VEDRANNO IL FIGLIO DELL'UOMO VENIRE SULLE NUBI

 

IL CIELO E LA TERRA PASSERANNO, MA LE MIE PAROLE NON PASSERANNO ( Mc 13,24-32 )

Tutto passa, ma non la parola di Dio e la sua promessa di vita. La certezza che le parole del Signore non passeranno mai infonde fiducia a chiunque riflette sulla caducità del mondo e delle cose del mondo. Costruirsi sulla Parola di Dio permetterà che non sussista l'abominio della desolazione e che il sole, la luna e le stelle non perdano il loro splendore. L'oggi di Dio diventa per l'uomo l'unica via per accedere a se stesso perchè, se nelle sue parole l'oggi non sarà mai ieri nè domani, non dovrà più temere la morte. 

ALLA FINE DEI TEMPI, CRISTO VERRA' NELLA GLORIA , PER RIUNIRE TUTTI GLI UOMINI NEL SUO REGNO

L'uomo di fede non deve temere la fine dei tempi; egli non ne conosce il momento nè come esattamente avverà, ma la parola invita alla fiducia. Dunque; il cristiano vive penamente il momento dell'attesa; ciò significa non aspettare passivamente l'ingresso nella realtà dei risorti, ma costruire fin da oggi quella realtà, quì, nel tempo. Il cristiano vve questa tensione escatologica, si sente orientato alla pienezza dei tempi. 

La venuta di cieli nuovi comincia dunque quì, nell'impegno cristiano di trasformazione della propeia persona, del proprio ambiente di vita, del proprio campo di azione. 

SIAMO PELLEGRINI

La condizione del cristiano è quella del pellegrino, in viaggio verso la vera patria che lo attende. L'esistenza terrena è una tappa del viaggio, ma non si esaurisce quì il cammino di un uomo. L'immagine del pellegrino è carica di spunti per trovare il giusto stile della vita cristiana, per incarnare atteggiamenti spirituali importanti. Il pellegrino viveuna precarietà; non ha raggiunto mai la meta, non ha nulla di definitivo da vantare; cammina e va. Così il cristiano vive l'esperienza spirituale del sentirsi * di passaggio *, in cammino, in crescita verso la statura di Gesù Cristo, mai appagato, mai definitivamente sistemato. Il vivere la fede come cammino, come sforzo mai raggiunto, come tensione è un'attitudine santa grazie a cui il credente può trovare serenità e beatitudine.

Il viaggio del pellegrino si realizza nel deserto, così dice la tradizione dei padri. Deserto quale luogo dell'incontro con il Signore, luogo dell'alleanza, luogo della prova e dell'infedeltà. Ma attraverso il deserto l'uomo giunge alla terra dove scorre latte e miele; terra di pace e abbondanza. 

Ecco vivere la storia come il viaggio nel deserto è uno spunto utile a svelare tutto il semso della parola di oggi; il cristiano vive il travaglio del proprio tempo, assume il peso dell'incertezza, prova l'angoscia per la paura del domani, ma si sente in viaggio, sa che il deserto fiorirà e sarà attraversato da fiumi d'acqua viva. Con sè il pellegrino ha una bisaccia con poche essenziali cose, la parola di Dio, la fede. E' immediato imparare dal pellegrino seguire i suoi passi, facendosi testimoni della speranza nel mondo travagliato di oggi.