LA MANIFESTAZIONE DI GESU'

 

                     

BATTEZZATI IN SPIRITO E FUOCO ( Lc 3,15-16.21-22 ).

Nel primo quadro del brano evangelico della liturgia odierna Giovanni, con parole di sapore profetico, afferma che c'è uno più forte di lui che sta per venire. Si tratta della risposta del profeta del Giordano all'opinione delle folle che fosse lui il Cristo. Le folle quì ricevono il nome di popolo in attesa, per Luca Israele è considerato un popolo ben disposto o preparato a ricevere la salvezza messianica ( almeno prima della crocifissione ). Le parole di Giovanni attingono alle immagini dell'Antico Testamento e hanno la funzione di esaltare il personaggio misterioso della cui venuta sta annunciando l'imminenza ; ma viene colui che è più forte di me .

                     

LA  FIGURA DEL  PIU'  FORTE;

Il Battista inizia a dipingere il ritratto di Cristo con l'aggettivo * forte * che già Isaìa applicava al re-Messia, * forte, potente come Dio * e che nell'Antico Testamento costituiva uno degli attritbuti del Creatore, considerato sovrano dell'universo e della storia; * Il Signore regna, si riveste di maestà; si cinge di forza*. L'espressione * viene uno * echeggia un titolo di sapore messianico che troviamo nel Salmo 118, un canto processionale eseguito durante la festa delle capanne; Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Tale canto viene applicato da Luca a Gesù durante il suo ingresso a Gerusalemme. Anche il famosso annuncio messianico nel libro del profeta Zaccaria riporta lo stesso messaggio * Ecco, Sion, a te viene il tuo re.

IO NON SONO DEGNO DI SLEGARE I LACCI DEI SANDALI;
Un altro tratto con cuì l'evangelista descrive la figura di Cristo è di sapore tipicamente orientale; * sciogliere i lacci dei sandali *. E' il gesto che si addice a uno schiavo. Il Battista dinnanzi al Messia che viene si sente servo, e per di più umile e indegno; io non sono degno di slegare i lacci dei sandali.

Poi presenta il battesimo che il personaggio annunciato compirà; Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Nel Salmo 104,30 lo Spirito di Dio è definito il principio che crea e rigenera l'essere; Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. Invece il fuoco è per eccellenza un simbolo divino; riscalda e incendia, anima e distrugge, è sorgente di calore e di morte.

                   

TU SEI IL fIGLIO MIO;

Nel secondo quadro è contenuto un nuovo profilo o epifania di Cristo. Questa volta è Dio stesso, e non Giovanni, a dipingere il ritratto di Cristo con parole solenni; Tu sei il Figlio mio, l'amato; in te ho posto il mio compiacimento.  Questa presentazione e definizione di Cristo è sorretta da una vera e prpria coreografia celeste ( il cielo che si apre.. la discesa dello Spirito come di colomba... la voce dal cielo ) per mostrare la qualità divina delle parole che stanno per essere pronunciate sulla persona di Gesù. 

 

LA  COLOMBA;

E'simbolo dello Spirito di Dio che invadeva i profeti, ma che ora viene effuso in pienezza sul Messia come aveva predetto Isaìa; Su di lui si poserà lo spirito del Signore.  Il simbolo della colomba sta a indicare che nella venuta di Gesù si realizza la presenza perfetta di Dio che si manifesta nell'effusione del suo Spirito. E' questa pienezza di Spirito santo che consacra Cristo per la sua missione salvifica e per il compito di rivelare agli uomini la parola definitiva del Padre. Sen'altro il segno della colomba indica al lettore del racconto del battesimo che Dio sta per incontarsi con l'uomo. L'intreccio di questo incontro si avvera nella persona di Gesù. Se il Battista aveva presentato Gesù come il Messia- che nell'AT rimane sempre un uomo, anche se perfetto- ora Dio si accinge a definire Gesù come il Figlio * prediletto *. Titolo che indica una presenza di Dio suprema e che supera quella che si sperimentava nel culto o in altri aspetti della vita d'Israele.

                    

LA VOCE DIVINA;

E' un altro segno che accompagna la manifestazione di Gesù nelle acque del Giordano. Essa evoca due testi dell'AT. Il primo è un canto messianico che cita alcune parole di Dio rivolte al suo re-Messia; Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Nell'AT sia la figura del re che quella del Messia erano considerate come figli adottivi di Dio; invece, Gesù è il figlio prediletto, sinonimo di unigenito. Il secondo testo che illumina il significato delle parole pronunciate dalla voce del cielo è un passo attinto ai canti del servo del Signore e che la liturgia della parola di questa Domenica ci propone come prima lettura; Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Nella persona di Gesù convergono o si rendono presenti due figure riportate da Isaìa; la speranza del Messia e la figura del Messia sofferente. Non è improprio dire che la scena del battesimo presentata da Luca è una vera catechesi sul mistero della persona di Gesù. Messia, re, servo, profeta, Figlio di Dio.

Inoltre, dalla voce del cielo traspare la qualità trascendente, divina, unica della persona di Gesù. Tale appartenenza di Gesù al mondo di Dio sarà visibile, palpabile, sperimentabile anche nella sua umanità, nella sua presenza in mezzo agli uomini, nel suo peregrinare tra le strade della Palestina.

Quindi la Parola di Dio in questa domenica intende mostrarci con il racconto del battesimo la solenne presentazione di Gesù al mondo. Essa sarà completa solo nella croce e nella risurrezione. Infatti sulla croce vengono riproposti due volti di Cristo, quello umano-salvifico con la morte in croce per la nostra redenzione, quello divino tramite la professione di fede del centurione; Veramente costui è Figlio di Dio. !!. La parola di Dio in questo giorno del Signore ci invita a contemplare e adorare il volto di Cristo che s. Agostino ha così presentato in una sua riflessione; * In quel volto noi riusciamo a intravedere anche i nostri lineamenti, quelli del figlio adottivo che il nostro battesimo rivela.