo, come dice il padrone della vigna. Lui sa guardarci dentro, sa penetrare il nostro sguardo e raggiungerci nel cuore, nell'anima. 

Lui sa come siamo , ci conosce,  ci ama; per questo ci corregge; Amico non ti faccio torto..... Oppure tu sei invidioso perchè io sono buono???

 

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Riconciliazione

 

QUANTE VOLTE DEVO PERDONARE ??? ; MT 18,21-35

Non è facile perdonare, ci sono offese, insulti che continuano a colpire il cuore. Ma Gesù ci parla della necessità di perdonare i nostri fratelli. 

Ci domandiamo; perchè tanto difficile a perdonare ????????

Alla domanda di Pietro ; quante volte dovrò perdonare... Gesù gli rispose; fino a settanta volte sette. Va oltre misura... senza limiti, sempre... perchè non c'è proporzione tra il perdono che riceviamo da Dio e il nostro perdono verso il fartello. 

Dio ci perdona sempre, purchè noi perdoniamo gli altri, un perdono gratuito.

 

 

 

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La correzione fraterna

  

UNITI NELLA COMUNITA' ;  MATTEO 18,15-20

Il primo insegnamento di Gesù, invita ogni credente e l'intera comunità a mettere in atto tutti i mezzi per recuperare il fratello peccatore. 

Non bisogna lasciare nulla di intentato per raggiungere lo scopo. In concreto si tratta di mostrare al fratello chiuso nel suo peccato che egli sbaglia, e di convincerlo a tornare sui sui passi.

Questo esige molta riservatezza, perchè egli non sia umiliato. Se questo fratello si pente della sua cattiva condotta, nella comunità cristiana, può trovare il perdono di Dio. Infatti il potere di *legare e sciogliere* che Gesù ha dato ha Pietro. l'ha dato anche agli apostoli e a loro rappresentanti che presiedono la comunità. 

 

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Lo scandalo della croce

 

Quanto è difficile accettare la croce ; Matteo 16,21-27

Pietro è di scandalo per Gesù, perchè lo tenta a lasciare il cammino di obbedienza alla volontà del Padre per seguire un cammino più facile. Per questo Gesù lo assimila a satana che fin dall'inizio aveva cercato di distoglierlo dal seguire la propria missione, proponendogli un messianismo facile.

Chi perdrà la propria vita per causa mia, la troverà;  Chi comprende bene il mistero di Gesù e la natura della sua missione comprende anche cosa significhi essere suo discepolo. Due cose intimamente legate.

Gesù stesso impone tre condizioni a coloro che vogliono essere suoi discepoli; rinegare se stessi, prendere la propria croce, seguirlo. 

Rinegare se stesso vuol dire; non centrare la vita sul proprio egoismo ma su Dio e il suo Regno. Questo comporta l'accettazione di avversitàe la sopportazione di difficoltà. Ma Gesù stesso ci ha lasciato l'esempio di come agire in tali situazioni; basta imitarlo.

Egli non compromise la sua adesione al Padre e al suo Regno e rimase fedele finoa dare la vita. Ma fu proprio in questo modo che giunse LL pienezza della vita nella risurezione. 

 

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Chi sono io per te ??????

 

TU SEI IL CRISTO: Matteo 16,13-20

Gesù chiede l'opinione della gente nei suoi riguardi. Le risposte sono diverse; Giovanni Battista, Elìa, Geremia, ... Pietro diventa  il portavoce e dice; * Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio viovente *. 

Pietro aveva confesato ; Tu sei il Cristo... 

Immaginava un Messia glorioso, ma Gesù lo corregge; E' necessario che il Messia soffra e muoia a Gerusalemme. 

Se Pietro accetta Gesù come Messia e il Figlio di Dio, deve accettarlo anche come il Messia servo che sarà messo a morte. Non solo il trionfo della gloria, ma anche il cammino della croce!  Il discepolo deve seguire il maestro. Deve vivere in una continua conversione, come Pitero, cade e rialza, simile a noi , debole e umano, e grida : Signore salvami!  E Gesù lo aiuta ad essere pietra, gli affida la cura delle sue pecore .

Con l'aiuto di Gesù, la fermezza della pietra cresce in Pietro e si rivela nel giorno di Pentecoste. Dopo la discesa dello Spirito Santo, con coraggio comincia ad annunciare la Buona Notizia di Gesù alla gente, e non smette di farlo pur nella tribolazione. 

 

 

 

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Argomento: Blog

R: Maestro ... servo dei servi

Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Egli scese dai cieli sulla terra per l'umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. prese su di sè le sofferenze dell'uomo sofferente, e distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse la morte omicida.
egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello, ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall'Egitto, e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del faraone. Contrassegnò le nostre anime con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue.
Egli è colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè il faraone. Egli è colui che percosse l'iniquità e l'ingiustizia, come Mosè condannò alla sterilità l'Egitto.
Egli è colui che trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla tirannia al regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza.
Egli è colui che prese su di sè le sofferenze di tutti. egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. fu esposto sulle acque in Mosè, e nell'agnello fu sgozzato.
Fu perseguitato in Davide e nei profeti fu disonorato.
Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli. egli è l'agnello che non apre bocca, egli è l'agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnella senza macchia . Egli fu preso dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.
Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l'umanità dal profondo del sepolcro.

L'amore sconfinato

Tutta la vita di Gesù fu una lotta in mezzo agli uomini e di fronte a Dio- per ristabilire la verità sull'uomo e su Dio.
Se è vero che Gesù, nel dono totale di sè, è l'ultima parola di dio, se nella sua passione e non * malgrado essa * egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua potenza della sua sostanza, se egli nella sua passione non solo è il volto umano di Dio, ma è anche * perfettamente uno * con il padre, allora sono tutte le nostre pre-comprensioni su Dio, le nostre false e rassicuranti immagini che devono essere purificate.
I cristiani, infatti, non conoscono altro Dio se non quello che si manifesta così vulnerabile nella vicenda della morte del suo Cristo.
Rivelazione che interpella radicalmente; qual è dunque questo Dio che si dice e si dona attraverso la morte di Colui che egli manifesta suo Figlio ?? Questo è il mistero che in questa domenica delle palme celebriamo.
Gesù è certamente il Re, ma un Re crocifisso.

R: L'amore sconfinato

Prenda la sua croce; strane e uniche queste parole. E anche queste, come le altre parole di Gesù, hanno qualcosa di quella luce che il mondo non conosce. Sono così luminose che gli occhi spenti degli umani, e anche dei cristiani languidi, restano abbagliati e quindi accecati.
Forse nessuna cosa è più enigmatica della croce, più difficile a capire; non penetra nella testa e nel cuore degli uomini. Non entra perchè non è compresa, perchè siamo spesso diventati cristiani di nome, appena battezzati, forse praticanti, ma immensamente lontani da come ci vorrebbe Gesù.
Si sente parlare della croce a Quaresima, si bacia il venerdì santo, si appende nelle aule. Essa sigilla col suo segno alcune nostre azioni; ma non è capita. E forse tutto l'errore sta quì; che nel mondo non è capito l'amore.
Amore è la parola più bella, ma la più deformata, la più deturpata. E' l'essenza di Dio, è la vita dei figli di Dio, è il respiro del cristiano, ed è diventata patrimonio, monopolio del mondo; è sulle labbra di quelli che non avrebbero diritto di nominarla.
Certo, nel mondo, non tutto l'amore è così; c'è ancora il sentimento materno, per esempio, che nobilita - perchè misto al dolore- l'amore; c'è l'amore fraterno, l'amore nuziale, l'amore filiale, buono, sano; magari inconscia, dell'Amore del Padre creatore del tutto. ma quello che non è capito è l'amore per eccellenza; è intendere che Dio, che ci ha fatti, è sceso fra noi come uomo fra gli uomini, è vissuto con noi, è rimasto con noi e s'è lasciato inchiodare sulla croce per noi; per salvarci. E' troppo alto, troppo bello, troppo divino, troppo poco umano, troppo sanguinoso, doloroso, acuto per essere capito.
Forse attraverso l'amore materno qualcosa s'intende, perchè l'amore di una madre non è solo carezze, baci, è soprattutto sacrificio.
Così Gesù; l'amore l'ha spinto alla croce che da molti è ritenuta pazzìa.
Ma solo quella follìa ha salvato l'umanità, ha plasmato i santi. I santi infatti sono uomini capaci di capire la croce. Uomini che, seguendo Gesù, l'Uomo-Dio, hanno raccolto la croce di ogni giorno come la cosa più preziosa della terra, l'hanno a volte brandita come un'arma diventando soldati di Dio; l'hanno amata tutta la loro vita e hanno conosciuto ed esperimentato che la croce è la chiave, l'unica chiave che apre un tesoro, il tesoro. Apre piano piano le anime alla comunione con Dio.
La croce è il mezzo necessario per cui il divino penetra nell'umano e l'uomo partecipa con più pienezza alla vita di Dio, elevandosi dal regno di questo mondo al regno dei cieli.
Ma occorre prendere la propria croce, svegliarsi al mattino in attesa di essa, sapendo che solo per suo mezzo arrivano a noi quei doni che il mondo non conosce, quella pace, quel gaudio, quella conoscenza di cose celesti, ignote ai più. La croce, cosa tanto comune. Così fedele, che non manca all'appuntamento di nessun giorno. Basterebbe raccoglierla per farsi santi. La croce, emblema del cristiano, che il mondo non vuole perchè crede, fuggendola, di fuggire al dolore, e non sa che essa spalanca l'anima di chi l'ha capita sul regno della Luce e dell'Amore; quell'amore che il mondo tanto cerca, ma non ha.

chiara Lubich

R: R: L'amore sconfinato

Tutto il mistero di cristo è un mistero di risurrezione, ma è anche un mistero di morte. Uno non esiste senza l'altro, e una medesima parola li esprime; la Pasqua.
Pasqua è passaggio; trasformazione di tutto l'essere, separazione totale da se stessi, a cui nessuno può illudersi di sfuggire; negazione di tutti i valori naturali in quanto naturali, per raggiungere, attraverso la morte, la vera vita in Cristo.
L'uomo, infatti, non vuole e non ama forse l'umanità con il medesimo moto naturale con cui vuole e ama se stesso ? Ora, Dio è per essenza colui che non ammette divisioni; colui che occorre amare esclusivamente. In definitiva si potrà amare l'umanità per se stessa, e non di un amore egoistico, soltanto amandola in Dio amato con esclusività.
Questa verità però non apparirà evidente in modo concreto, se si sopprime la realtà del sacrificio. L'umanesimo non è di sua natura cristiano. L'umanesimo cristiano deve essere un umanesimo convertito. Non si passa immediatamente da un amore naturale a un amore soprannaturale. Bisogna perdersi per trovarsi. Dialettica spirituale il cui rigore si impone all'umanità come all'individuo, cioè al mio amore per l'uomo e per gli uomini come al mio amore per me stesso. legge dell'esodo, legge dell'estasi. Se nessuno deve evadere dall'umanità, l'umanità intera deve morire a se stessa in ciascuno dei suoi membri per vivere, trasfigurata in Dio. Non c'è fraternità definitiva se non in una comune adorazione. La gloria di Dio è l'uomo vivente. Ma l'uomo, nella sola società totale che possa esistere, accede alla Vita soltanto attraverso la * gloria di Dio *. Questa è la Pasqua universale, che prepara la città di Dio.
In Cristo morente sulla croce, l'umanità, che egli portava tutta in sè, rinuncia a se stessa e muore. Ma questo mistero è ancora più profondo. Colui che porta in sè tutti gli uomini è abbandonato da tutti. L'Uomo universale muore solo. pienezza dell'umiliazione e perfezione del sacrificio.
Era necessario questo abbandono- fino all'abbandono del Padre- per operare la riunione. Mistero di solitudine e mistero di laceramento, solo segno efficace della riunione e dell'unità. Spada sacra che giunge fino a trapassare l'intimità dello spirito, ma per farvi penetrare la vita universale; * Tu che sei solo tra i soli e sei tutto in tutti *.
Dal legno della croce, conclude san'Ireneo, l'opera del verbo di Dio, è divenuta manifesta a tutti; le sue mani si sono tese per abbracciare tutti gli uomini. due mani tese, perchè ci sono due popoli dispersi su tutta la terra. una sola testa al centro, perchè c'è un solo Dio al di sopra di tutti, in mezzo a tutti e in tutti.

Henri de Lubac

Non peccare più....

Gesù, ti ringraziamo per la tua parola che ci ha fatto vedere in profondità la volontà del Padre.
Fà che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Parola ci ha fatto vedere.
Tu, misericordia del padre, venuto a incontrare e guarire la nostra miseria, sempre pronto a riaccogliere chi è perduto, volgiti a noi, nell'impeto della tua pietà.
Non vogliamo essere * scribi e farisei *, accusatori dei nostri fratelli, ma spesso ci troviamo a lanciare sugli altri la pietra del nostro peccato.
Gesù, Signore del sovrano silenzio, in mezzo al tumulto delle nostre passioni, rendici capaci di tacere davanti a te mentre, nuda e piena di vergogna,
l'anima nostra si confessa semplicemente lasciandosi guardare dai tuoi occhi di mite pastore.
Perdona ogni nostra colpa e fà che rinnovati dal tuo amore, rifiorisca nel cuore il canto della gratitudine e della gioia.
Crea in noi, Signore, il silenzio per ascoltare la tua voce,
penetra nei nostri cuori con la spada della tua parola, perchè alla luce della tua sapienza, in quest'ultimo scorcio di Quaresima , possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno, testimoniando al mondo che tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace.

R: Non peccare più....

Volto adorabile di Gesù, sola bellezza che rapisce il mio cuore,
imprimi in me la tua divina somiglianza,
perchè tu non possa guardare la mia anima senza contemplare te stesso.
Gesù, mio Signore, so che non comandi nulla d'impossibile.
Tu conosce meglio di me la mia debolezza e la mia imperfezione.
Tu sai che mai riuscirei ad amare le mie sorelle come le ami tu, se non fossi ancora tu, mio Salvatore, ad amarle in me.
Gesù, Dio della mia vita, perchè vuoi concedermi una tale grazia,
mi dai il comandamento nuovo dell'amore; * Amatevi come io vi ho amato *.
Mi doni così la certezza che la tua volontà è di amare in me tutti coloro che mi comandi di amare.
Gesù, questa tua volontà si compia in me ora e sempre.
* Santa Teresa del Bambino Gesù.

R: Non peccare più....

Ai tempi di Gesù la donna viene considerata ; origine del peccato, della morte , causa di tutti i mali.
Fino ad oggi molte persone continuano ad avere praticare questa mentalità.
Ma come oggi, così anche prima, fin dall'inizio della storia della Bibbia, ci sono state sempre delle reazioni contrarie all'esclusione della donna. La resistenza della donna crebbe man mano che la sua emarginazione si faceva più pesante.
In diversi libri sapienziali scopriamo la voce di questa resistenza; Rut, Giuditta, Ester.
In questi libri, la donna appare non tanto come una madre e sposa, ma come una donna che sa usare la sua bellezza e femminilità lottando per i diritti dei poveri e così difendere l'Alleanza della gente.
E lotta non tanto a favore del tempio, nè di leggi astratte, bensì a favore della vita della gente.

Viva la donna...!!!!!!!!!!!!!!!

R: R: Non peccare più....

Gesù è interpellato e richiesto di un giudizio da parte degli zelanti custodi della tradizione nel perfido tentativo di imbrigliarlo nel vicolo cieco di una risposta in ogni caso compromettente.
Il dilemma si gioca sulla scelta tra la legge mosaica e la misericordia che Gesù va insegnando e praticando.
Gesù allora fa appello alla coscienza degli accusatori ; il loro peccato sta nello sfruttare un caso umano per poter formulare accuse contro di lui.
Ma l'intento di Gesù resta chiaro; salvare la peccatrice dall'impietoso giudizio e mostrare il senso della sua missione di messaggero della misericordia divina.
Con realismo ed ironia, il vangelo mette in luce la situazione dell'uomo; egli è tanto più peccatore, quanto più è avanzato in età! Non può perciò arrogarsi il diritto di giudicare lo sbaglio di un fratello.
Gesù dà fiducia alla donna che lascia trasparire un umile senso di gratitudine. Egli non condanna, ma ciò non significa indifferenza morale. La sua parola suona come un'assoluzione, congiunta però all'impegno accettato di non peccare più.
Il dono della misericordia gratuita ed impensabile diventa responsabilità per una conversione permanente, per una decisione che impegna l'avvenire.
Alla donna * perduta * per la legge e per gli uomini, il Signore riconsegna la piena immagine di Dio; da quel momento la vita ritrova il suo significato; il peso di un passato inquietante è tolto e si apre il cammino della speranza.

La logica dell'amore

Signore Gesù, è difficile entrare nella logica dell'amore, la logica della Pasqua, del sacrificio amoroso.
Tu non sei venuto sulla terra per correggerci, ma ci hai riconosciuto così radicalmente da consegnarti nelle nostre mani.
Non ci resta che superare anche l'ultima tentazione e gettarci al collo del Padre, cioè di riconoscerlo in te, suo inviato.
E riconoscere vuol dire lasciarsi salvare senza meritare noi la salvezza.
Lasciarsi prendere e salvare senza dire che questa salvezza dalla morte ci è dovuta, che la meritiamo.
Lasciarsi amare senza avere un solo punto di appoggio in noi stessi.
Aiutaci a capire che essere salvati significa poter dire nell'amore, non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu.
Tu sai tutto, Signore, prendici come siamo, abbracciaci, convertici, riportaci nella casa dell'amore e della tenerezza. La tua.
Allora la Parola ascoltata sarà guarigione e salvezza, farmaco di eternità.

La conversione

Quante poche volte, o Signore Gesù, abbiamo preso in mano il giornale e leggendolo ci siamo soffermati su ogni notizia per considerarla nella sua verità e farla occasione di preghiera e di conversione.
Non è questo che il Vangelo di Luca oggi III domenica di quaresima ci chiede ?? Salvami dalla sventura di pensare che in quelle faccende io non c'entro, potrei trovarmici dentro senza volerlo. Salvami dalla sventura di pensare di avere ancora tanto tempo per mettere a frutto i tuoi doni. Fammi premura, Signore, convertimi.
Fammi sentire, Signore, la paura di essere sradicato da te come il fico sterile ! Fammi provare il disagio di chi si accorge di rubare agli altri l'aria che respira.
Fà che incontri chi mi metta paura per la mia pigrizia, e poi mi testimoni con la sua pazienza verso di me che la tua pazienza farà maturare grappoli d'uva da quel cespuglio di rovi che sono io.
Dammi Signore la paura di essere tagliato, perchè fino ad oggi ho succhiato il terreno per fare solo foglie e ambizione e spine di malignità.
Dammi la paura di non avere più il tempo per convertirmi e per amarti con tutto il cuore e farti contento.

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