LA FEDERAZIONE

QUANTO E' BELLO STARE INSIEME SOTTO LA GUIDA DELLA MADRE DI DIO

  Com'è bello e giocondo che i fratelli vivano insieme. Questo versetto del salmo 132 che indica la gioia dell'amore fraterno. Abbiamo vissuto nella nostra assemblea federale dove tutto si è svolto con sincerità e armonia. Bello e incoraggiante è stato l'incontro con il Pastore della diocesi,...
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L'ELEZIONE DELLA PRESIDE

  6 GIUGNO  Questa mattina partendo dalla chiesa ci siamo recate processionalmente alla sala del capitolo cantando il Veni Creato Spiritus e lo Spirito Santo è sceso su;  Sr. Martina  ( Ovada )                Preside  Sr. Regina...
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4 GIUGNO , ASSEMBLEA FEDERALE

  Oggi è stato un giorno speciale, abbiamo iniziato la giornata con la Santa Messa presieduta da Sua Ecc.za Mon Piergiorgio Micchiardi vescovo della diocesi di Acqui Terme. Dopo una frugale colazione ha incontrato fraternamente l'assemblea federale e la comunità. Si è mostrato molto contento...
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3 GIUGNO - ASSEMBLEA FEDERALE

  Oggi  la giornata si è iniziata con le lodi, perchè la Santa Messa si celebra nel pomeriggio. Dopo la lettura breve delle lodi, presa dal comune dei martiri , P.Fernando si è soffermato sulla consolazione che ogni giorno troviamo, per le nostre piccole ferita, all'ombra del Tabernacolo...
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2 GIUGNO ; ASSEMBLEA FEDERALE

  Oggi dopo la celebrazione solenne della Santa Messa allo Spirito Santo, e l'esortazione dell'assistente religioso della Federazione  * Madre della Santa Speranza * P. Fernando Taccone, alle ore 09.00 la Madre preside; Sr. Giuliana della Madre di Dio, ha dato inizio ai lavori...
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OGNI COSA HA IL SUO TEMPO

  AGENDA  DELL'ASSEMBLEA  FEDERALE 1° giugno 2015 ( lunedì ) in giornata arrivi e sistemazione                                                  ...
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ASSEMBLEA FEDERALE

                                                            ASSEMBLEA  FEDERALE Unite; le due mani strette indicano l'unione degli spiriti, la...
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ASSEMBLEA FEDERALE

                                               IV ASSEMBLEA  FEDERALE                             ...
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Calendario eventi

NEL FUOCO D'AMORE DELLA TRINITA'

  UN ITINERARIO DI SANTITA' CON SAN PAOLO DELLA CROCE Vi raccomando di andare spesso, in spirito, a pescare nel mare santissimo delle pene di Gesù Cristo e dei dolori di Maria Santissima. In questo gran mare pescherete le gioie delle sante virtù del dolce Gesù e l'anima vostra resterà sempre...
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PROGRAMMA PER IL CENTENARIO

                 L'8  MAGGIO CENTENARIO DI FONDAZIONE DEL MONASTERO 1915 - 2015                 LA PASSIONE DI GESU' E I DOLORI DI MARIA SIANO NEL NOSTRO CUORE Le monache Passioniste di Vignanello si...
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NOTIZIARIO DAL MONASTERO

    CENTENARIO DEL MONASTERO L'8 maggio celebreremo il centenario di fondazione del nostro monastero. La festa sarà preceduta da una missione popolare condotta dai nostri Padri Passionisti. FORMAZIONE Il 18 - 19 gennaio c'è stato nel nostro monastero il consiglio federale con il nuovo...
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BUONA PASQUA

  Carissimi confratelli, consorelle, parenti, amici, benefatori, padrini e madrine. Buona Pasqua !! Siamo nel cumine dell'anno della vita consacrata e Papa Francesco ci ha ripetutamente invitati ad essere testimoni della gioia. Gioia perchè Dio ci ama e ci perdona sempre, gioia perchè il...
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                                                                       NATALE   DEL   SIGNORE

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Non c'è modo migliore per esprimere la verità del mistero del Dio fatto uomo.  Natale è il mistero della prossimità di Dio. Dio. Un nome che , così spesso, evoca per noi un essere lontano, difficile, inaccessibile, talvolta addirittura considerato totalmente estraneo alla storia.  E invece, dal giorno della sua nascita a Betlemme, noi scopriamo in Gesù Cristo un Dio che sposa la nostra condizione umana, un Dio vicino, accessibile, presso il quale i più piccoli e i più poveri trovano un'accoglienza privilegiata. 

Celebrare il Natale in verità significa lasciarsi abitare da Gesù Cristo, perchè Natale è la rivelazione di un mondo abitato dall'amore. Già sant'Ireneo lo esprimeva con parole mirabili; Dio si è fatto uomo per abituare l'uomo a ricevere Dio e per abituare Dio ad abitare nell'uomo. 

Per questo, Natale è lasciarsi abiatre da Gesù Cristo, grazie al quale si realizzano in noi le parole di Giovanni; A quanti lo hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio.

 

                                                                           LA  VERA  LUCE

La luce è venuta nel mondo, ma le tenebre non l'hanno accolto. Questo significa che, anche nel gaudio di Natale, non dobbiamo mai dimenticare il dramma del rifiuto dell'uomo, il quale ha anche la libertà di rifiutare Dio e suo Figlio Gesù.

Questo è davvero tremendo, soprattutto se pensi che Dio non vuole nulla, se non la nostra felicità e realizzazione. A coloro che lasciano illuminare dalla sua presenza, la vita rivela significati nuovi e più pieni, ma tutto dipende dalla volontà di accoglierlo; per questo; non sprecare l'occasione di grazia che ti viene donato anche in questo Natale, ma approfitta della bontà di Dio !!! Sarà la maniera migliore per fare festa al Bambino santo che è venuto tra noi.

                                                                      DIO  SI  FA  UOMO  PER  NOI

Noi camminiamo a tastoni , ciechi, rasentando un muro; giacciamo come morti nelle tenebre; urliamo come orsi e gemiamo come colombe in attesa della salvezza. Cosi parlava Isaìa. 

Noi invece annunciamo una gioia grande; ecco il nostro Dio. Oggi è nato il nostro Salvatore, Cristo Signore; questa è la nostra gioiosa certezza; anche se molti uomini portano ancora incise nella loro vita le parole di Isaìa, nella notte profonda il nostro orecchio ha  sentito; la stella del mattino si è levata, per noi è nato un bambino.  Di quì sgorga un messaggio di speranza in questo mondo che rischia di non sperare più; fascio di luce in questo mondo che sembra sprofondare nelle tenebre; un elemento di novità in una società che talora ci appare decrepita. Un bambino che nasce è un destino nuovo che si apre, una speranza che si ridesta.

                                                             UN  BAMBINO  E'  NATO  PER  NOI

Per riconquistare gli uomini, per sollevarli verso di sè, per parlare con loro, Dio è venuto quaggiù come un bambino, come un balbettìo che è facile soffocare. E molti effettivamente lo soffocano. Lo soffocano facendo del Natale le festa del consumo, dello spreco istituzionalizzato; festa dei regali e dei lustrini, della tredicesima e del panettone, festa di una certa poesia di generale bontà, di un sentimentalismo che si vernicia di generosità e commozione. 

Altri soffocano Dio-Bambino impedendogli di crescere; Dio rimane bambino per tutta la loro vita; una fragile statuetta di terracotta, relegata in una scatola, che si depone nella bambagia una volta all'anno: solo una scusa per dare un certo colore religioso alla grande baldoria del natale pagano. Le parole che questo Bambino ha portato agli uomini non sono ascoltate; sono impegnative ed inopportune mentre un cristianesimo-caramella è molto più comodo.

                                                                       VENNE  FRA  LA  SUA  GENTE

Gesù non è una tradizione annuale, non è un mito, non è una favola. Gesù è parte vera della nostra storia umana. Il senso logico della venuta di Cristo non distrugge di per sè la cornice festosa e la poesia del Natale, ma la ridimensiona e la colloca nel giusto contesto; Gesù che nasce è la Parola di Dio che si fa carne; noi, esseri umani, siamo portati forse a soffermarci di piùsul bambino, tenero, fragile, che non sul suo aspetto di Verbo Incarnato. Per questo nella liturgia di oggi il lieto annuncio della nascita di Cristo ci viene dato con le parole di Luca e con quelle di Giovanni. Luca si sofferma su alcuni particolari storici che ci danno una sufficiente garanzia di storicità e di credibilità e ci mostrano un Gesù povero, figlio di umili artigiani, un numero soltanto in una remota provincia dell'impero romano, un portatore di tutte le promesse dell'Antico Testamento, anche se in un modo un pò diverso da quello atteso e sospirato dal popolo ebraico, tanto che solo i poveri, gli svuotati, i vigilanti lo riconoscono. 

Giovanni inserisce l'Incarnazione nel piano della storia della salvezza. Come attraverso il Verbo eterno era sbocciata la prima creazione, per opera dell'Incarnazione dello stesso     Verbo avviene una nuova creazione; L'uomo accede alla condizione di figlio di Dio; il rapporto uomo -Dio che il peccato aveva interrotto è risaldato in Cristo. Divenuto figlio di Dio l'uomo è in grado di realizzare il suo compito di creatura; egli può rivolgersi a Dio e chiamarlo * Padre * ed è libero perchè è figlio e non servo, ed ama gli altri uomini perchè fratelli.

 

 

                                                 UN  UOMO  COME  UNO  DI  NOI 

Non è facile neppure tentare di descrivere l'uinico grande mistero dell'Incarnazione di Dio. Come scrive Giovanni, * non basterebbero tutti i libri della terra *. 

In tutte le testimonianze della fede cristiana primitiva è chiara una cosa; nell'ambito della storia si presenta un uomo, un uomo come tutti noi, tale però che in tutta la sua esistenza terrena, dalla nascita fino alla terribile morte in croce, oltrepassa le dimensioni dell'umano e proprio per questo ci apre una porta che fa intravedere la trascendenza dell'esistenza umana. Un uomo che compie segni straordinari e pronuncia parole che non tramonta; mette in pratica l'amore come nessun altro e rivela che cosa è l'amore che salva gli uomini; è immagine e segno di Dio in questo mondo. Un uomo, nel quale l'eterno irrompe nel tempo; attraverso il quale gli uomini vengono a conoscere le profondità e le altezze della esistenza umana.

Egli diventa speranza per gli uomini destinati alla morte, poichè morendo ci merito la vita e ci apre un nuovo futuro. Tutto ciò si rivela già nella sua nascita; il debole bambino che giace nella mangiatoia è il Salvatore del mondo. Questo è l'intramontabile messaggio del Natale - senza mito nè leggenda.

 

 

 

 

                                      

                                                                MARIA  MADRE  DI  DIO

 

MARIA  DA  AL  MONDO  CRISTO  NOSTRA  PACE

Nell'ottava del Natale si celebra la festa di * Maria madre di Dio *. In verità, le letture bibbliche mettono l'accento sul * Figlio* di Mari, e sul nome del Signore, anzichè su Maria.

Infatti l'antica * benedizione sacerdotale* è scandita dal nome del Signore, ripetuto all'inizio di ogni versetto ( 1° lettuta ) il testo di san Paolo sottolinea l'opera di liberazione e di salvezza compiuta da Cristo, nella quale è incastonata la figura di Maria, grazie alla quale il Figlio di Dio ha potuto venire nel mondo come vero uomo ( 2° lettura ); il Vangelo termina con l'imposizione del nome di Gesù, mentre Maria partecipa in silenzio al mistero di questo suo figlio nato da Dio.

Questa attenzione prevalente al * Figlio * non riduce il ruolo della Madre; Maria è totalmente Madre perchè è stata in totale relazione a Cristo, perciò onorando lei è più glorificato il Figlio. 

Il titolo di * Madre di Dio * sottolinea la missione di Maria nella storia della salvezza, missione che sta alla base del culto e della devozione del popolo cristiano; Maria infatti non ha ricevuto il dono di Dio per sè sola, ma per portarlo al mondo.

                              MARIA  MADRE  DI  DIO  E  MADRE  DELL'UOMO,   MADRE  DI  TUTTI  I  VIVENTI

Il significato etimologico del nome di Gesù, * Dio salva *, ci introduce in pieno nel mistero di Cristo; dall'Incarnazione alla nascita, dalla circoncissione al compimento pasquale, della morte-risurrezione, Gesù è in tutto il suo essere la perfetta benedizione di Dio, è dono di salvezza e di pace per tutti  gli uomini; nel suo nome siamo salvati. Ora questa offerta di salvezza viene da Maria ed essa la partecipa al popolo di Dio come un tempo ai pastori. Maria che ha dato la vita al Figlio di Dio, continua a partecipare agli uomini la vita divina. 

Per questo viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla vita di Dio, e insieme proclamata e invocata come Madre della Chiesa. 

 

                                         IL  VERBO  HA  ASSUNTO  DA  MARIA  LA  NATURA  UMANA

Il verbo di Dio, come dice l'Apostolo, della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli e prendere un corpo simile al nostro. Per questo Maria ebbe la sua esistenza nel mondo, perchè da lei Cristo prendesse questo corpo e lo offrisse, in quanto suo, per noi.

Perciò la Scrittura quando parla della nascita del Cristo dice; * Lo avvolse in fasce * . Per questo fu detto beato il seno da cui prese il latte. Quando la madre diede alla luce il Salvatore, egli fu offerto in sacrificio.

 

Gabriele aveva dato l'annunzio a Maria con cautela e delicatezza. Però non le disse semplicemente colui che nascerà in te, perchè non si pensasse a un corpo estraneo a lei, ma: da te, perchè si sapesse che colui che ella dava al mondo aveva origine proprio da lei.

Il Verbo, assunto in sè ciò che era nostro, lo offrì in sacrificio e lo distrusse con la morte. Poi rivestì noi della sua condizione, secondo quanto dice l'Apostolo; Bisogna che questo corpo corrutibile si vesta di immortalità ( cfr Cor 15, 53 ). 

Tuttavia ciò non è certo un mito, come alcuni vanno dicendo. Lungi da noi un tale pensiero. Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò venne la salvezza di tutta l'umanità. In nessuna maniera la nostra salvezza si può dire fitizia. Egli salvò tutto l'uomo, corpo e anima. La salvezza si è realizzata nello stesso Verbo.

Veramente umana era la natura che nacque da Maria, secondo le Scritture, e reale, cioè umano, era il corpo del Signore; vero, perchè del tutto identico al nostro; infatti Maria è nostra sorella poichè tutti abbiamo origine in Adamo.

Ciò che leggiamo in Giovanni * il Verbo si fece carne * ( Gv 1, 14 ), ha dunque questo significato, poichè si interpreta come altre parole simili.

Sta scritto infatti in Paolo; Cristo per noi divenne lui stesso maledizione. L'uomo in questa intima unione del Verbo ricevette una ricchezza enorme; dalla condizione di mortalità divenne immortale; mentre era legato alla vita fisica, divenne partecipe dello Spirito; anche se fatto di terra, è entrato nel regno del cielo.

Bechè il Verbo abbia preso un corpo mortale da Maria, la Trinità è rimasta in se stessa qual era, senza sorta di aggiunte o sottrazioni. E' rimasta assoluta perfezione; Trinità e unica divinità. E così nella Chiesa si proclama un solo Dio nel Padre e nel Verbo.

 

 

 

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NEL FUOCO D'AMORE DELLA TRINITA'

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NOTIZIARIO DAL MONASTERO

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  Carissimi confratelli, consorelle, parenti, amici, benefatori, padrini e madrine. Buona Pasqua !! Siamo nel cumine dell'anno della vita consacrata e Papa Francesco ci ha ripetutamente invitati ad essere testimoni della gioia. Gioia perchè Dio ci ama e ci perdona sempre, gioia perchè il...
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