QUANDO SEI UMILIATO, RICORDATI DEL TUO SIGNORE.

 

 

Vedendo il Signore legato e trascinato da una parte all'altra, pensi che le cose terrene non valgono niente.  Come non sarebbe assurdo che, mentre Cristo ha sopportato per te tante prove così dolorose, tu non riuscissi neppure a sopportare pazientemente una parola...? Ma lui viene coperto di sputi, mentre tu ti adorni con bei vestiti e con anelli, e se non godi di ottima reputazione presso tutti, credi che la tua vita non meriti di essere vissuta. 

Egli viene insultato, sopporta villanie, schiaffi oltraggiosi sulle guance; tu invece vuoi sempre essere onorato, e non sopporteresti di venir insultato per la causa del Cristo. Non senti Paolo che dice; Siate miei imitatori, come io lo sono di Cristo...? 

 

Quando perciò qualcuno ti trascina in giudizio, ricordati del tuo Signore, che i Giudei adoravano per burla mentre con parole e gesti lo disonoravano e si prendevano gioco di lui,  lui però non solo restituiva le offese che riceveva, ma, al contrar

io, manifestava mansuetudine e clemenza. Imitalo dunque anche noi; cosi potremo liberarci da ogni vergogna.  Non è chi s'infuria, ma chi è depresso e soffre, a dare esca agli improperi, rendendoli più mordaci e pungenti. Se tu non mostrassi risentimento, non saresti toccato dall'insulto.  Non è a causa di chi li arreca, ma di chi subisce, che gli oltraggi divengono più gravi. Di che ti addolori...?  Se qualcuno ingiustamente ti ha oltraggiato, non devi indignarti, ma piuttosto commiserare costui; e se l'ha fatto con ragione, costituisce un motivo di più perchè tu te ne stia calmo.  Come se qualcuno chiamasse ricco te che sei povero, di certo non pensi che costui voglia lodarti, ma scherzzare, così, se colui che ti insulta ed oltraggia dice il falso, non te ne deve importare niente. E se la tua coscienza ti rimorde, non ti turbino le parole, ma dimostra con i fatti che hai cambiato in meglio la tua vita. 

 

Cosa mirabile è la pazienza, che fa riposare, come in un tranquillo porto, l'anima, sottraendola alla furia delle onde e dei venti. Il Cristo ce la insegnò in ogni occasione; ma soprattutto ora che viene trascinato in giudizio e condotto di qua e di là.

Infatti, tradotto dinanzi ad Anna, risponde alle sue domande con grande mitezza e replica al servo che lo percuote con parole capaci di ridurre al silenzio la presunzione di chiunque. Poi, condotto da Caifa e successivamente da Pilato, e avendo passato là l'interra notte , manifesta a costoro la sua grande mansuetudine .  Mentre lo accusavano di essere un facinoroso, accusa che non erano in grado di provare, egli se ne restò in silenzio; quando invece venne interrogato sul suo regno, allora rispose a Pilato, istruendolo e cercando di condurlo a concetti molto elevati. 

Pilato lo fece flagelare forse con lo scopo di poterlo liberare, dopo aver calmato la furia dei Giudei. Siccome con i mezzi usati precedentemente non lo aveva potuto liberare, ora, per trattenerli dal commettere il misfatto, lo fece flagelare e permise tutto il resto, cioè che gli mettessero addosso il mantello e la corona, allo scopo di calmare la loro rabbia. Perciò lo trascinò davanti ad essi incoronato di spine, affinchè costoro, vedendo che gli era stato fatto quell'oltraggio, frenassero la loro furia e vomitassero tutto il veleno che avevano in corpo.  E perchè i soldati facevano tutte queste cose, senza che il procuratore le avesseloro ordinate...? Per far cosa gradita ai Giudei; in realtà all'inizio non partirono di notte per ordine di quello, ma osavano tutto ciò per ingraziarsi i Giudei e intascare il loro denaro. Eppure, nonostante che accadessero tanti e cosi gravi fatti, egli se ne stava in silenzio, come fece anche durante l'interrogatorio ; anche allora non rispose niente. 

Tu però non ascoltare soltanto il racconto di questi fatti, ma incidilo nella tua memoria, vedendo il re dell'universo e degli angeli, deriso dai soldati con le parole e i gesti, sopportare ogni cosa in silenzio, e imitalo col tuo comportamento. Quando infatti Pilato lo chiamò;  * re dei Giudei * i soldati gli misero addosso un mantello per schernirlo.